La cura Palladino ha rilanciato l’Atalanta?

In due mesi e mezzo Palladino ha trasformato l’Atalanta. Prima, a dicembre, risintonizzandola sulle collaudate frequenze gasperiniana: schierando di...
In due mesi e mezzo Palladino ha trasformato l’Atalanta. Prima, a dicembre, risintonizzandola sulle collaudate frequenze gasperiniana: schierando di fatto solo la vecchia guardia che giocava a memoria dopo gli anni d’oro di Gasp, poi, da Natale cominciando a modificarla e a plasmarla.
Modulo invariato e con la maggioranza degli interpreti, ma modifiche progressive. A sinistra Bernasconi, che fino alla scorsa estate giocava in C. Dietro, la conferma del giovanissimo Ahanor insieme al rilancio di Scalvini. Poi, il jolly Zalewski dietro le punte e la valorizzazione di Krstovic, uomo da cinque gol in un mese, infine l’innesto di Raspadori al posto di Lookman. E un De Ketelaere promosso a tutti gli effetti leader in campo, quasi un secondo capitano davanti a De Roon che opera venti metri più indietro.
È questa la nuova Atalanta rimodellata da Palladino, bravo con l’anno nuovo a far cambiare passo alla squadra. Tra campionato e Coppa Italia, da gennaio, cinque vittorie e due pareggi: solo l’Inter ha fatto meglio.
E un solo gol subito in sette partite. Merito del para tutto Carnesecchi e di una squadra che difende e attacca con tutti i dieci giocatori di movimento. E trova soluzioni dalla panchina. A dare il colpo del ko a una Juventus che cercava il pareggio a un quarto d’ora dalla fine sono stati Sulemana e Pasalic appena entrati, a propiziare il tombale 2-0 sono stati Krstovic e Bellanova appena entrati anche a loro.
La Dea ha vinto con 16 uomini, come chiesto da Palladino. "Tutti si sentono coinvolti. E chi sta giocando meno, come accaduto nelle ultime settimane a Hien e Kolasinac, va a mille in allenamento. È questo quello che voglio", ha ribadito il 41enne tecnico campano dopo il 3-0 rifilato alla Signora.
Atalanta che a fine gara, oltre alla standing ovation della New Balance Arena, ha poi ricevuto i complimenti del presidente Antonio Percassi. Ora per Palladino l’imperativo è la continuità e non avere i cali di concentrazione.
fonte quotidianosportivo.it