18-01-2019 09:09 / 20 c.

Un bellissimo, come al solito, pezzo su ultimouomo.com dedicato al nostro fantasista d'attacco

 

Il trequartista sloveno sta vivendo una grande stagione.

Empoli-Atalanta dello scorso 25 novembre si è distinta fondamentalmente per due momenti. Il primo è arrivato all’ottantesimo minuto di gioco, quando Josip Ilicic ha ricevuto palla sulla trequarti, ha saltato in dribbling Maietta (due volte), Bennacer e Pasqual, prima di vedere il suo tiro di piatto sinistro respinto da Silvestre a pochi metri dalla porta. La deviazione del difensore ha quasi permesso a Gosens di segnare un gol, ma il suo tentativo a botta sicura ha incocciato il palo. Il secondo momento è arrivato all’ottantaquattresimo, quando il trequartista sloveno dell’Atalanta è stato espulso per proteste. Questi cinque minuti rappresentano la metonimia dell’esperienza di Josip Ilicic all’Atalanta. Perché, nonostante le pause apatiche e le bizze disciplinari, Ilicic è il giocatore che ha completamente cambiato la stagione dell’Atalanta.

La stagione dell’Atalanta sembrava aver preso una brutta piega. Tutta colpa del mancato accesso alle fase a gironi dell’Europa League, che si diceva avesse depresso l’ambiente nerazzurro. La squadra capace nella scorsa stagione di insidiare il Borussia Dortmund per un posto negli ottavi di finale del secondo torneo continentale è stata estromessa dal modesto Copenhagen ai calci di rigore, dopo un doppio 0-0. Quante altre volte abbiamo visto una squadra entrare in una spirale negativa a causa dello sfumare della chimera europea? Il caso più clamoroso fu quello della Sampdoria 2010/11 capitanata da Angelo Palombo, che passò dai preliminari di Champions League alla retrocessione in Serie B.

La cronistoria di inizio stagione era disseminata di indizi in tal senso, e i risultati parlavano chiaro: dopo il 4-0 al Frosinone alla prima di campionato e lo spettacolare 3-3 contro la Roma all’Olimpico, gara giocata a cavallo della doppia sfida al Copenhagen, l’Atalanta ha poi raccolto 2 punti in 6 partite, subendo cocenti sconfitte per mano di Cagliari, SPAL, Fiorentina e Sampdoria.

C’era anche un altro guaio, ben più grave di un’eliminazione da una coppa, ad appesantire l’aria nell’ambiente atalantino. Ilicic era stato fermato prima della partita di andata contro il Sarajevo, l’esordio nei preliminari di Europa League. Le notizie sulle sue condizioni di salute e sulle cause del suo malessere sono state frammentarie e contraddittorie, e questo ha contribuito ad alimentare la preoccupazione di coloro che gravitano intorno alla squadra. Il 25 luglio si è inizialmente parlato di un attacco influenzale, ma qualche giorno dopo la stampa ha riportato che Ilicic stava combattendo un’infezione batterica che gli aveva provocato un ascesso dentale. Ancora dopo si sarebbe scritto di un ingrossamento dei linfonodi.

Le condizioni di Ilicic si sono aggravate al punto tale da costringerlo al ricovero ospedaliero, l’11 agosto. Lo sloveno è rimasto nella struttura dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo fino al 21 agosto, e nel giorno delle dimissioni nessuno nell’ambiente nerazzurro ha provato minimamente a stimare i tempi di recupero per il ritorno all’attività agonistica.

Ilicic ha giocato uno spezzone di partita contro la SPAL, i primi 52 minuti della stagione. È partito dalla panchina anche contro Milan, Torino e Sampdoria, per pochi minuti e senza incidere. I primi 90 minuti sono arrivati con la maglia della nazionale slovena, il 16 ottobre scorso contro Cipro, anche se non ha completato tutta la partita perché nei minuti finali si è fatto espellere. Cinque giorni dopo, Ilicic è sceso in campo per la prima volta da titolare nella Serie A 2018/19, firmando una tripletta contro il Chievo, in 60 minuti strepitosi dove si è rivisto l’illuminante giocatore della passata stagione.

