Intervistato Ceravolo sul momento dell'Atalanta
Filippo Davide Di Santo di tuttomercatoweb.com ha intervistato Fabio Ceravolo, doppio ex di Atalanta e Parma, ecco l'intervista
Domenica ci sarà Atalanta-Parma, e la Dea vuole ritrovare la vittoria dopo il pareggio sudato contro il Pisa. In esclusiva ai microfoni di TuttoMercatoWeb, ha parlato l'ex attaccante nerazzurro e crociato Fabio Ceravolo: tra il momento dei bergamaschi, qualche ricordo sul suo passato atalantino ed emiliano e ovviamente la gara di questo weekend.
L’Atalanta è ritornata in zona Europa in 90 giorni: si aspettava questo dopo l’esonero di Juric
“Seguendo un po’ il campionato quest’anno, considerando anche l'addio di Gasperini, non mi aspettavo che si potesse ripetere l’annata precedente. Era difficile perché Gasperini ha cambiato il blasone alla società Atalanta. Non mi aspettavo con Palladino una risalita veloce e ha dato identità alla squadra, mentalità vincente e molta autostima ai ragazzi”.
Su cosa sta incidendo mister Palladino?
“Compattezza ed entusiasmo, vivendo bene la quotidianità degli allenamenti con il sorriso. Guardandolo mi da l’idea di una persona che trasmette tanto entusiasmo e la squadra aveva bisogno di quello. Dopo una partenza non felice ci voleva una scossa come la sua. I numeri parlano chiaro e gli danno ragione”.
L'Atalanta può raggiungere la Champions League?
“Si, c’è tutto il tempo di arrivare tra le prime quattro. Gli uomini sono da Atalanta e la squadra è competitiva per raggiungere il quarto posto”.
Provocazione: giusto dire che questa Atalanta dipenda molto più da De Ketelaere che non da Lookman?
“Entrambi sono uomini importanti per fare il salto di qualità: vale per De Ketelaere e Lookman. Mi aspetto molto più da Scamacca visto che è un attaccante della Nazionale e ha tutte le caratteristiche per consacrarsi: giusto aspettarsi tanto”.
Zalewski ricorda molto il Papu Gomez con questo nuovo ruolo offensivo?
“Zalewski studiandolo negli ultimi anni credo sia un giocatore dove può variare in diversi ruoli: anche sul fronte d’attacco come faceva Papu Gomez. Penso sia un giocatore importante per questa Atalanta”
E l'acquisto di Raspadori sottolinea l’ambizione di questa società?
“Assolutamente si. La società ha dimostrato che gli anni con Gasperini non sono stati di passaggio: il loro obiettivo è quello di confermarsi nelle coppe europee stando ai piani alti. Bisogna dare grandi meriti alla famiglia Percassi”.
Cosa ricorda dei suoi anni all'Atalanta dal 2009 al 2011?
“Due anni meravigliosi. Con l’occhio di adesso era un’altra Atalanta che tentava di salvarsi e che lottava molto. Io ho vissuto anche il passaggio da Ruggeri a Percassi. Ricordo come mi sono messo in mostra con dei goal, mi dispiace non aver raggiunto la salvezza nel 2010. Il secondo anno eravamo la squadra da battere insieme al Siena e facemmo a fine stagione una festa importante per la promozione. Ricordo la "Notte Nerazzurra" e la passione dei bergamaschi che ci sono sempre stati vicini. Li ringrazierò a vita e grazie anche a loro siamo risaliti subito. Da lì in avanti l'Atalanta non ha più sofferto come prima”.
Che ricordo ha di Conte: lei fu al centro del suo 4-2-4 dove segnò alla Juve?
“Noi con l’avvento di mister Conte si poteva già capire la sua fame e cura nei dettagli. Lui viveva male i pareggi e le sconfitte: ti dimostrava che lui era un predestinato e vincente. Ho un bel ricordo perché mi fece giocare come esterno d’attacco dove in quel momento rendevo bene segnando anche dei goal”.
Dopo la promozione le sarebbe piaciuto dare ancora tanto all’Atalanta in Serie A?
“Estate molto particolare e triste. Ero in comproprietà con la Reggina e aspettammo fino all’ultimo giorno per capire se l'Atalanta mi riscattava o meno. In quella Serie B mi aspettavo un minutaggio maggiore perché venivo da una stagione importante in Serie A, ma Colantuono ai tempi decise diversamente: per me la priorità era fare il bene dell'Atalanta”.
Su fronte Parma cosa pensa del lavoro di Carlos Cuesta?
“Un po’ di scetticismo a Parma c’è stato all’inizio. Con gli ultimi risultati i crociati sono cresciuti, e per Cuesta in un campionato italiano differente dal tiki-taka spagnolo ci potevano essere problemi, poi è chiaro che con un gruppo di giovani ci si poteva aspettare altro. Tuttavia può raggiungere la salvezza”.
Il Parma su cosa deve lavorare per trovare la cosiddetta “alba di un tempo”?
“C’è da fare un percorso simile a quello fatto dall’Atalanta in questi anni. Sicuramente serve tempo e fondi: per costruire una società vincente servono ambizioni e ovviamente un misto tra giovani e gente esperta”.
Pellegrino può avere un gran futuro in qualche big?
“Si, Pellegrino mi ha impressionato qua a Parma. Un centravanti completo che aiuta molto la squadra e ha sicuramente ha tanti margini di miglioramento. Non a caso è stato osservato dai top club, ma deve essere assolutamente costante nelle prestazioni”.
Domenica ci sarà Atalanta-Parma, che gara si aspetta?
“Partita bella e mi auguro che sia così. Vedo l’Atalanta sicuramente favorita anche per il fattore casa oltre alla competitività della rosa, ma le insidie di una squadra che cerca punti salvezza sono sempre dietro l'angolo. I singoli faranno sicuramente la differenza”.
Ultima domanda: giusto dire che sia uno dei campionati italiani più equilibrati degli ultimi anni?
“Si, confermo che sarà una lotta scudetto importante viste le prime quattro. Magari fosse così fino all’ultima giornata perché così siamo tutti i contenti: il campionato italiano si è livellato e può crescere ancora”.

By staff