FDP cercasi - by Calep

La sconfitta di ieri lascia addosso soprattutto un senso di rincrescimento, più profondo della semplice delusione per il risultato.
Perché questa Atalanta non perde per mancanza di qualità o di organizzazione, ma per un difetto più sottile e più fastidioso: la mentalità.
A momenti la squadra sembra tirarsi indietro, come autoconvincendosi di avere in mano gli avversari. Nel qual caso si deconcentra e diventa a rischio di cazzate.
Capitan De Roon incarna bene questa contraddizione. È uno che gioca duro, che entra deciso, che corre e lotta fino all’ultimo minuto, che ci mette l'anima e oltre. Ma il suo è un carattere fondamentalmente buono. Non è quello che ti prende per il colletto l’avversario o qualche compagno, che rischia l'antisportivita' platealmente, che trascina i compagni con la rabbia. Fa tutto nel modo giusto, con grande professionalità, ma senza quel lato oscuro che in certe partite fa la differenza. È un leader d'assalto ma non da sabotaggio o insurrezione.
Kolasinac potrebbe gestire la leadership, veterano navigato, uno che ha visto tanto calcio e sa come muoversi, che tracima esperienza e velocità d'esecuzione. Massiccio e roccioso, sempre dentro la partita. Però credo che la lingua non lo aiuti, e questo pesa quando c’è bisogno di farsi sentire, di guidare la linea, di scuotere i compagni nei momenti di difficoltà. Forse non riesce a trasmettere sufficientemente tutta la sicurezza e cattiveria che esprime il suo modo di giocare ma solo singolarmente.
E poi c’è la panchina. Palladino troppo politically correct. Tutto sembra studiato, misurato, mai una parola fuori posto anche quando s'arrabbia
Ma quando la squadra affonda, quando prende gol o perde fiducia, manca la scossa.
Manca qualcuno che si alzi, che urli, che faccia tremare letteralmente di paura
Avete presente Conte? o Allegri? persino Simone Inzaghi
Per inciso: come persona mille volte meglio Palladino però manchiamo di personalità vera, ruvida, senza filtri.
Manchiamo di certi FDP calcistici, capaci di entrare nella testa dei compagni e dei "nemici", di scuotere, di instillare veramente paura nella testa degli avversari ma soprattutto in quella dei nostri, di quelli che non hanno veramente timore di risultare antipatici e antisportivi.
Questa Atalanta, invece, sembra spesso troppo impegnata a considerarsi una grande, ad autoconvincersi di essere migliore di chi ha di fronte.
Ed è per questo che la sconfitta brucia così tanto: perché dà la sensazione di un’occasione persa non per limiti tecnici, ma per un atteggiamento che nel calcio, soprattutto ad alto livello, si paga sempre caro.
Calep