Mercato, arduo banco di prova

30-12-2016 09:33 0 C.

Per l’Atalanta, quello che si sta per concludere è stato l’anno del cambiamento.

Il primo semestre (all’incirca) è stato il proseguimento di quello dello scorso anno: la squadra guidata da Reja è autrice di un’importante cavalcata all’andata, poi il buio per 14 partite, alle quali seguono la ripresa e l’aritmetica certezza. Ma, per quanto l’obiettivo sia stato centrato, quell’apnea priva di risultati positivi non ha lasciato indifferenti né Percassi né Reja, il quale non viene riconfermato, per quanto Edy goda della più totale stima dalla medesima società e dalla città di Bergamo . Tuttavia, la non riconferma di Reja non è solo, in termini concreti, la ricerca di un nuovo allenatore, bensì la scelta di puntare su un nuovo gioco. Un nuovo modo di essere Atalanta.

Così, dopo giorni trascorsi a pensare a chi eleggere come mister, la sentenza ultima e definitiva ricade su un nome: Gianpiero Gasperini. Un nome di tutto rispetto, a parole, a fatti l’ex tecnico genoano deve mandare giù lamentele e critiche prima di poter affermare la stima della quale si nutre oggi. Si presenta da subito in gamba tesa, con schieramenti che, partendo da una difesa a tre, si susseguono in varie modalità: 3-4-3, 3-5-2 per maturare col passare del tempo in quello più funzionale, il 3-4-1-2. I tifosi guardano, ma con distacco: com’è possibile che una squadra come l’Atalanta, campata sino a questo momento con la più classica delle difese a 4, possa essere rivoluzionata in questo modo? L’avvio, infatti, è in sordina e per Gasp sono quattro le sconfitte subite nell’arco della prima cinquina di campionato. Tutto da rifare, o forse no. Il pubblico insorge e chiede la testa di Gasperini che, ovviamente, non si lascia mettere ‘le mani addosso’: il tecnico, dopo il successo di Crotone che porta ossigeno alla squadra, si confronta con la società pretendendo fiducia e tempo, perché questo è il suo modo di giocare e non ha intenzione di cambiarlo. Detto fatto e, come accade alla fine di ogni tempesta, c’è il ritorno al sereno e di un arcobaleno le cui tonalità sono rappresentate dai fiori all’occhiello del tecnico: i giovani.

Scendono in campo giovani che, attualmente, sono sulle pagine dei quotidiani sportivi italiani e non solo: Caldara, Conti, Kessie, Gagliardini e Petagna, i quali costringono alla panchina veterani come Carmona, Stendardo, Raimondi, Pinilla e anche Paloschi, acquistato per una cifra pari a 7 milioni ma non ancora pungente ed efficace per il gioco di Gasperini. Con i nomi citati poc’anzi, eccoci prossimi al mercato di gennaio, una compravendita che già ha visto Caldara ceduto alla Juventus per una cifra complessiva che si aggira sui 20 milioni di euro. Il giocatore, tuttavia, vestirà la casacca nerazzurra almeno fino a giugno, per cui, fino allora, l’Atalanta potrà godere del sostegno del suo centrale. Per il resto della band è difficile fare ipotesi: l’ideale sarebbe che questi possano rimanere fino al termine del torneo, ma, è altrettanto vero, che una società come quella orobica, non può di certo venire meno a super offerte. In questi giorni Kessie è stato accostato al Chelsea per una cifra pari a 25 milioni, cifra rifiutata dalla dirigenza per il semplice fatto che, per un giocatore dal calibro dell’ivoriano, pretende molto di più. A tal proposito, s’attende la contro mossa delle altre contendenti, su tutte Manchester e Arsenal. La posta in palio è di quelle elevate, ma la stessa cosa vale per Gagliardini: il perno del centrocampo atalantino, nonché il nuovo nazionale di Ventura, ha un potenziale di rendimento maggiore di Kessie e se dovessimo tramutarlo in cash si potrebbero raggiungere cifre sbalorditive… . Tutto dipenderà dall’Atalanta e dalle scelte societarie: privarsi a gennaio dei suoi gioielli e proseguire il campionato lanciando nuovi talenti o rimandare tutto a maggio, alzando, eventualmente, le cifre stesse? Privarsi degli elementi più forti del momento, oltretutto, potrebbe svelarci anche dove questa Atalanta voglia arrivare: la loro permanenza potrebbe incentivare la squadra a migliorarsi ulteriormente e a credere al raggiungimento dell’Europa, ambizione che verrebbe che meno, ovviamente, se l’assetto venisse del tutto smantellato. Se i giovani appaiono una certezza, la vecchia guardia sembra ormai con le valigie in mano ed è già ufficializzata la partenza di Pinilla che potrebbe finire in Messico. Per quanto non sia più una novità, Alejandro Gomez non è da meno alle sirene di mercato e la lupa di Roma ne appare affamata: Papu pronto, quindi, all’addio?

Nel frattempo, in entrata, la dirigenza nerazzurra ha acquistato Joao Schmidt, centrocampista carioca e altro giovane interessante, seguito anche da Villareal, Atletico Madrid, Sporting Lisbona e Fiorentina. I nomi sul taccuino orobico non mancano e, tra i più sentiti, ci sono quelli di Niang e Palacio, due nominativi che non sono un caso poiché andrebbero a rinforzare l’attacco, un reparto che piange da tempo la mancanza di un bomber vero. E chissà che il 2017 possa portarlo con sé…

fonte calciomercato.com

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By marcodalmen


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