13/04/2018 | 19.20
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Domani la prima del "Gaglia" nella sua Bergamo

GdS - Gagliardini, riecco l'Atalanta. Chi lo conosce lo racconta cosìQuella di domani sera sarà sicuramente una partita molto particolare per Roberto Gagliardini, che tornerà per la prima volta all’Atleti Azzurri d’Italia da avversario. Da giocatore dell’Inter (l’arrivo nel gennaio 2017), infatti, il centrocampista nerazzurro non ha mai affrontato la “sua” Atalanta, la squadra che lo ha cresciuto e che lo ha lanciato nel grandissimo calcio:

“Domani sera Roberto Gagliardini mostrerà i suoi 188 centimetri a chi lo ha visto così piccolo da nascondersi nel borsone dell’Atalanta. Eppure, per la prima volta avversario a Bergamo, per qualche istante potrà sentirsi ancora quel bimbo minuscolo che alla partenza del fratello Andrea per un torneo giovanile si immalinconiva. Domani sera Gagliardini sbucherà sul prato dell’Atleti Azzurri d’Italia 480 giorni dopo l’ultima volta (20 dicembre 2016, Atalanta­Empoli 2­-1). E lo farà indossando un nerazzurro differente, provando a nascondere l’orgogliosa emozione di ritrovarsi dentro l’arena atalantina che lo ha coccolato, formato e velocemente perso per il decollo interista. Lui, cresciuto a pane, Dea e scuola. Per tutti Roberto“.

(Fonte: la Gazzetta dello Sport)


Altro giro, altre emozioni. Terzo incrocio tra Roberto Gagliardini e l'Atalanta da quando è approdato all'Inter: fin qui, due vittorie su due e pure un gol segnato. La Gazzetta dello Sport evidenzia la storia tra il centrocampista e il club che l'ha lanciato nel grande calcio, raccogliendo alcune testimonianze di chi l'ha conosciuto da piccolo. A cominciare dalla professoressa Maria Nadia Cartasegna, che a Roberto ha insegnato chimica, mentre adesso è la preside di Giulia, la piccola di casa Gagliardini:

LA MAESTRA - "Roberto è sempre stato misurato, serio, estroverso ma senza essere eccessivo. Non esistevano giustificazioni o richieste di permesso per uscite anticipate. Studiava e non si accontentava, puntava in alto anche con i voti".

IL FRATELLO - "Organizzavamo le partite nel parchetto vicino casa. Spesso il gioco era “tutti contro noi due”. E vincevamo noi due... All’inizio io centrocampista e Roberto attaccante, io lo lanciavo e lui segnava con la squadra del Mariano, una frazione di Dalmine. Non sono mai stato geloso di Roberto, semmai sono sempre stato orgoglioso perché tutti in famiglia abbiamo fatto tanti sacrifici. E vederlo in A, è come vedere una parte di me con lui. Quando Roberto mi ha telefonato in piena notte per dirmi che andava all’Inter, ho pianto".

LA MAMMA - "Nonostante il suo temperamento freddo, qualche brivido lo avrà, anche se l’importante come sempre è che non si faccia male...".

fcinternews.it

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