Con lo sloveno è ripartita tutta l’Atalanta. Le quattro vittorie consecutive – contro Chievo, Parma, Bologna e Inter – nelle quattro partite successive hanno rilanciato la stagione dei bergamaschi. Contro l’avversario più prestigioso, cioè l’Inter appena uscita dal confronto col Tottenham con sole granitiche certezze, Ilicic ha piazzato due assist a coronamento di una prestazione pressoché perfetta.

Nelle prime cinque partite dal rientro di Ilicic, lo scarto statistico rispetto agli incontri precedenti è impressionante. L’Atalanta ha aumentato di colpo la propria presenza nell’area avversaria, perché il numero di tocchi palla negli ultimi 16 metri è passato da 25,1 a 36,6 di media a partita. La “Dea” ha iniziato a tirare di più, salendo da 16,5 a 20,8 conclusioni di media a partita. Ha iniziato a creare più pericoli – gli Expected Goals sono passati da 1,5 a 2,6 a partita – e, cosa più importante, a segnare molto di più: 16 gol nelle 5 gare successive al rientro di Ilicic da titolare, contro i 9 realizzati nelle precedenti 8. Comprendendo le partite successive, su un arco temporale più lungo i numeri si sono calmierati ma la sostanza è la stessa: l’Atalanta trova più facilmente l’ingresso in area (+23% con Ilicic in campo), tira di più (+15%), produce di più (+38% negli xG, +50% nei gol).

 

Fig-1-2Il grafico riporta le zone in cui un giocatore atalantino fa partire un passaggio chiave, quel passaggio cioè che mette un compagno in condizione di tirare verso la porta avversaria. A destra sono raffigurate le zone in cui è stato giocato un passaggio chiave nelle partite disputate dall’Atalanta senza Ilicic. A sinistra, invece, sono rappresentati i passaggi chiave con Ilicic in campo. Le zone del campo in verde, cioè quelle con una maggiore frequenza di passaggi chiave, sono più dense tra le linee e nei mezzi spazi quando Ilicic è in campo. Al contrario, i passaggi chiave sono più rari e diffusi per il campo, in zone generalmente meno pericolose delle precedenti, quando Ilicic non c’è. Nell’Atalanta solo Gomez ha realizzato più passaggi chiave di Ilicic: in media sono 3,3 ogni 90 minuti per l’argentino e 2,4 per lo sloveno.

Se non bastassero quelle collettive, le statistiche individuali di Ilicic sono anche più lusinghiere. Lo sloveno infatti è il giocatore atalantino che tira di più, 4,4 conclusioni verso la porta ogni 90 minuti (il secondo, Musa Barrow, ne ha 4,2, poi c’è Duvan Zapata con 3,8). Ilicic è anche il giocatore con più dribbling riusciti nell’Atalanta, con una media di 3,4 dribbling per 90 minuti (Rigoni è dietro di lui con 2,8 dribbling/p90, Gomez ne ha 1,8/p90).

Ilicic ha cambiato faccia all’Atalanta, su questo non c’è alcun dubbio.

Cosa dà Ilicic tecnicamente

Con i risultati positivi è cambiato completamente l’umore dell’ambiente bergamasco. Gasperini, nel post-partita di Sassuolo-Atalanta, ha persino scherzato sulla salute di Ilicic. Al contrario, lo sloveno, quando ha potuto rivolgere lo sguardo indietro al brutto periodo ormai alle sue spalle, rinfrancato dalle buone sensazioni ricevute dal campo, in una intervista concessa a Sky Sport dello scorso 2 novembre, ha gelato tutti confessando di aver temuto per la propria vita.

Contro il Sassuolo, Ilicic è entrato al sessantatreesimo e ha segnato una tripletta. In una partita sostanzialmente aperta e il cui equilibrio tattico era stato largamente rotto – al momento dell’ingresso dello sloveno il risultato era di 2-3 – Ilicic ha inciso profondamente. Ma le condizioni erano ideali affinché questo accadesse: negli spazi aperti Ilicic ha potuto mettere in mostra le proprie qualità nella conduzione palla e nella progressione.

La sua prestazione più significativa della stagione, però, è stata quella offerta contro l’Inter l’11 novembre, che ha definitivamente certificato il buono stato di salute dell’attaccante sloveno. E c’è un’azione su tutte, di quella partita, che definisce l’importanza di Ilicic per l’Atalanta.

