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La leggenda dell'Athletic


Mercoledi' sera ospiteremo nel nostro stadio l'Athletic Bilbao che incontreremo per la prima volta nella nostra storia. Un club assolutamente particolare e, a suo modo, leggendario per il senso di appartenenza che lo lega alla sua gente tanto che vuole in campo a rappresentarlo solo quella, a realizzazione di un'idea che aveva attraversato anche il nostro ambiente ma che e' rimasta solo un sogno.

Conosciamolo insieme


Nell’universo del calcio è conosciuto da tutti come Athletic Bilbao, anche se il suo nome autentico è Athletic Club. Al di là delle definizioni, questa squadra rappresenta uno degli orgogli più antichi e fieri del calcio spagnolo e, soprattutto, dei Paesi Baschi. È l’espressione sportiva di una città di circa 340 mila abitanti, affacciata su un porto vivo e sorretta da un solido tessuto industriale, dove il calcio è parte dell’identità collettiva.

Mercoledì 21 gennaio alle ore 21, alla New Balance Arena, l’Athletic incrocerà il proprio cammino con l’Atalanta nel settimo turno di Champions League. Per i bergamaschi sarà un altro passo verso il sogno degli ottavi di finale, da conquistare passando dalla porta principale. I baschi, invece, occupano il ventottesimo posto con cinque punti e vedono ormai assottigliarsi le speranze di avanzare attraverso i playoff. In campionato navigano attualmente al nono posto con 24 punti.


La storia dell’Athletic affonda le sue radici nel 1898, quando Bilbao si dotò di una squadra di calcio che il popolo avrebbe poi chiamato in molti modi: Leones, Zurigorriak, Rojiblancos. In Europa i trofei non sono mai arrivati, ma il destino è stato sfiorato due volte: nelle finali di Coppa Uefa perse contro la Juventus nel 1976-77 e contro l’Atletico Madrid nel 2011-12. In patria, invece, l’Athletic ha saputo costruire una bacheca nobile: otto titoli di campione di Spagna, 24 Coppe del Re, tre Supercoppe di Spagna e una Coppa Eva Duarte. Un’altra particolarità, condivisa solo con Barcellona e Atletico Madrid, è quella di non aver mai abbandonato la Primera Liga.

A Bilbao il calcio è quasi un rito quotidiano. La città conserva memoria grata di quell’incontro con le navi inglesi, giunte a fine Ottocento per scambi commerciali e portatrici, senza saperlo, di un nuovo culto sportivo. In principio esistevano due anime calcistiche, l’Athletic e il Bilbao Football Club. Poi prevalse il buon senso: unire le forze per dare vita a una realtà destinata a durare nel tempo.

Dopo una fase di difficoltà, negli anni Trenta l’Athletic tornò a respirare gloria. Il momento più luminoso arrivò nella stagione 1942-43, quando a Bilbao si festeggiarono insieme campionato e Coppa. Furono gli anni degli eroi: Rafael Iriondo, Venancio Pérez e soprattutto Telmo Zarra, figura quasi leggendaria. Zarra divenne icona eterna quando ai Mondiali del 1950, in Brasile, segnò il gol dell’1-0 con cui la Spagna fece piangere l’Inghilterra.


Il 3 luglio 1956 il nome dell’Athletic varcò i confini iberici entrando nel calcio continentale con la Coppa Latina, sfiorando il trionfo. A fermarlo fu il Milan, altra squadra dai colori di sangue e passione. Pochi mesi dopo, il 20 settembre, arrivò il debutto in Coppa dei Campioni, con il cammino che si arrestò ai quarti contro il Manchester United.

Ogni club ha i suoi custodi della memoria. A Bilbao, accanto a Zarra, brilla il nome di José Ángel Iribar, portiere simbolo che vestì la maglia biancorossa dal 1962 per diciotto stagioni, superando le seicento presenze e diventando una colonna della storia del club.

L’ultimo scudetto risale alla stagione 1983-84, l’ottavo. L’ultimo trofeo nazionale, invece, è recente: la Coppa del Re 2023-24, la ventottesima. Proprio il quarto posto ottenuto nello scorso campionato ha riaperto all’Athletic le porte della Champions League.

Alla guida tecnica c’è Ernesto Valverde, tornato a Bilbao nel 2022 per la sua terza esperienza dopo quelle del 2003-2005 e del 2013-2017. Il club continua a custodire con orgoglio la propria filosofia identitaria, scegliendo quasi esclusivamente calciatori legati alla terra basca, come se la maglia fosse un’eredità da meritare.

In vista della sfida di Bergamo, a Bilbao hanno studiato la storia sportiva orobica. Sanno bene che la New Balance Arena non è terreno facile: Bruges e Chelsea ne sono usciti in lacrime, mentre solo lo Slavia Praga è riuscito a strappare un pareggio. A guidarli nella scoperta dell’orgoglio bergamasco è stato il giornalista Alessandro Ruta, autore de “La storia dell’Atalanta, il romanzo della Dea”. Dal suo racconto hanno appreso che Bergamo vive di simboli: l’Atalanta, certo, ma anche Felice Gimondi, Walter Bonatti e Sofia Goggia. E sanno bene che, da quella notte di Dublino del 22 maggio 2024, l’Atalanta non è più soltanto orgoglio italiano, ma anche europeo, dopo il 3-0 al Bayer Leverkusen firmato dalla tripletta di Ademola Lookman.

Nel corso della sua lunga e brillante storia, l’Athletic Bilbao ha incrociato molte squadre italiane: Roma, Juventus, Milan, Napoli, Parma. Quella con l’Atalanta, però, è una sfida inedita. Proprio per questo, carica di curiosità e significato. I baschi arriveranno con fame e determinazione, desiderosi di affiancare una seconda vittoria a quella ottenuta contro il Qarabag e di far crescere una piantina di playoff che, per ora, fatica a fiorire.

Una nuova pagina è pronta per essere scritta. E come ogni incontro tra tradizione e ambizione, promette emozioni vere.


Cristiano Comelli
Calep

By staff
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