01/04/2018 | 20.30
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Atalanta - Udinese, la mia cronaca. By Giuliobas

Si torna in campo, si torna a correre sul terreno di gioco dopo la pausa per le nazionali, ma l'atmosfera rispecchia il grigiore del cielo perché proprio durante la sosta una grande perdita ha colpito il calcio italiano e la famiglia Atalanta. Emiliano Mondonico, condottiero della cavalcata in Coppa delle Coppe fino in semifinale con i colori neroazzurri, è rimasto sempre nel cuore di tutti i tifosi bergamaschi per la sua semplicità, il suo indimenticabile pane e salame e le tante emozioni regalate a tutto il popolo di Bergamo.

Tutto l'impianto all'ombra della Maresana ha voluto ricordare Mondonico dalla Curva Nord, uno striscione lungo tanto quanto l'amore di Emiliano per la Dea, alla Curva Morosini e anche i Club Amici in tribuna Giulio Cesare. Il minuto di silenzio è da brividi accompagnato dalle malinconiche note musicali di "Io vagabondo" dei Nomadi che Mondo tanto amava,il suo inconfondibile sorriso stampato sul tabellone dello stadio e un lungo applauso ininterrotto pieno di gratitudine e riconoscenza nei confronti di un pezzo di storia neroazzurra.
Dopo il doveroso e commovente tributo parola al campo per la prima delle dieci finali verso la riconquista di un sogno chiamato ancora Europa.

L'Atalanta con qualche acciacco post-nazionali(Spinazzola e Ilicic out, Berisha e Caldara non al top) si schiera con Gollini fra i pali davanti alla retroguardia composta da Toloi,Palomino e Masiello. In mezzo al campo immancabili i muscoli e il fiato della coppia De Roon-Freuler con Castagne confermato sulla destra e Gosens dalla parte opposta. In avanti Cristante fa da collante tra centrocampo e attacco formato dal tandem Gomez-Petagna. Anche i friulani devono fare i conti con numerose assenze,anche abbastanza pesanti. A Udine sono rimasti Lasagna,Barak,Haldfredsson, Behrami e Fofana, dunque Oddo dovendo fare di necessità virtù, dopo 5 sconfitte consecutive, in un clima teso vara un 3-1-4-2 piuttosto prudente. Stryger Larsen,Danilo e Nuytinck compongono la linea a tre difensiva a protezione del super esperto Bizzarri. Balic staziona davanti alla difesa in fase di impostazione, con Ingelsson e Jankto interni, mentre Zampano e l'iraniano Adnan si occupano delle corsie esterne. I superstiti Perica e De Paul guidano l'attacco dei bianconeri, ieri in maglia gialla. Giornata cupa all'Atleti Azzurri d'Italia, tempo da lupi, il cielo minaccia un acquazzone che invece risparmierà gli oltre 17.200 spettatori lasciando spazio ad una leggera pioggia di fine marzo.

Pronti via, Bizzarri deve subito sporcarsi i guantoni per agguantare a terra il tentativo di un Papu subito in palla. Un'Atalanta operaia sa sin dall'inizio che deve avere pazienza, deve lavorare molto per superare le linee strettissime degli uomini di Oddo e comincia il solito giro palla alla ricerca dello spiraglio giusto. L'Udinese, nelle difficoltà del momento stagionale non proprio felice, si limita a difendere con ordine, dieci uomini dietro la sfera con l'unico Perica lasciato avanti e attua qualche sporadica e mal sfruttata ripartenza che però può essere contata sulle dita di una mano. All'11 prima vera occasione per i Gasp Boys ancora con Gomez che tenta di sorprendere Bizzarri con un pallonetto ma l'argentino riesce a smanacciare. La Dea mantiene ritmi sempre molto alti, al 17' il Papu mette al centro un pallone perfetto, ma Petagna non ci crede abbastanza e l'azione si spegne sul fondo tra qualche mugugno,poco generoso, del pubblico che avrebbe voluto un Petagna più aggressivo su quel pallone. Al 25' doppia chance per i neroazzurri: prima il numero 29 lancia in profondità Castagne che però troppo frettoloso sbaglia l'ultimo passaggio, poi sul corner conseguente Freuler viene ribattuto da Ingelsson che si immola. Al minuto 29' da un tiro di Gomez deviato accidentalmente dalla difesa friulana, la sfera arriva nei piedi ancora di Petagna, il quale praticamente dal dischetto del rigore calcia debole e centrale su Bizzarri. Palomino giganteggia su Perica con forza fisica e tempismo perfetto e con i compagni di reparto sono bravi nel gioco aereo nelle poche occasioni in cui qualche cross attraversa l'area neroazzurra. Al 40' primo squillo degli ospiti: Balic,classe 1997, migliore tra i suoi, con una giocata si libera di due uomini atalantini e serve Perica che fa esplodere il destro su cui Gollini si distende molto bene facendosi trovare pronto e reattivo. Prima del duplice fischio c'è tempo ancora per un'occasione a tinte nero azzurre: Gosens dal fondo crossa in mezzo, a rimorchio arriva a tutto gas De Roon che solo soletto spara alto non inquadrando lo specchio della porta. Termina dunque a reti bianche la prima frazione di gioco.

