L’intervista a Masiello

23-01-2017 21:00 47 C.

Comparsa sul principale giornale locale qualche giorno fa. Per la prima volta Andrea parla dopo la sua squalifica.

La ripresa e’ integrale per quanto riguarda le sue dichiarazioni

“Quando sono rientrato dalla squalifica un paio di anni fa il mio obbiettivo era quello di ripresentarmi all’Atalanta in piena forma, competitivo, in grado di essere utile in serie A.
Avevo tutti gli occhi addosso, non era facile. Ma con la voglia, la pazienza. la determinazione e la fame di riprendermi quello che avevo perso, ora posso dire di esserci riuscito. Ne sono orgoglioso

Credo che Bergamo abbia accettato le mie scuse. Non finirò mai di ringraziare questo ambiente. Bergamo mi ha dato una grande mano, mi ha fatto sentire tranquillo. Se giochi con la paura, con ua citta’ che non ti vuole piu’, diventa più difficile. Invece mi sono sentito aiutato e per questo ringraziero’ finché sarò qui.

In merito a quanto mi e’ successo ognuno è libero di pensare ciò che vuole. È giusto, io potevo e ancora oggi posso solo dare risposte sul campo. La prima cosa era ammettere i miei errori e chiedere scusa. E poi dimostrare dì non essere un giocatore finito. Sono stato messo alla prova, giustamente anche dall’Atalanta, e credo di aver dato una buona risposta. Per me è la più grande soddisfazione.
I primi sei mesi ssono sta ti difficili. ma determinanti perche mi hanno aiutato a fare una buona stagione, la scorsa. Ecco: alla fine dell’anno scorso credo che molti abbiano capito che come giocatore ci sono ancora.

Col passare degli anni sono cresciuto, maturato. Io i miei errori li ho capiti. Poi è ovvio che alcuni ancora leghino il mio nome a quei fatti Ma ripeto: a me interessa il campo e il feeling che sento di aver ritrovato con la citta’, con ì tifosi, con il campo, con me stesso, adesso sono più forte.
Prima di rientrare in campo mi ero fatto una corazza indistruttibile. Sapevo che c’era la possibilità di dover affrontare contestazioni o cose del genere. A Bergamo, no. Bergamo ha capito, io qui andavo in campo con la voglia, giocavo tranquillo. Fuori, onestamente, temevo. Ma non sono successe cose gravi».

Nemmeno in campo ho avuto problemi. Temevo anche provocazioni ma non sono successe cose importanti. A Bergamo nessuno mi ha mai disturbato. Mai. Certo, notavo diffidenza. La differenza è che adesso tanti mi fermano e mi fanno i complimenti. E questa vicinanza mi dà una grandissima mano».

Con me le Autorita’ sono andate giu’ pesante, ma io ho ammesso i miei errori, ho pagato e sono di nuovo qui. Sul resto non faccio polemiche e guardo in casa mia. Penso di aver saldato il debito, con le prestazioni e il comportamento. Devo grande gratitudine alla famiglia Percassi e a tutta Bergamo : qui mi sono sentito protetto, in una culla. Ho cercato di ripagare.

Della prima in campo dopo la squalifica ricordo soprattutto il desiderio di correre. Avevo voglia, avevo fame. Il cuore batteva a duemila, si giocava a Firenze. Sapevo della diffidenza, sentivo addosso gli occhi di tutti. Ma non mi hanno frenato: è stata una carica in più che mi ha permesso di rompere il ghiaccio e di avviare questa strisciadi prestazioni che è durata fin qui.

Sapevo di essere pronto. Mi sono allenato da solo, é stata durissima. Pero’ sapevo di essere pronto. Di quel periodo devo dire grazie a Colantuono, ha avuto coraggio, mi ha aiutato ad aprire un capitolo nuovo della mia carriera,

In seguito con Reja ho trovato un mister che ha saputo lavorare benissimo sotto il profilo umano, ha capito cosa avevo passato e con me e’ stato un grande. Ne ho un ottimo ricordo.

Con Gasperini per me è stato più facile che per i compagni: avevo già lavorato con lui al Genoa, sapevo cosa voleva, conoscevo i suoi metodi. Ci siamo capiti al volo.

Due ricordi dal giorno del rientro? il più bello è il primo giorno da giocatore non squalificato, quel peso che se ne andava. Poi certo, sono tantissimi. Ho il record di gol in serie A, l’affetto dei tifosi dopo la vittoria di Bologna, le sei vittorie consecutive, cose anche di tutti i giorni. Ricordi brutti non ne ho, sinceramente. Forse sono talmente brutti i ricordi precedenti che ora non ne conservo piu’.

Sulla stagione attuale ho paura di gufare, non dico niente e non prometto niente se non che l’Atalanta vuol restare tale con la fame mostrata sinora. Questo e’ un anno che non ricapita piu’.

Delle partite giocate sinora la piu’ bella è stato forse il secondo tempo con la Roma ma la vittoria sull’Empoli ci ha regalato un Natale bellissimo. I miei gol non sono una sorpresa. Però il mister ci
crede, tutti anno la possibilità dì provarci. Non sono l’unico difensore ad aver fatto gol infatti. Obbiettivi da goleador? facciamo 5 reti in tutto?

Senza quella vicenda non so dove sarei. Forse sarei rimasto qua, forse sarei altrove. Certo, ho fatto errori da deficiente, mi son fatto del male. Cerco di cancellare il passato che e’ stato tosto e penso a quello che faccio oggi.

Il 5 febbraio faro’ 31 anni, un contratto sino al 2021, qui sto benissimo. Per me il mio futuro e’ qui, a Bergamo sono felice.

Non ho ancora pensato al futuro dopo il calcio. Intanto cancello il passato e vivo il presente.”

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By Staff di Atalantini.com


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