 

Fig-2-1

All’ottavo minuto del primo tempo, Zapata protegge palla su Skriniar nelle vicinanze della linea laterale ma subisce il raddoppio di Vecino. Dal lato opposto Ilicic si ferma a guardare lo sviluppo dell’azione. Zapata rompe il raddoppio e ruba palla persino al compagno Freuler. Il campo si apre e Ilicic riceve per essersi mosso prima del suo marcatore, avendo capito prima che Zapata avrebbe potuto vincere il duello.

Ilicic impiega sei passi per raggiungere la massima velocità. Ha tre opzioni, le prime due estremamente semplici nell’esecuzione. Ilicic potrebbe puntare la difesa da solo, ma Skriniar sta rinvenendo su di lui da sinistra e ha davanti Miranda. Potrebbe lanciare Gomez, ma D’Ambrosio è in vantaggio sull’argentino nella copertura della profondità.

 

Fig-3-1

Ilicic sceglie allora la terza via, la più difficile ma anche la più redditizia, almeno potenzialmente. Sceglie di andare su Gosens, ma dovrebbe tentare un esterno di difficile esecuzione su un campo zuppo di pioggia e con una linea di passaggio ostruita da Gomez e poi da Skriniar. Rallenta fino quasi a fermarsi, con la sua tipica andatura zoppicante, quella di uomo di un metro e novanta che sembra sempre sul punto di accartocciarsi su se stesso. Dopo aver invertito la direzione di 135°, tocca il pallone due volte per mandare a vuoto Skriniar e con un colpo da biliardo serve Gosens prima che Vecino possa rinvenire su di lui.

Ilicic crea una nuova azione vincente. Gosens arriva sul fondo e crossa rasoterra per l’accorrente Hateboer, che nel fotogramma precedente appare nell’angolo in basso a sinistra. È l’azione del gol dell’1-0.

Provate per un attimo a immaginare cosa avrebbe fatto un qualsiasi altro giocatore al posto di Ilicic. Avrebbe scaricato la palla su Gomez? Sarebbe andato fino in fondo palla al piede per cercare un tiro dal limite un attimo prima di sbattere su Miranda? Quello che voglio dire è che in Ilicic tutti noi riconosciamo un giocatore con un gusto sviluppato per la giocata, a volte persino fino a sé stessa. Ma la verità è che Ilicic è anche un ragionatore con una spiccata comprensione del gioco.

Ilicic è l’anomalia del sistema atalantino, organizzato ma spesso troppo prevedibile. L’Atalanta attacca risalendo il campo con la palla attraverso le catene di fascia. Nel percorso sono impiegati fino a quattro uomini: il difensore centrale esterno, la mezzala, l’esterno a tutta fascia, l’attaccante esterno. La fluidità dei movimenti della catena atalantina, quando è efficace, finisce per distruggere la struttura avversaria, portando al tiro ai limiti dell’area avversaria persino i centrali difensivi.

Si accenna spesso a quanto sia dispendioso, soprattutto dal punto di vista mentale, il gioco difensivo di Gasperini, fatto di aggressioni in avanti e continue scalate per compensare l’uscita di un compagno. Ma è altrettanto impegnativa la fase offensiva: l’interscambio delle posizioni dev’essere fatto con i tempi giusti, affinché un giocatore arrivi a liberarsi nella zona di ricezione; il movimento senza palla dev’essere continuo e fatto con criterio.

In un sistema così fortemente strutturato, Ilicic è il giocatore che crea nuove soluzioni a vecchi problemi, e l’Atalanta non può fare a meno delle sue improvvisazioni da artista.

fonte ultimouomo.com



di Marcodalmen




  1. Considerazioni in ordine sparso dopo avere letto articolo e commenti:
     
    1 - Ma perché possono esistere siti come TMW se c’è ultimouomo? Sentimenti contrastanti sulla natura umana. 
     
