07/06/2022 | 19.00
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🤫Shhhhhhhhh! Parla il Gasp!



(foto San Marco)

Come indicato nei giorni scorsi oggi il Gasp ha parlato alla stampa a margine di un'iniziativa solidale. Ecco cosa ha detto:

ha voluto smentire che avesse indetto una conferenza stampa, voleva parlare per rispetto alla tifoseria.

Ha esaminato la stagione appena passata ribadendo che comunque si e' chiuso all'ottavo posto, un posto degnissimo, forse un po' squalificato dalle aspettative pre stagionali dei media che ammonisce a non insistere troppo sulle aspettative per non arrecare poi malumore a tutta l'opinione pubblica

Sul tracollo del ritorno dice che abbiamo subito molti torti che hanno ingenerato un po' di fastidio a livello mentale che si e' poi riflesso in alcune delle sconfitte successive. Al di la' del fatto che il gruppo e' valido e ha dato tutto ma di fronte a certe situazioni è difficile gestire il gruppo. Anche perche' la squadra sta cominciando a dimostrare l'usura di tanti anni di successi e quindi non ha piu' la competitivita' di prima

Per il futuro dice che, al momento attuale, non c'e' niente di concreto su mercato ed obbiettivi finali della stagione che sollecita poiche' su di essi si fonda poi il mercato e il comportamento per tutta la stagione a venire. Il mercato, a suo dire, lo si puo' fare in due modi: o investire subito o ringiovanire la rosa con nuovi prospetti in considerazione dell'eta' media ormai un po' avanzata e del fatto che, nei primissimi anni della sua permanenza a Bergamo, il leit motif atalantino era sempre quello di avere un certo numero di calciatori in prima squadra provenienti dalle nostre giovanili.

Anche non far niente e tenere gli attuali, a dire del Gasp, potrebbe essere un'opzione. "Bisognera' comunque essere piu' chiari possibile per rispetto alla tifoseria" anche in coerenza con la congiuntura economica particolare che sta portando il mercato del calcio a cifre pazzesche che, ad un certo punto, non possono essere perseguite da una realta' come la nostra.

Ha fatto capire che, se dipendesse da lui, l'operazione piu' veloce per migliorare il livello della squadra, comporterebbe l'acquisizione di qualcuno in attacco, "perche' è cosi' che le grandi squadre in difficolta' si comportano". Chiarendo che sul mercato lui dice la sua ma si rende perfettamente conto che e' cosa che compete, e meglio, a chi nell'ambito di una societa', del mercato deve occuparsi ufficialmente per ruolo.

Sulla sua permanenza il Gasp ha recriminato sul fatto che ha letto un po' di tutto senza che pero' a nessuno sia venuto in mente di consultarlo. Sia relativamente alla sua permanenza a Bergamo, sia sulla sua eventuale volonta' di fare tabula rasa della rosa attuale. Che, almeno per la prima della due cose, non è in discussione.




da tuttomercatoweb.com:

Il tecnico dell'Atalanta, Gian Piero Gasperini, ha parlato a margine del Tennis Vip a Bergamo. "La chiarezza è fondamentale. Non possiamo presentarci con l'obiettivo Champions. Quello che è successo è stato straordinario, ma se fosse facile non lo sarebbe più. Non lo ripeti facilmente, sennò sarebbe una cosa normale. È il primo punto che bisogna mettere in chiaro. Poi dopo via tutto il resto. Svincolati? Ci sono tanti soldi in giro, c'è gente che è disposta a grandi cose per accaparrarsi i giocatori, ma noi siamo a quel tavolo lì. Dalla società è sempre quella la via, ma quel che mi dispiace è che si riduce tutto all'aspetto economico. Così diventiamo come tutte quante, se entriamo in quel meccanismo lì facciamo fatica a competere con quei numeri che ci sono in giro. Ci dev'essere un'identità più compatta possibile. Quando sono arrivato il primo anno sono andato a casa del presidente Percassi, lui mi ha detto una cosa che mi ha colpito. "Io ho un sogno, vorrei che la mia squadra avesse 7-8 giocatori del settore giovanile, perché Bergamo è appartenenza". Sette anni fa, come fosse adesso. Io guardavo la rosa dell'Atalanta e dicevo "sono lì". Io ero sicuro di salvarmi, non ho mai messo la salvezza come obiettivo. Non immaginavo scoppiasse tutto quanto. Se ragioniamo solo con la Champions come obiettivo, perdiamo tanto: ci sono state squadre dieci anni fuori dalle coppe. Non che non si debba raggiungere poi altri obiettivi".




Da sportmediaset.it:

"La chiarezza è fondamentale.
Non possiamo presentarci con l'obiettivo Champions. Quello che è successo è stato straordinario, ma se fosse facile non lo sarebbe più. Non lo ripeti facilmente, sennò sarebbe una cosa normale. È il primo punto che bisogna mettere in chiaro. Poi dopo viene tutto il resto. Se mi chiedete se questa squadra è competitiva per fare ciò che ha fatto in passato, anche se spero di essere smentito, la risposta probabilmente è no. Tecnicamente non è giustificato parlare di scudetto o di Champions, soprattutto vedendo cosa fanno le società molto ricche, che possono allargare la forbice. Ci sono tanti soldi in giro, c'è gente che è disposta a grandi cose per accaparrarsi i giocatori, ma noi siamo a quel tavolo".

By staff
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