03/04/2026 | 17.06
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La Dea e il ritorno di Krstovic a Lecce, visto da loro

Da quotidianodipuglia.it

Lunedì al Via del Mare arriva l'Atalanta. Una squadra che ha rappresentato l'Italia nella corrente edizione della Champions League. Una squadra di fascia alta per il campionato italiano. Una società, quella bergamasca, che l'estate scorsa ha fatto spesa nel Salento. Ha comprato dal Lecce Nikola Krstovic. Il capocannoniere della squadra giallorossa. L'attaccante montenegrino aveva iniziato la stagione agli ordini di Di Francesco, ma aveva la valigia pronta. Mentalmente era proiettato verso altri lidi. Inutili le “coccole” ricevute un po’ da tutti nei giorni di preparazione estiva. Vano il tentativo di convincerlo a togliersi dal mercato. Ma la sua cessione è stato un affare pure per il Lecce.

Quella di lunedì sarà la sua prima apparizione nel suo vecchio stadio. Ritroverà tanti amici e compagni di viaggio. Questi mesi non hanno cancellato le due stagioni trascorse nel tacco d’Italia. I ricordi sono ancora freschi. Qui la musica non è cambiata: si canta sempre per la salvezza. A Bergamo, invece, le note sono, anzi erano, almeno per quest’anno, quelle della Champions. Il suo inserimento nella squadra bergamasca non è stato semplice perché deve convivere con la concorrenza di Scamacca. Qui a Lecce non aveva concorrenza. Nella gerarchia di attaccanti centrali era il primo. Anche per mancanza di qualità come ha ribadito in una recente intervista senza, forse, alcuna presunzione. Tuttavia le sue parole hanno fatto molto rumore. Ma i fatti stavano proprio così. Rebic, ad esempio, pur avendo qualità, non è riuscito a darsi una rispolverata. Non ha dato nulla. E ha guadagnato tanto. Nome speso bene, in campo molto meno.

Per tornare a Krstovic, il suo ritorno a Lecce, da avversario, è molto atteso. Sarà la prima volta per l’attaccante montenegrino. Fino ad ora rimpianto, purtroppo. L’estate scorsa le strade si sono separate, lui voleva fortemente provare altre esperienze e l’offerta buona per il Lecce è arrivata dall’Atalanta che gli ha regalato il palcoscenico più prestigioso a livello di club: la Champions League. Un altro mondo. Dal Lecce dove ha lottato per la salvezza, all’Atalanta, che lo ha portato in orbita europea. Il sogno di tutti i calciatori giocare a certi livelli. Krstovic deve dire grazie a Corvino e Trinchera che lo hanno portato in Italia, al club giallorosso, e ai tifosi che lo hanno accolto, coccolato, incitato, applaudito. Dal Lecce ha avuto, ma ha pure dato al club di Saverio Sticchi Damiani: un’altra plusvalenza. Due anni fa Corvino aveva fiutato bene. Krstovic in giallorosso ha trascorso due stagioni. Nella prima 35 presenze, 7 reti e 2 assist; nella seconda 37 presenze 11 reti e 5 assist.

Tornerà in quello che è stato per due stagioni il suo stadio e il suo pubblico. Riceverà qualche applauso, ma Lecce da moltissimi anni, ormai, riserva ai suoi ex una fredda accoglienza. Le bandiere ormai non esistono più. O quasi. I calciatori oggi sono qui, domani lì. È stato cosi pure per Krstovic che, soprattutto nella passata stagione, si è caricato il peso dell’attacco. Se a Lecce rimpiangono il montenegrino, a Bergamo certamente non hanno dimenticato Retegui. Ma Krstovic nella stagione in corso ha già segnato 8 gol e fornito 4 assist. Lunedì l’attaccante montenegrino avrà di fronte il suo recente passato e colui che dovrebbe rappresentare il futuro per il Lecce, ovvero Stulic, il suo successore. L’attaccante serbo ha raccolto un’eredità pesante, troppo. Le aspettative erano altre. L’attaccante serbo è a tre gol, Krstovic nel suo primo campionato ne fece sette. Lunedì lo stadio sarà tutto per Stulic. Magari di fronte al suo predecessore, non lo farà rimpiangere. Almeno per un pomeriggio.

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quotidianodipuglia.it

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