10-01-2018 04:44 / 10 c.

(vivere per raccontarla)

Il negozio di Fernando Ballesteros fa angolo sulla piazzetta medioevale. In periferia. Due vetrine, un bancone, la carne e sua moglie Linda alla cassa.

E’ piccolo, il negozio di Fernando Ballesteros. Un minuscolo angolo di mondo che profuma di carne. La sua carne. Come gli piace dire.

Non so se il negozio gli permetta di sopravvivere, economicamente. Non specula, non prende la carne all’ingrosso, ma gira per le piccole fattorie aggrappate sulle pendici dei Pirenei. Campa con i soldi lasciatigli dalla famiglia. Il negozio, la carne, sono il suo hobby.

Con il negozio probabilmente non ci sopravvive, ma sicuramente ci vive.

Mi conosce da quando sono ragazzo, Fernando. Da quando venivo con mio padre a prendere le bistecche migliori, perché ero un po’ anemico e mi ci voleva la carne. Fernando si sentiva come un dottore, per me.

Mi ha preparato il miglior coniglio che ha trovato. E’ andato fino alla fattoria dei Medina, a Burguete, per prendermelo.

“Lo cucina el Tio, stanotte. Per San Silvestro.”

Fernando ha un occhio di riguardo per el Tio. Di un paio di anni più giovane. Lo andava a vedere quando giocava a calcio.

“Il più cattivo dei buoni difensori.”

Linda mi ha fatto lo sconto. Non lo voglio, lo sconto. Ma mi trattano come un figlio. Il figlio che non hanno mai avuto.

Con il coniglio ho preso anche delle salsicce. Mi piacciono le salsicce. Piacciono anche al Tio.

Arrivo alla cascina fuori Villava che è già buio. El Tio ha già acceso il camino e sta cominciando a cucinare.

Trascorrerò da lui questa notte di San Silvestro.

Charo è rimasta a casa. Pablo e Xavi danno un festicciola con quattro amici e Charo cucinerà per loro.

“L’ha preso dai Medina. A Burguete.”

“Lunga vita ai Medina. Senza di loro non ci sarebbero più i veri conigli nostrani.”

Mentre el Tio cucina il coniglio, io preparo gli antipasti.

La prima bottiglia di Marquès de Riscal se ne va ancora prima di iniziare a mangiare.

La sera è silenziosa, qui in periferia. La brezza fredda che scende dai Pirenei sembra rinfrescare tutto il mondo.

Il profumo del coniglio e della legna del camino riempiono la cucina e rappacificano l’anima.

“Anno fantastico per la tua Atalanta.”

“Irripetibile.”

“Eppure mi sembri malinconico.”

“Ho quasi paura che finisca, quest’anno incredibile.”

Sembrava non guardarmi nemmeno, el Tio, mentre gli parlavo. Alzava il bicchiere per vedere le sfumature del colore del vino.

“Eppure finisce. Ma non finisce quello che hai vissuto.”

“Sarà impossibile ripetersi.”

“Non importa.”

Altro giro di coniglio. Cotto un po’ più del dovuto, come piace a noi.

Si mangia con le mani, il coniglio cucinato dal Tio.

La mezzanotte era prossima. Nella cascina solo il silenzio.

Non abbiamo lo champagne. Non ci piace festeggiare con lo champagne.

Nulla di meglio che quel rosso della Rioja che ci ha accompagnato tutta la sera.

Usciamo fuori. Con i calici in mano. Fa freddo.

Là in fondo le luci dei fuochi di Villava. Più in fondo si vedono anche quelli di Pamplona. Ma qui alla cascina solo silenzio.

Cielo scuro, aria gelida e la consapevolezza di aver vissuto un anno incredibile, con la paura che non si possa ripetere.

“Sai cosa disse Gabriel Garcìa Marquez?”

El Tio guardava in alto. Faceva ruotare il vino nel bicchiere.

“Dimmi.”

Accese il sigaro.

Anch’io accesi il sigaro.

“La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.”

Terminammo la serata con un buon Calvados e una partita a carte.

Ho dormito da lui. Sul divano. Dove una volta dormiva il suo cane.

La mattina sono ripartito che el Tio dormiva ancora.

L’alba si era svegliata da poco.

Sono salito sulle pendici dei Pirenei. Verso Roncisvalle.

Così, per respirare l’anno nuovo.

Sicuro che quello appena concluso non terminerà mai.

Perché l’ho vissuto. E lo posso raccontare.

“Vivir para contarla.”


Rodrigo Dìaz



di Staff




  1. Rodrigo Magister Artes Scribendi
     

    #qualcosadevesuccedere


  2. E finalmente rieccolo! :-)


  3. al solito Rodrigo mi emoziona..
    anch'io ogni tanto penso a quando finirà questo periodo di calcio-gioia ma mi ripeto che non è detto che debba finire...o meglio come dice il  confermarsi sempre in serie A e magari nella parte sinistra...
    certo che il calcio che mostriamo da 1 anno e mezzo è uno spettacolo...il mio sogno comunque è di vincere qualcosa 



  4. Ma cavolo, un altro che pensa a quando finirà quello di bello che stiamo vivendo. Perchè non siete capaci di vivere il presente al meglio, stiamo gioendo una partita dopo l'altra e c'è che si fa le paranoie perchè finirà il campionato e non sapremo se ci ripeteremo. Sono due anni che sto bene ed ho sempre un umore positivo, molto è dovuto ad altro che riguarda la mia vita ma anche l'Atalanta con il suo cammino mi sta aiutando molto. E' da notare che il giorno di Atalanta - Palermo (0-1) il 21 settembre 2016 è venuto a mancare mio padre, ma dopo di allora è iniziata la cavalcata. Certo sento la mancanza del papà come è umano ma allo stesso tempo guardo quanto di positivo sto vivendo in generale, e la Dea contribuisce.
    Abbiamo iniziato un ciclo e ci potrebbe stare di sbagliare un anno ma nella media il nostro livello sono convinto che sarà questo, per qualche lustro almeno.


  5. Pero' di Ballesteros c'è solo Severiano!


  6. Racconto molto bello, come sempre
    Complimenti 


  7. Jerry Garcia -
     10/01/2018 alle 8:59
    Grazie dei tuoi pezzi!!complimenti!!
    ..è proprio vero, certe emozioni ti si stampano dentro per vivere per sempre..
    “La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.”


  8. Sogno solo con Morfeo -
     10/01/2018 alle 7:43
    Come sempre, un piacere immenso leggere i tuoi pezzi; talento puro per la scrittura.. sembra di conoscerla ormai la casa del Tio!! L’anno appena trascorso sarà irripetibile, come tutti, ma non è detto che i prossimi non siano anche migliori!!! La bacheca è aperta e spazio ce n’è!! Un abbraccio 


  9. Welcome back Rodrigo. Ci mancavano i tuoi pezzi. Lirica e semplicità, GRAZIE


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