19-04-2019 07:39 / 15 c.

La forza del vivaio, il coraggio degli allenatori, il piacere di giocare a calcio. Dal 3-0 dell'Azzurri d'Italia all'1-2 dello Stadium: così Ajax e Atalanta hanno mandato in tilt la squadra di Allegri

Pic of the night: il sorriso di De Ligt, e di tutti i Matthijs prima e dopo di lui. Non solo ad Amsterdam. Cercate tra i giovani campi del De Toekomst o di Zingonia. Dove prima della partita contano la pagella a scuola, le scarpe nere  e senza fronzoli, la voglia di crescere più che di vincere. Perché è lì che è caduta la Juventus.

La Champions, dopo la Coppa Italia. L’Ajax e l’Atalanta. Storie diverse, momenti diversi. Ma una sola, la filosofia fatale per i quarti di finale bianconeri. Quella che i lancieri coltivano da sempre, nell’eterno nome di Cruijff: a pallone si gioca soprattutto con i ragazzi e per i ragazzi. Dapprima individuati , quindi formati a tutto tondo e lanciati nel grande calcio (o nella vita, quelli che non ce la fanno) con il marchio Ajax.

Gasperini Atalanta IMAGE (2).jpg

Un po’ quello che succede da noi a Bergamo. Da quando c’è Gasperini, il settore giovanile nerazzurro si prolunga fino alla prima squadra. Splendido e spregiudicato, come l’all-in da cui è nato tutto: contro il Napoli, dopo sei punti in altrettante gare di campionato, nell’ottobre 2016 Gasp si giocava la panchina. Dentro Caldara, Conti e Gagliardini, per la prima volta insieme. L’Atalanta vince, inizia un ciclo, nel segno del coraggio di un allenatore. Che non a caso è tra i più ammirati da Erik ten Hag, l'uomo del movimento e di un movimento.

Ritmi alti, attacco degli spazi, continua ricerca dell’uno contro uno a prescindere dall’avversario: se la condizione fisica tiene, la squadra spacca. Sia con la difesa a quattro biancorossa che con quella a tre nerazzurra. Ajax e Atalanta si divertono e fanno divertire, non hanno paura (quanti successi costruiti in trasferta) e funzionano armoniche come un complesso. Una questione di interpretazione, forse più che di interpreti (ci perdonino Ziyech e Papu Gomez).

fonte gianlucadimarzio.com



di Marcodalmen




  1. Ci sono molte differenze tra Atalanta e Ajax.
     
    Ma hanno una cosa in comune: entrambe giocano total football integrale.
    Natutalmente, con schemi (adatti ai giocatori di cui dispongono) non necessariamente identici.
     
     


  2. Confronti che inorgogliscono ma... ma ne abbiamo di polenta da mangiare .
    Ad ognuno il suo ambito.
    ...e che la düre!


  3. Questo raffronto può solo che fare piacere, ma ci accumuna "solo" la filosofia alla base delle decisioni societarie. A livello di forza, non solo di squadra, ma anche societaria, la differenza è abissale. L'Ajax, con la sua storia, le sue vittorie, i suoi campioni, è la squadra della capitale dell'Olanda. Basti questo.


    • Perfettamente d'accordo. Vedo con piacere che, da buoni bergamaschi, le imprese della squadra non fanno perdere il senso della misura.


      • purtroppo ad alcuni la bussola e' impazzita, certi commenti sembrano di un'altro forum... critiche alla societ'a perche' forse non andremo in CL e roba simile.


  4. AJAX di un altro pianeta confronto a noi.
    restiamo seri realisti e continuiamo a crescere !
    e sempre solo FORZA ATALANTA |


  5. si l,Aiax è piu forte di noi .....però noi la juventus l,abbiamo battuta in Italia e non in europa    ....il che è molto  molto diverso,,,(arbitraggi sempre dalla loro parte) in europa ti trattano come uno qualunque   forsa ATALANTA SEMPRE


  6. Comunque visto l’Ajax l’altra sera, obiettivamente mi sembrano più forti di noi. I dialoghi in velocità, la qualità del possesso palla... insomma: io ci andrei davvero mooooolto piano.
     
    La Juve contro di noi era distratta. L’altra sera era lì per dare il massimo...


    • Penso che nrssuno possa avere dubbi: la filosofia di fondo ci accomuna, ma l'Ajax è inevitabilmente decenni avanti a noi nello sviluppo del loro progetto, oltre a poter contare su una dimensione incommensurabile con la nostra.
      Poi, per ora, non è che i nostri investimenti sul settore giovanile abbiano ancora fornito risultati particolarmente tangibili. 


      • come fai a dire che non si sono visti i risultati dalle giovanili? ma se viviamo di plus valenze .. in 3 anni abbiamo raccolto palate di milioni di euro fruttto della cresciata dei nostri ragazzi e di ineesti mirati di giovani di prospettiva.
        Nel articolo si cita : Caldara, Conti e Gagliardini .. ma poi abbiamo valorizzato kessie spinazzola , abbiamo avuto la possibilità di monetizzare e parecchio con Barrow (per ora un investimento aperto speriamo di raccogliere i frutti) , stiamo lanciando Piccoli, Kulu .. abbiamo in rosa Gollini e Mancini che anche se non sono usciti direttamente dal vivaio li stiamo valorizzando e sicuramente dimentico alcuni ma sono veramente tanti i ragazzi lanciati in questi anni


        • Perdonami, hai sciorinato un sacco di nomi ma quanti di questi sono prodotti autentici del nostro vivaio?...
          Caldara, Gagliardini, Conti e Piccoli (quest'ultimo ancora tutto da scoprire). Stop.
          Ed i primi sono cresciuti in un vivaio ancora a cavallo tra l'era Ruggeri-Favini e l'era Percassi-Costanzi.
          Non dico che non arriveranno frutti copiosi e succulenti dagli investimenti fatti ma, per ora, il grosso delle plusvalenze proviene dal player trading di giovani non-autoctoni.
           


          • ...."il grosso delle plusvalenze proviene dal player trading di giovani non autoctoni "....vorresti dire che il settore i giovanile non é di livello xché non riesce a crescere giocatori nati in provincia di Bergamo?...Non capisco.


            • No, per autoctoni intendo quelli cresciuti e formati a Zingonia, a prescindere dal passaporto. 


          • Mi hai preceduto 





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