    2 - Sottoscrivo Clod1907: Ilicic stesso ancora non è consapevole di quanto è forte. Ogni tanto dà l’impressione di non essere del tutto consapevole di essere nato per dare gioia al mondo grazie alla sua classe innata. Forse nelle piazze in cui è stato prima l’atteggiamento dell’ambiente rinforzava questo suo atteggiamento. Qui da noi può rendersi conto di essere fatto per fare la differenza. Per trasformare una buona squadra in una grande; per trasformare le ambizioni in traguardi impensabili. Proprio come i grandi campioni della storia del calcio. 
     
    3 - Con gente come Ilicic, Papu nel nuovo ruolo e Zapata, con Freuler, Toloi, il miglior Masiello... ho paura di quello che potremmo vedere. Stiamo parlando di almeno 8 undicesimi che sarebbero da schierare in una finale mondiale.
     
    4 - Mister resta con noi. Ti ameremo e ameremo il tuo gioco anche con una squadra da serie B. Figurati adesso
     
    5 - Presidente: dobbiamo mantenere questo livello per i prossimi 3 anni perché quando, nella stagione 2021-2022, potremo giocarci l’Europa a Bergamo, dobbiamo sentire la musichetta magica


  2. in più di 30 ho visto un solo giocatore nella Dea altrettanto forte tecnicamente: Mimmo Morfeo. Aveva anche lui dei numeri incredibili, ma col fisico e con la testa non c'eravamo proprio


  3. Numero di maglia 72 comune a Doni e il Bepi 


  4. Quando lo vedevo al Palermo avrei giurato che sarebbe diventato molto presto un giocatore da Real Madrid o Barcellona. Perché ha qualità tecniche impressionanti, ma davvero. E ha intelligenza calcistica, che poi è la dote principale dei fuoriclasse.
    Mi sono sbagliato non su quelle cose, ma perché pensavo che il carattere un po' instabile che aveva, talvolta lunatico o apatico, e che gli faceva fare qualche prestazione sottotono o anche proprio brutta, fosse dovuto in gran parte all'età ancora giovane.
    Invece ce l'ha un po' di natura.
    Quello e solo quello secondo me gli ha impedito di essere un Top Player del livello di Iniesta o Xavi o Pirlo o altri di quella levatura.
    Adesso mi sembra più stabile, da quando è all'Atalanta, forse perché lui ha bisogno di sentirsi circondato di grande considerazione, altrimenti tende alle volte a deprimersi, e all'Atalanta è un divo.
    In più mi sembra che si diverta a giocare il calcio di Gasperini, cosa altrettanto importante per uno con una natura un po' volubile. 
     


  5. ROMAGNANEROBLU -
     18/01/2019 alle 14:01
    Complimenti articolo esagerato Veramente un sito al top 


  6. Sono d accordo con chi scrive che l illusionista e il giocatore più talentuoso dal punto di vista tecnico e dell imprevedibilità mai transitato a Bergamo,  per lo meno negli ultimi trent'anni. 
    Per un difensore è difficile marcarlo proprio perché non sai mai cosa aspettarti da lui. Alcuni suoi gol  ( col Crotone e il Verona lo scorso anno , con il chievo quest anno ) sono delle autentiche chicche, conclusioni  che solo un giocatore di un livello superiore può trasformare da  speranze di realizzazione i utopistiche a realtà splendide .
    Gasperini lo ha convinto a giocare a tuttocampo partendo spesso appena fuori dalla nostra area per la capacità di gestire i palloni difficili,  quelli che scottano e di cui si di solito gli altri cercano di liberarsi velocemente,  magari con un rilancio alla cieca .
    Invece josip a volte sembra danzare con la sfera con quella sua movenza apparentemente lenta , ma che manda spesso a vuoto i difensori creando le premesse x una ripartenza pericolosa x gli avversari .
    Indispensabile quindi per il gioco dell  Atalanta , ma anche per gli occhi dei suoi tifosi ,che quando Ilicic ha la palla tra i piedi sanno che da questo artista del pallone possono sempre aspettarsi qualche capolavoro. 
     


