20-04-2019 04:44 / 21 c.

Oggi sono trentun'anni da Atalanta - Malines

E' difficile fare capire cosa rappresenta per chi l'ha vissuto come me e come tanti di noi che erano sugli spalti o la seguivano con ogni mezzo tra quelli allora disponibili.

Sotto vi riportiamo in video l'intero evento ma nessuno e niente potra' ricondurci a quelle ore. Piu' che per la partita in sè è stato l'ambito, la circostanza, le situazioni e lo sviluppo

Intanto una generazione intera non l'ha vissuto. Il solo pensare che un signore 35enne di oggi non abbia ricordi nitidi di Atalanta - Malines per il semplice fatto del tempo trascorso fa pensare e non poco.

Cercando di tornare a quei giorni occorre pensare alla dimensione esclusivamente e profondamente provinciale della Bergamasca dell'epoca. Non si era mai vista l'Atalanta confrontarsi su palcoscenici europei di un certo livello e notorieta'. E' vero che c'era stato il precedente della coppa delle Coppe 1964 ma si era usciti subito con chi avrebbe poi vinto la competizione (Sporting Lisbona) ed era epoca nella quale la diffusione dei media e dei trasporti, quindi della partecipazione, non era nemmeno lontanamente paragonabile a quella di adesso. Qualche Mitropa o amichevole oltre confine ma nulla piu', decenni di altalena tra A e B, con puntatina in C, sino alla prima cavalcata europea dell' 87-88, quasi inaspettata e guadagnata da perdenti della finale di Coppa Italia e per il solo fatto che il Napoli (vincitore di campionato e coppa) ci aveva liberato il posto. Mentre in campionato si retrocedeva.

A Bergamo non c'erano molte aspettative all'inizio, in fondo eravamo squadra di B e praticamente nessuno aveva affrontato con successo le competizioni europee non appartenendo alla massima serie della propria nazione.
Poi la circostanza fortuita di incrociare gallesi e cretesi ci aveva catapultato per i quarti a Lisbona contro una squadra con un certo palmares, finalmente nota anche da noi a dispetto delle prime due. Confronto diretto e infortuni avevano minato le certezze della maggior parte dei tifosi e si sperava solo in una eliminazione onorevole. Sappiamo com'e' andata, con il corollario, da non trascurare assolutamente, della "vendetta" coi Portoghesi per l'eliminazione di 24 anni prima.

L'andata con il Malines, con la sconfitta onorevole in Belgio, non aveva fatto altro che accrescere l'adrenalina e l'aspettativa per un incontro alla "now or never" per l'accesso alla finale di Strasburgo in Francia contro il grande Ajax.


Atalanta - Malines è stata ed è tuttora una partita manifesto, simbolo di un'intera generazione, ed anche oltre, di atalantini. Un Italia - Germania 4-3 in ambito provinciale e senza "happy ending", piuttosto la trasposizione del film "Rocky" in ambito calcistico: una sfida difficile ma non impossibile, un qualcosa di simile ad un' utopia onirica pronta a realizzarsi tra le mani. In sintesi, un sogno ad occhi aperti.

Noi, che eravamo presenti e gia' adulti allora "eravamo tutti là" come dice Roberto Vecchioni in "Luci a San Siro", composta guarda caso per un'altra partita memorabile. Noi ci siamo rimasti, ancora dopo 31 anni, e oggi il ricordo è piu' vivo che mai, un po' perche' il nostro Condottiero di allora, il Mondo, ci ha lasciato e un po' anche perche' la nostra nuova dimensione potrebbe regalarci momenti simili, forse superiori, come gia' accaduto in questi anni.

Fu forse il momento piu' alto della storia centenaria della Dea, un "record d'altitudine" che deve essere lasciato andare. Perche' il destino di tutti i record è quello di essere superati, perche' il loro ricordo non finisca per travolgerci. Era un altro tempo, era un'altra storia ed è stato meraviglioso esserci.

E che il Gasp ora chiuda la porta

 

Calep



di Staff




  1. SPETTACOLO!


  2. SPETTACOLO!


  3. Mi riconosco nei vari commenti sulla partita poi persa con il Malines. Per Bergamo è stato um periodo entusiasmante, tantissimi negozi per l’occasione esponevano i colori della Dea, fotografie, composizioni a tema. Molti dei commentatori erano all’epoca ragazzini entusiasti, magari in compagnia di padre o nonno. Confermo che nelle due curve si stava tutti in piedi, pressati all’inverosimile, con ingresso ore prima del calcio d’inizio. C’è la siamo giocata alla pari, come recentemente con Borussia e Copenhagen. Io ho vissuto anche la trasferta a Malines, in auto con due fratelli.
    Ma nessuno ricorda che per far entrare i tifosi della Dea avevano abbattuto un tratto della recinzione in muratura dello Stadio?
    Ora testa a Napoli e a giovedì. Ho visto la Fiorentina piuttosto in palla a Torino,  a parte poi una Juve imbarazzante.
    Buona Pasqua a tutti e agli ammirevoli tifosi dello STAFF.


