Già vinta la Champions del bilancio!

25-01-2017 08:01 28 C.

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Atalanta e il tesoro dei giovani: già vinta la Champions del bilancio

Contro la Sampdoria il tecnico Gasperini ha mandato in campo 2 ragazzi del 1999 (Bastoni e Melegoni), ed altri sono in rampa di lancio. Una politica vincente che parte da lontano, fin dai pulmini che vanno a prendere i ragazzi anche in posti più lontani facilitando il compito dei genitori.

L’Atalanta è sesta con 38 punti, quindi in piena corsa per l’Europa League e ad appena 14 lunghezze dal record di punti in Serie A conquistati sul campo al termine del campionato 2011-12 (52). Ma è come se il club bergamasco avesse già vinto la Champions League dal punto di vista economico. Merito del valore dei suoi giovani gioielli, alcuni già ceduti e altri destinati a partire tra questa sessione di mercato e la prossima: complessivamente a Zingonia potrebbero arrivare 100 milioni, più di quanto un club incassa dal successo nell’ex Coppa Campioni. Circa 50 milioni sono già entrati in cassa grazie alle cessioni di Gagliardini e Caldara a Inter e Juventus (il difensore è rimasto ancora in prestito per un anno). E altri potrebbero arrivare grazie a Kessié – valutazione che potrebbe arrivare a 30 milioni –  Conti, Petagna e Papu Gomez.
 
PROGRAMMI RISPETTATI – Molti di questi giocatori sono stati cresciuti in casa, sui campi di Zingonia. Proprio seguendo questa logica il club bergamasco ha reagito alla partenza di Gagliardini. Ieri, contro la Sampdoria, Gasperini ha mandato in campo dal primo minuto due ragazzi nati nel ’99: Alessandro Bastoni e Filippo Melegoni. Non era ancora successo in questa stagione nei principali campionati europei che una squadra schierasse titolari due giocatori così giovani nella stessa partita. Programmazione perfetta a Zingonia. A novembre, alla domanda su chi sarebbero stati i prossimi talenti lanciati in prima squadra dopo la nidiata di Gagliardini, Caldara e Conti, la risposta nei corridoi del centro sportivo del club nerazzurro era chiara. In rampa di lancio c’era una cinquina di nomi: Bastoni, Melegoni, Alessandro Mallamo, Christian Capone ed Emmanuel Delan Junior Lath Latte. I primi due sono stati sdoganati ieri, Latte ha già segnato in Coppa Italia alla Juventus, Capone ha giocato 45 minuti nella stessa competizione contro il Pescara. A breve potrebbe toccare a Mallamo.
 
I MITICI PULMINI – E’ il trionfo del settore giovanile bergamasco. Un vivaio che riesce a portare in Serie A un numero elevatissimo di ragazzi tenendo sotto controllo soprattutto la provincia di Bergamo e la Lombardia. Basta scorrere l’elenco dei luoghi di nascita delle ultime scoperte per vedere che si tratta di calciatori scovati non oltre i limiti geografici di Po, Ticino, Mincio e valli a nord della città (Latte è nato in Costa d’Avorio ma ha iniziato il suo percorso calcistico italiano a Cremona dove si era trasferito con la famiglia). E spessissimo questi ragazzi sono nati proprio a Bergamo. Merito della leggendaria rete di pulmini della società che permettono di andare a prendere i bambini/ragazzi a casa anche in località distanti senza nessun problema per le famiglie. Nel corso degli ultimi anni l’Atalanta si è affrancata da reti di società satellite in giro per l’Italia: non esiste più, ad esempio, il legame con il Margine Coperta, il club dilettantistico toscano dove sono cresciuti Bonaventura e Pazzini.
 
SEGNALAZIONI SPONTANEE – A Zingonia possono fare a meno di queste affiliazioni per un  motivo molto semplice: sono centinaia le segnalazioni che arrivano ogni anno all’Atalanta da parte di genitori, talent scout, agenti e dirigenti locali che vorrebbero mandare i loro pupilli a Bergamo perché sanno che lì più che altrove avrebbero possibilità di giocare in prima squadra. L’andamento di questa stagione non farà che accrescere questo fenomeno. Così gli osservatori nerazzurri hanno un ampio materiale da setacciare grazie a queste proposte spontanee. In questo modo il raggio d’azioe principale dei cercatori bergamaschi può concentrarsi sui campi di provincia e regione. La solidità del vivaio – in grado di reggere anche all’addio del suo responsabile per 25 anni, il mitico Mino Favini tornato al Como – è confermata dalle classifiche dei campionati giovanili: le squadre atalantine sono in testa in tre dei quattro tornei principali, Under 17, Under 16 e Under 15. Fino a poche settimane fa era prima anche la Primavera che poi ha pagato dazio al massiccio utilizzo di suoi giocatori da parte di Gasperini.
 
RETROMARCIA RISPETTO Al 2013 – E dire che quattro anni fa, secondo una statistica del centro studi CIES di Neuchetel, l’Atalanta era diventata la squadra dei cinque principali campionati europei che in media schierava più giocatori con più di 31 anni (erano quasi cinque a partita). Ora tutto è tornato nel solco della tradizione di uno dei vivai più prolifici del continente, insieme a quelli di Real, Barcellona e Roma. Anzi: questo sta diventando un momento che probabilmente sarà ricordato negli anni a venire come uno dei più straordinari della “cantera” bergamasca. E forse, visto quello che sta succedendo in questa Serie A, potrebbe avere spinto altri club a osare di più con i giovani italiani. Il presidente Antonio Percassi, ex capitano dell’Atalanta cresciuto proprio nel vivaio bergamasco, gongola: quasi 50 milioni sono già entrati nelle casse del club, altri 50 potrebbero seguire. Queste sono cifre da Champions, anche se la squadra sta lottando per l’Europa League. 

fonte repubblica.it

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By marcodalmen


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