21-03-2020 21:00 / 10 c.

Da ilgiorno.it


«Vi prego , ve lo chiedo col cuore in mano: salvate Bergamo dal massacro, aiutate i miei concittadini, perché la situazione è drammatica. Non si può accettare che la gente muoia così". Il disperato appello è di Claudio Galimberti, 46 anni, noto a tutti come il “Bocia“. Da anni è il carismatico capo ultrà della Curva dell’Atalanta, ma qui il calcio c’entra poco. O fino ad un certo punto. Il Bocia, “daspato“ e diffidato fino al 2022 parla dal suo esilio marchigiano dove ha cercato di rifarsi una vita, dopo alcune vicessitudini giudiziarie. Dalle valli orobiche al mare Adriatico, lontano da casa ("Vivo in un peschereccio con busta paga e lavoro fisso, era angosciante stare a Bergamo) ma con il dramma a portata di mano "perché anche a Pesaro i contagiati dal virus sono tanti".

Quotidiani i contatti con la sua terra, con parenti e amici che gli raccontano l’atroce realtà. "Una sofferenza che non si può immaginare - spiega lo storicoleader della “Pisani“ - e stiamo purtroppo pagando assurdi sbagli fatti all’inizio. La zona rossa andava delimitata subito così come è stato fatto a Codogno, invece ora subiamo le conseguenze di questi ritardi. Anche perché le perdite ben oltre quelle riportate dai numeri ufficiali: nelle case di cura ci sono anziani che soffocano in assoluto abbandono... una vera strage di innocenti".


Non si dà pace il Bocia. "Sento tutti i giorni mia sorella, i miei fratelli e i miei nipoti perché è da un mese che non posso salire a Bergamo e loro sono chiusi in casa da 20 giorni: mi raccontano che tanti amici di famiglia, parenti e i conoscenti sono deceduti nel quartiere Aredona, dove sono nato. Abbiamo perso un’intera generazione di anziane, morti fra atroci sofferenze e senza neppure poter salutare o abbracciare per un’ultima volta i propri cari. Persone decedute come se fossero numeri".
Si ferma il capo ultrà dell’Atalanta. Ribadisce che "i bergamaschi sono stati bistrattati e bisognava dare ascolto alle richieste dei primi cittadini di Alzano e Nembro. E poi oggi ho parlato col sindaco di Gandosso, uno dei più giovani d’Italia...era in lacrime, ha visto morire un ragazzo di 23 anni ricoverato per un incidente in moto e deceduto a causa di coronavirus...".

Di una cosa però il Bocia è sicuro: "Tutto è cominciato il 19 febbraio, la maledetta sera della partita di Champions col Valencia, quella del contagio... Non è un caso che due giorni dopo ci sia stato il primo “positivo“. Quella sera a San Siro erano in 45mila a sostenere l’Atalanta, tanti del lodigiano visto che abbiamo tifosi a Codogno e Crema. Proprio le zone del più alto tasso di contagio. Non solo: in quel weekend si giocò a Pesaro la FinalFour della Coppa Italia di basket, per me così si spiegano l’altro focolaio a Cattolica".

Certezze che derivano dalle testimonianze: "Dopo la sfida colValencia tanti papà di miei amici tifosi e i tifosi stessi sono stati contagiati e si sono sottoposti alle cure. Troppi, tant’è che ora abbiamo solo bollettini di guerra e nessuno è riuscito a festeggiare la storica qualificazione in Champions dopo il successo a Valencia. C’era solo dolore".

A proposito . Il capotifoso elogia tutti i supporter nerazzurri per l’atto di generosità: "Hanno tutti donato i rimborsi dei biglietti di Valencia. Dovevano partire in 2500 e hanno raccolto 40mila euro". La parte migliore del calcio, perché tutto il resto è da dimenticare: "Qui c’è gente che si ammala e che muore e fuori c’è chi pensa solo ai propri interessi per cui il suo unico problema è finire il campionato. Una vergogna. Una mancanza di rispetto. Pensano a sistemare le date quando a Bergamo mancano le bare... Come al solito il calcio dà un pessimo esempio: si è fermato troppo tardi, l’ultimo periodo del campionato è stato ridicolo,fra incapacità di decidere e stadi insicuri Ma poi, adesso, c’è davvero qualcuno a cui interessa se si gioca a porte aperte o a porte chiuse? Ma noi bergamaschi sappiamo reagire e ce la faremo".

Il bocia
.



di Staff




  1. No Bocia ,ti sbagli .Il virus ,come e' stato ammesso dagli esperti era gia' in circolazione da almeno tre settimane ed' e' piu' facile che si sia propagato sui treni carichi di studenti e lavoratori,per arrivare ,col passare dei giorni ,anche ai nostri poveri vecchi.
    Colgo l'occasione per salutarti e augurare a te e a tutti gli altri daspati,una sorta di AMNISTIA PACIFICATORIA che alla fine di questo bruttisimo periodo vi permetta di tornare all'Atalanta.


  2. marcodea61bg -
     23/03/2020 alle 0:01
    In questo momento di emergenza non è il caso di disquisire sulle cause dell'espansione di questo maledetto virus però non sono d'accordo con il Bocia che tutto sia cominciato la sera della partita di Champions. Penso che purtroppo sia accertato che a Codogno il paziente uno ha avvertito i primi sintomi il 15 ed è andato la prima volta al pronto soccorso il 18, anche all'ospedale di Alzano pazienti ricoverati in Medicina avevano sintomi prima del 15 febbraio e dagli ospedali il virus ha cominciato ad espandersi sul territorio. Poi purtroppo grandi assembramenti di persone come gli eventi sportivi di quel periodo hanno favorito la diffusione del virus. Adesso preghiamo tutti perché i nostri dottori e scienziati riescano a batterlo. Bergamo mola mia.





  3. assolutamente d'accordo... una piccola imprecisione che pero' e' importante. All'inizio regnava l'incertezza perche' il virus era pressoche' sconosciuto tant'e' che pure i sindaci di nembro e alzano mi sembra fossero contrari alla zona rossa, parlo almeno all'inizio e per le solite ragioni economiche.
    La partita di san siro (ma anche quella della roma 4 giorni prima anche se in misura minore) ha fatto da catalizzatore del virus e penso sia ormai incontestabile.. e parlo non tanto dei possibili contatti dentro lo stadio, ma di quelli avvenuti ad esempio sulle centinaia di bus stipati che hanno riempito l'autostrada e sui quali c'erano, a lora completa insaputa naturalmente, persone gia' positive ed asintomatiche...
    Poi tornando tutti alle nostre case, chi non si e' ammalato direttamente, ha probabilmente finito per contagiare il resto della popolazione a sua completa insaputa.


  4. Grazie Claudio, ti aspettiamo quando sarà tutto finito 


  5. free claudio









  6. Non conosco il personaggio e non nutro particolari simpatie per gli eccessi. Mi limito a fare una sola considerazione su quello che ha detto, ovvero che ha pienamente ragione. Logico che chi lavora nel calcio debba fare le proprie valutazioni. Sarebbe però più corretto rimandare tutto a fine emergenza senza previsioni che, al momento, sono veramente di cattivo gusto e mancanza di rispetto per chi vede i propri cari morire. 



  7.  


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