Il Mister in conferenza stampa postpartita
LA CONFERENZA STAMPA DI MISTER RAFFAELE PALLADINO
Sapevamo bene che il Pisa è una squadra molto difficile da affrontare, soprattutto in casa loro. Davanti al proprio pubblico mettono in crisi tanti avversari, anche di alto livello, partendo forte e giocando con grande intensità fin dai primi minuti. Ci aspettavamo una partita dura, fatta di contrasti, palloni contesi, lanci diretti e duelli aerei.
Il Pisa ha fatto una gara di grande livello. Noi, invece, nel primo tempo non abbiamo avuto l’atteggiamento giusto e abbiamo lasciato a loro il controllo della partita. Nella seconda metà di gara, grazie ai cambi e a forze nuove, siamo riusciti a migliorare, ad alzare la qualità del gioco e anche a trovare il gol del vantaggio. Il pareggio del Pisa è arrivato in modo meritato e, tutto sommato, il risultato finale è corretto. Guardando il bicchiere mezzo pieno, però, va detto che qualche settimana fa una partita così l’avremmo probabilmente persa, come accaduto a Verona. Oggi invece portiamo a casa un punto importante che conferma il nostro momento positivo.
Alla domanda su dove il Pisa ci abbia messo più in difficoltà, chiarisco subito una cosa: non è stato un problema di moduli, schemi o scelte tattiche. La vera differenza è stata l’energia. Loro hanno giocato con grande forza fisica e carattere, vincendo molte seconde palle e impedendoci di giocare con continuità, soprattutto davanti. Contro squadre di questo tipo dobbiamo crescere ancora dal punto di vista mentale. Da qui alla fine del campionato ogni punto sarà fondamentale e anche le squadre sulla carta più deboli ci affronteranno con grande determinazione. Sta a noi adattarci, lottare di più e saper vincere anche partite “sporche”.
Per quanto riguarda l’esordio di Giacomo Raspadori, la valutazione è molto positiva. È entrato bene in partita. All’inizio l’ho schierato come centravanti al posto di Scamacca, nonostante avesse sostenuto un solo allenamento con noi, peraltro leggero e non con tutto il gruppo. L’idea era quella di cercare soluzioni centrali, ma non ha funzionato. Così ho cambiato assetto, passando al 4-2-3-1, e l’ho spostato dietro la punta: quella è la posizione che più gli si addice, da trequartista o vicino al centravanti. Mi è piaciuto molto per atteggiamento e personalità.
Infine, sulle scelte iniziali, non parlerei di vero e proprio turnover, ma di gestione delle energie. Giochiamo spesso e il calendario è molto impegnativo, quindi serviva freschezza soprattutto all’inizio. Le scelte fatte nascono dalla fiducia totale che ho in tutti i giocatori: se qualcuno parte titolare è perché me lo merita. Il problema di oggi non è stato il rendimento dei singoli, ma l’approccio di squadra, che nel primo tempo non è stato all’altezza per intensità e fisicità. Nella ripresa, invece, i cambi hanno dato una spinta diversa e hanno cambiato il volto della partita.
