Lettera al sito: Mario Pasalic

Abbiamo ricevuto questa email per la quale ringraziamo l'autore
Abbiamo ancora tutti quanti nella mente e nel cuore le emozioni provate nella magica serata contro il Borussia Dortmund, l’ennesima partita storica possiamo dire, e non ci stanchiamo mai di quanto questa squadra ci sta regalando.
In tutto questo vogliamo celebrare un protagonista non apprezzato quanto si dovrebbe; stiamo parlando del nostro Mario Pasalic, un ragazzo d’oro con spirito di sacrificio, che si fa vedere poco e del quale si parla poco, ma che quando c’è bisogno si fa sempre trovare pronto.
Nei momenti topici della nostra recente storia atalantina lui ha dato il suo contributo. Tra i tanti vogliamo ricordare la notte di Kharkiv, dove dovevamo vincere per poterci qualificare alla fase successiva della Champions, dove aver perso le prime 3 partite abbiamo fatto un record qualificandoci alla fase successiva; in quell’occasione Mario timbrò il cartellino con il secondo gol dell’incontro.
Altro momento storico è stata la partita ad Anfield contro il Liverpool dove tutti ci davano per spacciati, invece vincemmo 3 a 0; dopo la doppietta di Scamacca, il pronto intervento come un rapace di Mario che marcava il terzo gol a suggello di una partita giocata in modo superbo per la gioia di tutti gli atalantini presenti.
In ultimo la partita dell’altro giorno, Mario ha segnato il terzo gol che in quel momento ci garantiva la qualificazione agli ottavi.
Dicevamo che Pasalic è sottovalutato; lui non è un tipo da social, non gli piace mettersi in mostra. Nelle interviste è di poche parole, è uno a cui piace fare i fatti invece delle parole, ed in questo assomiglia molto ai bergamaschi; è anche umile, nelle interviste ha sempre lo sguardo rivolto verso il basso.
Ultimamente ha subito un lutto importante, la perdita del papà anche egli calciatore, il quale probabilmente gli ha trasmesso la passione per questo sport. Perdere un genitore è sempre un dolore atroce, a maggior ragione quando si hanno 30 anni e si è lontani dalla propria terra.
Lui però ha saputo trovare la forza e non lasciarsi abbattere, infatti da quel lutto in poi ha segnato almeno 3 gol dando il suo contributo nel gioco di squadra, risultando spesso tra i migliori.
Si trova alla quarta posizione sia come marcatore di sempre sia come presenze totali nell’Atalanta, a breve distanza dal terzo posto di entrambe le graduatorie.
Dopo la partita col Borussia Mario si è detto orgoglioso di vestire questi colori e ha ringraziato la società. Le parole del AD in quell’occasione: “Noi abbiamo bisogno di giocatori che siano al 100% dedicati all’Atalanta, con la testa e con il cuore. Mario è stato un giocatore decisivo in tantissimi frangenti, ma davvero stasera il livello di prestazione di ciascuno è stato elevatissimo”.
Nella sua carriera è partito dall’Hajduk Spalato e mandato in prestito per quattro anni in 4 squadre diverse. Acquistato dal Chelsea non vi ha mai giocato ed ha trovato finalmente la sua consacrazione a Bergamo. Dal 2018 è con noi ed al pari di Martin e Berat è diventato una nostra colonna e crediamo che nel futuro museo dovrà avere una sua statua a monito di quanto dato per la nostra causa, per le generazioni future.
Lettera firmata