06/08/2018 | 18.15
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Lettera al sito del Club Amici di Mozzo

Ho letto il vs breve articolo di elogio rivolto all’organizzazione “Chei de la Coriera” (clicca QUI). Condivido con voi i complimenti più che meritati per l’impegno, la dedizione e la bravura che Lissa, Marco e tutti gli altri ragazzi coinvolti dedicano nell’organizzare le trasferte, permettendo a noi tifosi di seguire negli ultimi anni quasi ovunque l’Atalanta. Non mi trovo però d’accordo con voi quando, per accentuare i numerosi meriti di “Chei de la Coriera”, citate come termine di paragone il “Club Amici dell’Atalanta”. Il confronto come posto nel vs articolo rischia, infatti, di gettare discredito anche su coloro che, all’interno del Club Amici, si adoperano in maniera del tutto disinteressata, sostenuti unicamente dalla passione (spesso viscerale) per l’Atalanta. Da qui, la precisazione che segue.

Di fatto il “Club Amici dell’Atalanta”, da voi definita «un'organizzazione teoricamente collaudata da decenni e con ben altri mezzi e numeri a disposizione», è un contenitore, a cui sono affiliate numerose sezioni sparse sul territorio, dentro e fuori Provincia. Molte di queste sezioni, contando sull’autofinanziamento e sull’aiuto di volontari, si prodigano per fare in modo che l’amore per i colori nerazzurri possa essere anche occasione di impegno sociale, a prescindere dalle cene coi giocatori e senza la ricerca parossistica di visibilità sui presunti «media ufficiali». (Per inciso, per chi, come me, non riesce a fare a meno di avere continue notizie sul mondo Atalanta, ormai da tempo la principale fonte di approvvigionamento è senza ombra di dubbio atalantini.com). All’interno del Club Amici, non mancano le sezioni attive nell’organizzazione delle trasferte, proprio come i ragazzi di “Chei de la Coriera”, con i quali, mi risulta, spesso si confrontano, si  scambiano informazioni e consigli e, all’occorrenza, si aiutano per una gestione ottimale dei pullman, ben lungi da un spirito di competizione che non ha motivo di esistere, se l’unico fine è quello di portare sempre più gente al seguito dell’Atalanta.

Se poi, all’interno dell’«organizzazione teoricamente collaudata» ci sono alcune persone che preferiscono APPARIRE PIUTTOSTO CHE APPARTENERE e, in ragione di un’esigenza di effimera celebrità, sembra che ignorino il pericolo di autoreferenzialità e di implosione in cui rischia di cadere un’associazione con più di cinquant’anni di vita, a cui molti degli atalantini che hanno superato “gli anta” si sono rivolti per partecipare alle mitiche “carovane”, o se «i media ufficiali della Provincia» censurano “Chei de la Coriera”, questo non dipende dalla volontà di coloro che, dando vita o aderendo alle sezioni territoriali del Club Amici, agiscono mossi dal solo desiderio di tifare ed impegnarsi nel nome dell’ATALANTA.

 

Grazie

Osvaldo Terzi
Club Amici Mozzo

By staff
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