  7. é indubbiamente vero che l'Illusionista, quando è in vena, è di un livello superiore a qualsiasi altro elemento in rosa e sposta decisamente gli equilibri.
    L'altro lato della medaglia è che quando è troppo indolente o stanco è come giocare con un uomo in meno ed ogni dribling tentato è una palla persa (che poi lui non rincorre)
    In ogni caso la storia è piena di grandi campioni che si accendevano ad intermittenza ma quando lo facevano erano cazzi per tutti.
    Lui appartiene a questa categoria ed è il NOSTRO CAMPIONE e il Gasp mi sembra sia stato in grado di tenerlo spesso su livelli alti ed è indiscutibile che quando il Bepi si diverte la gente sugli spalti va in estasi.
    Non dimenticheò mai il primo gol del Bepi a Dortmund, una vera magia, aveva già capito che il difesore non ci sarebbe arrivato (e non ci è arrivato di un soffio) ed era già pronto allo stop (perfetto) rientro, tiro e gol con una semplicità disarmante.
    Il 98% dei giocatori non sarebbe riuscita a stoppare quella palla o avrebbe semplicemente tentato di contrastare il terzino di testa, ma lui nonostante sia alto 1.90 non ha minimamente pensato alla giocata di testa perchè sarebbe stata poco pericolosa con l'area affollata.


  8. Doni pure dotato di palle.... quello che manca ai nostri, a FI,GE o CA se li SODOMIZZAVA quei canarini gialli.....
    Ilicic classe da vendere,molto ma molto umorale.....se c'è c'è, se non c'è non c'è.Cmq averlo noi un autentico lusso!
    PARAGONI SEMPRE CMQ DIFFICILI DA FARE!!!!
     


  9. analisi perfetta oltrechè corredata da dati oggettivi e quantificabili che certificano l'importanza e bravura del giocatore
    poi lasciateci romanticamente pensare a quanto il calcio possa essere semplice considerando che quando hai in squadra il giocatore così forte(magoILICIC appunto) che sa saltare l'uomo con facilità e con altrettanto facilità sa tirare in porta da ogni angolo e con ogni soluzione ,tutto diventa poesia
    la bravura tecnica del nostro rende effettivamente imprevedibile il nostro gioco
    lo esalta e lo rende piacevole a noi che ce lo godiamo
    xkè la cosa più bella di queste ultime tre annate è propio la qualità del gioco 
    quanto poi il nostro sia indispensabile ce ne siamo resi conto propio giocando contro le squadre che si chiudono e basta.
    ora caro san JOSIP xò ci devi regalare una magia su punizione dal limite magari al 90esimo e magari propio il 30 gennaio prox venturo contro la vecchia baldracca !!!
    e poi ci devi far vincere quella  italia che sognamo !!!


  10. spettacolare disquisizione tattico-statistica sull'uomo che per me, al netto della discontinuità atavica, è il giocatore di classe piu' forte che abbiamo mai avuto con tutto il rispetto per gli altri (a partire dal Papu, Doni, Donadoni, etc.) che sono una spanna buona sotto anche se magari, grazie alla continuita' del loro apporto alla fine hanno dato tantissimo alla causa nerazzurra.


    • Disamina perfetta. Gli altri lo possono arrivare o superare con la continuità ma in quanto a classe pura non c'è storia.


  11. Complimenti staff
    Ottimo articolo di un analista "col cò".
    Consolazione in un oceano di fake news, gossip e frivolezze varie.
     
     


  12. Tecnicamente il più forte di sempre qua a Bergamo. 
    Giocatore che adoravo già a Palermo e Firenze, qua a BG è amore puro. 
    Imprevedibile e quasi magico 


  13. Poco da aggiungere sul suo valore, pero' continuo a sostenere che ad inizio campionato abbiamo pagato ancora di piu' il ritardo di condizione  di Freuler


  14. Ilicic. Secondo me il giocatore più forte tecnicamente di tutta la storia della Dea


    • Se la gioca con Doni e Morfeo


      • sono tre eccellenze, con caratteristiche diverse.
        Da Doni e Morfeo sapevamo cosa aspettarci.
        Dal Bepi no, per me non lo sa nemmeno lui.
        Ovviamente quando è ispirato. 
        Altrimenti sarebbe stato inarrivabile per la Dea.


      • Per me , tutti e 3 a pari merito. Doni il più completo e sicuramente il meno discontinuo ( o il più continuo...che po dopo L è la stèsa roba)


    • Jerry Garcia -
       18/01/2019 alle 10:15
      condivido, ma una spanna sopra tutti però..


  15. Tutto vero. Il solito gran sitone


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