Oggi, comunque vada, un'altra pagina da ricordare nella storia della Dea!!!

Gia'. Perche' se veniamo eliminati sara' l'ultima nostra apparizione in Champions League chissa' per quanto e se passiamo sara' comunque un'impresa epica in rimonta contro una squadra tra le prime 10/12 d'Europa!
Davanti a noi stasera c’è il Borussia Dortmund, avversario forte, organizzato, abituato a questi palcoscenici. Impresa difficile, non impossibile. Per passare il turno servirà un’impresa concreta: almeno due gol per allungare la sfida ai supplementari, tre senza subirne per chiudere i conti nei novanta minuti. Non basterà l’entusiasmo, servirà una partita quasi perfetta.
La spinta emotiva arriva dalla vittoria contro il Napoli. Una rimonta costruita con intensità, qualità e coraggio. Nel secondo tempo l’Atalanta ha alzato ritmo e pressione, mettendo in difficoltà i campioni d’Italia e ribaltando il risultato con merito. È stato un segnale forte: la squadra ha gamba, carattere e alternative.
Proprio quell’energia dovrà essere incanalata nel modo giusto. Perché se è vero che servirà aggressività, è altrettanto vero che la gara d’andata ha insegnato quanto possa essere pericoloso concedere spazi a un avversario come il Borussia.
In Germania, l’Atalanta ha accettato troppi duelli individuali a campo aperto. Il Dortmund ha potuto costruire dal basso con tranquillità, sfruttando movimenti continui e inserimenti oltre la linea difensiva che hanno mandato fuori giri la retroguardia nerazzurra. I reparti erano troppo lunghi, le distanze eccessive, le marcature poco elastiche.
Stavolta serviranno linee compatte, attenzione maniacale ai dettagli e gestione dei momenti della partita. Niente assalti disordinati: la sfida può durare anche 100 minuti e va giocata con pazienza. Calci piazzati, seconde palle, equilibrio nelle transizioni: ogni episodio può pesare.
Sotto i riflettori c’è Gianluca Scamacca. All’andata è rimasto ai margini, poco coinvolto e poco incisivo. Questa è la sua occasione per dimostrare maturità e leadership. Il ballottaggio con Krstovic racconta due modi diversi di interpretare il ruolo: più tecnica e visione da una parte, più fisicità e battaglia dall’altra. È possibile che si alternino, a seconda delle esigenze della gara.
Senza De Ketelaere e Raspadori, il contributo offensivo dovrà arrivare anche dai centrocampisti e dagli esterni. Samardzic può accendere la partita con il suo mancino, Zalewski è un’arma sui piazzati, Pasalic ha tempi di inserimento preziosi. In mezzo al campo, de Roon garantisce equilibrio ed esperienza, mentre Ederson ha recuperato e offre dinamismo. In porta, Carnesecchi è una certezza, protagonista di una stagione di crescita costante.
In campionato il percorso recente è stato importante: punti pesanti, continuità, una squadra rimessa in piedi dopo un momento complicato. Ma la Champions è un esame diverso. Le sconfitte contro avversari non irresistibili e il passo falso di Dortmund hanno mostrato quanto il livello si alzi in Europa.
Questa è la notte del salto di qualità anche per l’allenatore, chiamato a dimostrare di saper leggere la partita con lucidità e di trovare le contromisure giuste. Dominare in Serie A è un conto, imporsi in una serata da dentro o fuori è un altro.
Lo stadio sarà un fattore. L’idea è semplice: 23 in campo più 23mila sugli spalti. L’ambiente vuole spingere la squadra oltre la fatica e oltre la paura.
L’Atalanta non deve promettere miracoli, ma deve provarci fino in fondo. Con organizzazione, intensità e fiducia. Perché le grandi imprese nascono così: non pensando a quanto sia alta la vetta, ma concentrandosi sul passo successivo.
By staff