07-11-2019 15:30 / 17 c.

Mancavano pochi minuti (forse secondi) al fischio finale, ero con il telefono in mano per seguire anche il risultato di Dinamo - Shakthar. Dal 3-1 al 3-2 ho pregato in tutte le religioni che gli ucraini pareggiassero. Avevo tutto chiaro nella testa. Al gol del 3 a 3 ho esultato da solo come se avesse segnato l’Atalanta. Ho notato le persone vicine guardarmi come fossi matto, come se il pareggio dello Shakthar ci penalizzasse. Mi è toccato spiegare che, se fosse finita con la vittoria della Dinamo, avremmo dovuto vincere lo stesso le prossime due partite per sperare (Manchester permettendo) di arrivare al 3^ posto, quindi, tanto valeva giocare per passare il turno.
Con la differenza reti attuale infatti, l’unica possibilità di passare il turno in caso di pareggio con la Dinamo, sarebbe quella di vincere in Ucraina con due gol di scarto.
Dobbiamo scendere in campo per vincere le prossime due gare, in tutti i modi; la differenza è che ce la giocheremo con un’altra consapevolezza, e soprattutto con la possibilità di passare ancora il turno.
Con la vittoria della Dinamo ieri sera saremmo usciti di fatto dalla competizione.
La verità è che si erano creati maggiori aspettative dopo il sorteggio, complice soprattutto l’opinione pubblica, sottovalutando il valore di un girone più difficile di quello che poteva sembrare.

Questa mattina mi sono svegliato come se avessimo vinto la Champions, e non l’ho sognato stanotte.
Cosa ci ha dato la gara di ieri oltre ad un punticino in classifica?
L’Atalanta ha dimostrato a se stessa che questa mentalità, questo stile di gioco, è sostenibile anche con la più forte squadra del mondo. Questa è la grande vittoria di ieri sera., che vale molto di più di 3 punti.
L’ha dimostrato agli scettici sugli spalti che al primo pressing avversario urlavano “tirala su!”, oppure a quelli che gridavano “stai dietro!” al nostro laterale (braccetto) che usciva sul terzino avversario (keep calm, lo facciamo da sempre contro le squadre che giocano con 3 punte). L’ha dimostrato ai dogmatici discepoli di un calcio scientifico che non ci appartiene, fondato sul principio del sovrannumero, agli studiosi delle logiche di reparto. L’Atalanta ha dimostrato che forse non è un’eresia rompere la linea, accettare il duello in tutte le zone del campo. C’è chi sceglie di difendere occupando in modo equidistante tutti gli spazi del campo c’è chi preferisce difendere plasmandosi sull’avversario per sfruttarne le debolezze.
Tra il primo e secondo tempo al bar, mentre bevevo un caffè, una persona mi ha chiesto per quale motivo non ci fossero dei raddoppi sui giocatori del City. “In questa Atalanta non esistono i raddoppi”, ho risposto sorridendo. Poi ho proseguito dicendo che “il raddoppio costa molto caro, perchè per ogni giocatore che porto in aiuto al compagno c’è un avversario libero da qualche parte del campo.
L’Atalanta non deve cambiare modo di giocare, c’è solo da lavorare giorno dopo giorno per migliorare le letture, i dettagli.

Chiudo con una considerazione su Pasalic, sì Mario Pasalic, quel giocatore messo a fare tutti i ruoli possibili immaginabili (centravanti , ala, mezzapunta, mediano…) senza fare mai una piega. L’anti-divo per eccellenza , Mario Pasalic non piace perchè non fa scivolate, rovesciate stile Ametrano dei tempi d’oro, non piace perchè non fa sceneggiate, non si strappa i capelli… Elegante e pulito come pochi, nelle due partite in cui abbiamo visto il livello più grande del calcio e i nostri giocatori tutto d’un tratto non ci sembravano più così forti. lui è venuto fuori. Ed è lì che vedi il giocatore.
Ieri verso la fine ha sbagliato un paio di appoggi che forse erano semplici. Ma il punto è: QUANTI CAVOLO DI PALLONI TOCCA? Una marea! È sempre presente in ogni azione: lì nelle vicinanze o dove il pallone sta per cadere (capacità di anticipazione, vedi gol). Parlo di quella che una volta chiamavano “economia di corsa”: ovvero faticare meno rispetto agli altri nel farsi trovare al posto giusto al momento giusto.
Mario Pasalic segna anche gol pesantissimi. Vi ricordate quello in semifinale di Coppa Italia a Firenze? L’ azione era partita dal nostro vertice dell’area con suo lungo passaggio filtrante per Ilicic. Ci è arrivato ancora lui per primo a chiudere in rete il cross dello sloveno. Settanta metri di campo in una manciata di secondi, alla faccia dell’analista autodidatta secondo il quale Mario “non aveva cambio di passo” e alla faccia di chi non voleva riscattarlo. Il gol della Champions è stato il suo, simile a quello di ieri. Suo era stato anche il gol decisivo che portò il Milan in coppa. Mario Pasalic ha 24 anni, è cresciuto tanto e continuerà a crescere. Lasciamo che sia Mario Pasalic.

