29/03/2018 | 12.00
0

Cose dell' altro Mondo

A dare la notizia è stata la figlia Clara con un messaggio su Facebook. «Ciao Papo.... sei stato il nostro esempio e la nostra forza... ora cercheremo di continuare come ci hai insegnato tu... eternamente tua», lo struggente messaggio.

Negli ultimi giorni sapevamo in tanti che il Mondo era messo veramente male. Semplicemente non volevamo credere alla cosa.

Quando sette anni fa insorse il suo grave problema di salute il Mondo rimase innanzitutto scioccato come diede modo di vedere nella conferenza stampa nella quale, in modo estremamente coraggioso, denuncio' a tutti la sua situazione.

Col tempo e dopo le prime operazioni il male sembrava debellato anche se fu lo stesso Emiliano ad avvisare che c'erano probabilita' tutt'altro che remote di una recrudescenza. Cio' era purtroppo puntualmente avvenuto e lui non ne aveva fatto mistero pero' con uno spirito diverso: combattivo, speranzoso, forse sereno per quanto lo si possa essere in una situazione simile.

Perche' il Mondo era una persona particolarmente intelligente, sicuramente furbo e arguto come un contadino, un fattore nella piena padronanza del suo status. Era un uomo che veniva profondamente dalla terra, dalla sua terra posta al confine tra le province di Bergamo e Cremona e che dall'approccio quotidiano con la natura aveva fatto suo quel rapporto disincantato col mondo (nel senso del "tutto" non di lui stesso) secondo il quale la vita non e' ne' buona ne' cattiva ma semplicemente E' e occorre vivere al suo passo, volenti o nolenti.

Persona di buon senso e di una umanita' disincantata, che non vuol dire particolarmente buona o cattiva, aveva imparato ad essere uomo di piu' bandiere senza apparire falso o opportunista. Stamattina lo piangiamo in egual modo noi, i tifosi del Toro, della Fiorentina (della quale si professava tifoso) e giu' fino a Como, Cremonese, Cosenza, Albinoleffe e probabilmente altri.

Parlavano di lui come fautore di un calcio "pane e salame". Certo non era un profondo conoscitore di tattica e preparazione atletica come puo' esserlo il Gasperini attuale ma le sue squadre erano figlie della arguzia e della grinta con cui il Mondo affrontava gli avversari e, perche' no, l'ordine costituito. I suoi giocatori prendevano da lui, avevano coscenza dei propri limiti ma si spingevano spesso oltre.

Come capito' in quella Primavera del 1988, e tra pochi giorni saranno esattamente 30 anni. Anzi, sembra quasi un disegno voluto andarsene nel periodo tra il pareggio di Lisbona e l'andata a Malines.

Mondonico era una figura complessa, molto piu' di quello che dicevano le apparenze. Mai banale la persona, mai scontato il carattere: la sedia alzata di Amsterdam quando guidava il Toro, l'"invasione in tribuna" alla ricerca di un molestatore e chissà quant'altro. E poi la sua Cascina di Rivolta, la "Brusada", manifesto fedele del suo essere e dei suoi affetti.

Dicono che sarebbe andato a Liverpool a veder la Dea se non fosse stato per la salute. Un pezzo di Atalanta se ne va. Non sono parole retoriche, è un pezzo grande stavolta.

Il Mondo da noi ha fatto la storia, la nostra storia, e verrà ricordato per sempre, com'è giusto che sia.

Prima che il pubblico decadimento fisico o psichico ne potessero minare la figura. Un Mondo mai vinto, un Mondo mai visto.

Giusto cosi', ciao Mondo, sei stato unico.

 

Calep

By staff
0 commenti