  4. AZZ!! Mega groppone alla gola.
    Voglio rivivere emozioni come quella anche se resterà unica per il clima, il momento.....


  5. 20 anni e mi ero preso una licenza per essere al comunale .
    Io al comunale così tanta gente non l'avevo mai vista .
    Uno spettacolo !!!


  6. Periodo in cui a 22 anni svolgevo il servizio di leva  alla LI GOBBI , dove vissi con 2 amici compagni di leva una serata fantastica il cui ricordo e' rimasto indelebile....


  7. E pensare che qualcuno ieri mi parlava della preistoria...17 anni...presente sia a mechelen sia al comunale...grande partita..grandi emozioni.... Grandissimo pubblico e.... Cucù cucù la roma non c'è più è fuori dall'europa e ci guarda alla tv!!! Atalanta ti amo


  8. Presente  andata e ritorno ......ricordi  indelebili   peccato non essere andati in finale  chissà che bolgia in finale a Strasburgo....come minimo saremmo andati in 15.000


  9. Io c'ero, curva nord, niente scuola ingresso almeno 5 ore prima. Che ricordo...io mio papà e mio cugino che ora purtroppo guarda le partite in curva paradiso.


  10. Avevo  16 anni alle 16 parcheggiammo la Prinz di mio papà dietro la pensilina del pulman evia di corsa allo stadio emozioni....le stesse emozioni che rivivo ogni volta che si nomina " quella" partita.....


  11. avevo 20 anni trasferta a Mechelen in treno con mio fratello di 15 con due giorni a Bruxelles, poi il ritorno a Bergamo entrando ore e ore prima.
    e come dimenticare anche il solo noi solo noi in Europa soltanto noi, quell’anno eravamo l’ultima squadra rimasta.
    e scrivendo cade la lacrima 


  12. Presente avevo 18 anni ed ero reduce dalla meravigliosa trasferta del turno prima di Lisbona fatta con mio padre (che ora guarda da lassù e che è iresponsabile d'avermi contagiato all'età di 7 anni della fede per la nostra meravigliosa squadra ) peldepoia a brache. ..sarò eternamente grato a lui. ..



  13. C’era tutta la città parata con colori nerazzurri pieno di tifosi belgi per le strade e si respirava un’atmosfera elettrizzante 


  14. Dopo le prime due righe pel de poia  groppo in gola e lacrimoni.
    C'ero, assieme a mio nonno.
    Avevo 17 anni.
    Settore Distinti B.
    Biglietti presi DI PERSONA, dopo ore di fila  c/o il Club Amici in Viale Papa Giovanni... 
    Entrammo con enorme anticipo (3 o 4 ore)...
    Calep, pezzo come sempre da brividi, complimenti!
    Superfluo aggiungere altro.

      


  15. Ci fu un'attesa incredibile,quel giorno non tornai nemmeno a casa a mangiare e dopo la scuola ero gia la allo stadio ad aspettare la dozzina di amici che avevano trovato come me il biglietto in curva sud(non sarebbe bastato neanche san siro quella sera).Ammirai da li',senza parole,lo spettacolo creato da una quantita' mai vista di torce(a proposito per colpa di quei coglioni della rai che si collegarono a partita iniziata!!! non e' rimasto un filmato per le nuove generazioni).Loro furono bravi ,ma anche fortunati.Sono convinto che a livello europeo siamo in credito con la DEA bendata e prima o poi passeremo all'incasso.


  16. presente in curva nord già dalle 17.45  in tutto lo splendore dei miei diciottanni 

    a inizio partita non passava uno spillo, pressati come sardine
    pél de poia


  17. Che emozioni !!!!!!!!!!!!!!!!!



  18. E c'è gente che vuole che lunedì si mettano i titolari con il rischio stanchezza/infortuni... Ma siamo matti? Siamo a un passo dalla storia! 
    Un ragazzo di 35 anni 
     


  19. Pizzul: « presenti circa 40.000 spettatori al comunale di bergamo » .... se penso che oggi si fatica a farne 20 con le big, me ve de pians. Altro mondo, altro calcio.


  20. È bello poter dire 
    Io c'ero.
    Sarebbe bello dire 
    Io ci sarò .
     
    Gran bel pezzo Calep! 


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