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di Sigo




  1. Pasalic (tramite il suo agente) ha chiesto espressamente di fermarsi a bergamo quest'anno sapendo che l'Atalanta avrebbe avuto difficolta' o titubanze a riscattarlo. Ergo, seppure non impiegato con costanza lo scorso hanno ha capito che qui poteva far bene e continuare il suo percorso di crescita.
    E' il classico giocatore di cui non vedi il lavoro come lo si vede per altri, ma che pero' alla fine quando si tirano le somme (e non crediate che non lo facciano a questi livelli) oltre ai goal pesanti ci mette tanto tanto movimento che lo porta ad essere onnipresente. Purtroppo quei, sempre meno frequenti rispetto al passatto fortunatamente, passaggi facili che sbaglia sono la prima cosa che uno si ricorda per cui nell'immaginazione collettiva dei tifosi non riesce ad essere apprezzato appieno come meriterebbe... ci pensa al Gasp per quello e credo che lui sia piu' che felice della sua scelta di voler restare a BG.


  2. Sono lo scettico che gridava "tirala su" all'ennesimo passaggio di Gollini al difensore pressato. Forse non ci credevo, vedevo maglie color calippo ovunque dopo aver visto quelle celesti all'andata far sfilare palloni tipo pes. Mi dicevo "adesso arriva il secondo, poi il terzo" e via così. Tirala su!! Fai respirare che non ci fanno passare la metà campo!  
    E dopo....
    Che bello essere atalantino


  3. l'avevo scritto pure io nel mio commento .. è vero che il valore di qs. giocatore è venuto fuori più chiaramente per la difficoltà della gara.. riscattarlo dovrebbe diventare una priorità .. ma è chiaro che anche lui deve volerlo 


  4. ROMAGNANEROBLU -
     07/11/2019 alle 17:13
    Ho avuto le tue stesse sensazioni positive Gara che vale tantissimi punti in consapevolezza ed esperienza Pasalic giocherà in futuro parecchio perché è un giocatore completo che si è totalmente integrato nel mondo Atalanta 


  5. Domanda: ma per Pasalic abbiamo un opzione a cifre prestabilite per il riscatto, oppure è in prestito secco?


  6. Condivido tutto quello che hai detto su Marione (di cui sono estimatore della prima ora). È veramente un uomo ovunque e spesso fa un lavoro oscuro ma prezioso. Inoltre ha il vizio del gol pesante , che non guasta.


  7. "....... lasciamo che Mario Pasalic sia Mario Pasalic ......."
     
    D'accordissimo.
    Secondo me, Mario Pasalic e' uno dei simbili della nostra Atalanta.


  8. ieri partitona di pasalic. era ovunque. qualità e quantità. bravissimo.


  9. Ieri sera un mio vicino di posto diceva al figlio che nessuno dei nostri avrebbe potuto giocare titolare nel City, ed io, osservando i movimenti e l'eleganza tattica in campo di Pasalic, avrei voluto dirgli che lui forse si, ma sono stato zitto perchè probabilmente mi avrebbe preso per scemo: sono contento che Savoldi abbia invece più o meno chiaramente voluto esprimere questo concetto. Non possiamo però dimenticare che si gioca in 11 e se avesse giocato Zapata, la cui mancanza nel primo tempo si è sentita eccome, il sacrificato sarebbe stato lui, a meno di sbilanciare ulteriormente la squadra o rinunciare a uno tra Gomez e Ilicic, ieri sera fantastico nel metterci il fisico oltre alle solite magie.


  10. Ad essere onesti mi sembra che si possa dire che l'Atalanta ieri abbia dimostrato a noi e a se stessa che possiamo mantenere la nostra filosofia contro chiunque ma solo se giochiamo con un"intensità adeguata. Nel primo tempo siamo stati troppo lenti, poco aggressivi e troppo timorosi (al netto della forza del city) e abbiamo rischiato di capitolare più di una volta. Dopo il rigore abbiamo cambiato atteggiamento e allora si che abbiamo dimostrato che possiamo affrontare chiunque alla pari... Giocando come a Zagabria o nei primi tempi di ieri o con cagliari invece rischiamo di perdere con chiunque.
    Non è facile ma se diamo il 200% non abbiamo rivali imbattibili.


    • Per come l'ho vista io nel primo tempo è mancato uno che mettesse pressione soprattutto al portiere, che aveva tutto il tempo di ricevere il pallone, tenerlo tra i piedi, osservare lo schieramento e lanciare sul compagno meglio posizionato: sembrava un "libero" dei vecchi tempi!


  11. soloatalanta699 -
     07/11/2019 alle 15:38
    ottimo pezzo 
    chi è l'analista autodidatta? 


    • mi sa che si tratta di una delle consuete frecciatine tra vari opinionisti/giornalisti atalantini (che iniziano a stufare)


      • penso ce l'abbia con qualcuno in particolare avendo usato la prima persona singolare


  12. condivido 100% su mario pasalic... fortissimo


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