La ripresa si apre subito con una sostituzione:Castagne, colpito nel primo tempo allo zigomo,rimane negli spogliatoi e al suo posto entra Hateboer. Nei primi minuti l'Udinese prova a impaurire l'Atalanta con i lanci di Balic che non trovano fortuna e i consueti contropiedi (al 53' Perica sbaglia il cambio gioco per l'accorrente Jankto gettando al vento una nitida possibilità di passare in vantaggio). L'Atalanta torna a spingere e a piazzarsi nella metà campo avversaria ma il gol della svolta tarda ad arrivare e allora il Papu prova a caricarsi la squadra sulle spalle: al 60' dai 20 metri prova un diagonale che trova però soltanto i tabelloni pubblicitari. Un minuto più tardi nell'area opposta, da corner, Danilo svetta più alto di tutti, colpisce di testa la palla dandole una traiettoria parabolica sibillina e ingannatrice indirizzata nell'angolino ma Gollini ci arriva con un intervento che vale quanto un gol. Fase centrale di gara dunque un po' più equilibrata con la dea in controllo delle operazione ma un'Udinese che cerca per quanto può di offendere i padroni di casa. Passano i minuti, la gara si fa sempre più complicata per Toloi & C., c'è bisogno di un calcio piazzato, possibilmente soprendendo i tre alti mastini della linea difensiva avversaria che hanno vita facile nel gioco aereo. E infatti al minuto 68' Masiello, con astuzia, batte veloce il corner che si era conquistato, palla a Gomez che scucchiaia al centro per Petagna, il quale sovrasta tutti e sigla il gol del vantaggio sotto la Curva Pisani. Rete importantissima che sblocca una sfida che stava prendendo la piega della solita gara stregata contro la squadra bestia nera per eccellenza. Gli spazi si aprono inevitabilmente, gli schemi di Oddo saltano, nonostante il tecnico campione del mondo 2006 cerchi di cambiare assetto tattico in corso.
Minuto 73. Dalla Curva, mentre Gomez si appresta a battere il calcio d'angolo, si alza il coro "Emiliano ee Emiliano oo": cross battuto, Masiello con una semirovesciata fa 2-0 e la festa può esplodere(anche se il VAR per qualche secondo lascia tutti in apprensione) . Coincidenze? Non credo. Lasciateci credere che quella sfera di cui tanto era innamorato l'abbia messa dentro lui, Emiliano.

Risultato in cassaforte, l'Udinese è alle corde mentalmente e fisicamente mentre l'Atalanta continua a suonare eccome la sua fantastica sinfonia e potrebbe anche dilagare nel finale. Gomez lanciato a rete, si fa rimontare ma riesce a servire comunque Petagna che è fin troppo macchinoso e consente il rientro di Nuytinck. Ancora Gomez, oggi in grande forma, pennella nel cuore dell'area un pallone delicatissimo per Freuler che di testa si fa ipotizzare dall'esterno difensore avversario al 78'. Nel finale Gasperini concede qualche scampolo di partita anche a Barrow e Haas ma ormai la gara non ha più nulla da dire. L'Atalanta batte 2-0 l'Udinese con una grande prova di pazienza. La dea non si è mai fatta prendere dalla foga che in sfide di questo genere può diventare fatale, ma con grande calma ha costruito un successo fondamentale. Quel che colpisce di più di questa formazione è il fatto che la condizione fisico-atletica è strabordante: nonostante le quasi 40 gare giocate in stagione fiato, gambe e muscoli girano ancora a mille. E non è un dettaglio da poco conto.

Inoltre nella giornata pre-pasquale dando uno sguardo agli altri risultati si può esultare doppiamente: l'unica a vincere è la Fiorentina (evidentemente ha un angelo-capitano che la protegge e la aiuta dall'alto), la Samp a Verona contro il Chievo subisce la terza sconfitta di fila, mentre il Milan va KO all'Allianz Stadium. Ora la classifica recita così: Milan 50, Atalanta 47, Fiorentina e Sampdoria 44. Una bella lotta, ancora 9 sfide tutte da godere con la consapevolezza che tutto è nelle mani degli uomini di Gasperini. E già martedì sarà un bivio importante.

 

 

Giuliobas

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