08/10/2018 | 17.15
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Il Gasp?, è un diesel!

dieselArticolo di goal.com

Nonostante le critiche, l'Atalanta non sta facendo così peggio rispetto alle ultime due stagioni che hanno portato un quarto e un settimo posto.

 

Sei punti in otto giornate non sono proprio da grande squadra, quello che sembrava essere diventata l'Atalanta nell'ultimo biennio. Sono numeri normali per un team che lotta costantemente per rimanere in Serie A, senza minimamente spingersi oltre la magica quota quaranta desiderata dai comuni calciatori mortali neanche fosse il Nirvana. Eppure la Dea nasconde un segreto, neanche tanto tale.


L'Atalanta è un diesel. Anzi, l'Atalanta consegnata nelle mani di Gasperini, è un diesel. Parte in maniera deludente tra estate e autunno, per poi cominciare a carburare in inverno ed essere seriamente lì in primavera, a giocarsela con tutte le altre contendenti all'Europa. Non quella che conta, ma comunque quella che conta. A seconda di soggettività e oggettività.

La speranza a cui si aggrappano i tifosi dell'Atalanta prima di cominciare a sentire A), puzza di bruciato, B) il prurito alle mani per contestare società, squadra e allenatore, è proprio il passato, visto che nonostante il quarto posto del 2017 e il settimo del 2018, a inizio ottobre Gomez e compagni non erano proprio intenti a ballare la Papu Dance ogni settimana per festeggiare una grande posizione di classifica.

Certo, nel calderone non ci sono solo i corsi e ricorsi storici astratti, ma bensì anche la psicologia. Matro Gasperini deve usare numeri e equilibrio mentale per far dimenticare all'Atalanta l'eliminazione dell'Europa League. Dalla possibilità dei gironi in seguito al noto caso Milan, fino all'addio continentale in seguito ai rigori sbagliati da Gomez e Cornelius contro il Copenaghen (tra l'altro ceduto al Bordeaux e nuovamente sconfitto dai danesi, stavolta proprio nella fase a gruppi).

In questi giorni ha fatto un gran parlare di sè, specialmente in Inghilterra, la dichiarazione di Klopp: "Io non so fare altri lavori, quindi se non riesco neanche a far divertire giocando a calcio che alleno a fare?". Dunque, prima lo spettacolo, poi i punti. Magari di pari passo. Ma ora come ora, tornando in Italia, Serie A, Bergamo, Atleti Azzurri d'Italia, l'unica cosa essenziale è proprio smuovere la classifica, questi quel che costi.

"I ragazzi hanno dato tanto, in questo momento dobbiamo cambiare completamente obiettivo e pensare a fare punti" ha sentenziato Gasperini dopo la sconfitta di misura subita a Bergamo contro la Sampdoria. "Non è facile per giocare meglio di così, abbiamo difficoltà a concretizzare, ci mettiamo troppo a calciare. Non è sfortuna, questo fa sì che perdiamo partite giocate bene con un episodio".

Dunque si diceva, l'aiuto dei numeri che tutto sanno e tutto vedono. E tutto ricordano. Perchè dodici mesi fa, all'ottava giornata, l'Atalanta aveva messo in cascina nove punti, appena tre in più rispetto a questo triste, fin qui, campionato 2018/2019. Rendimento mai costante, ma settimo posto agguantato ai danni di Fiorentina e Sampdoria. Meno del 2016, ma comunque più di quanto qualche anno fa i tifosi della Dea erano abituati a vedere dalla propria bella.

I fans hanno il palato fine dall'arrivo di Gasperini, considerando il grande campionato iniziale culminato con il quarto posto, che lo scorso anno, visto l'allargamento italiano dei posti europei, avrebbe portato in Champions. Ma anche nell'autunno 2016, l'Atalanta era ferma a dieci punti, non proprio un dato strabiliante per chi alla fine ha veramente strabiliato.

Tatticamente l'Atalanta è sempre la stessa. Un trequartista, tre centrali, due esterni. Ma molti di questi non hanno ancora svelato un volto alla Cristante, alla Spinazzola, al vecchio virgulto Conti. Pasalic deve essere decisivo, Zapata fare la pantera, Ilicic recuperare dall'infortunio. Rigoni è essenziale per trovare il goal, quando non c'è son dolori. Ma nel modulo di Gasperini è iperattivo, senza una posizione ben precisa. Tanti se e ma, per rimanere aggrappati alla speranza di un nuovo campionato da protagonisti. Nel lungo periodo, la risposta.

By staff
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