Percassi predica umiltà, Gasperini cerca la quadra
Mister e squadra al lavoro per ritrovare la chimica in vista delle prossime partite
L’Atalanta lavora in silenzio, nei campi sportivi di Zingonia, a ranghi ancora ridotti per qualche giorno, in attesa del rientro dei nazionali, per preparare la trasferta di lunedì prossimo sul campo della Spal.
La prima di tre trasferte in 13 giorni. Spal e Milan fuori, il Torino in casa e quindi a Firenze il 30 settembre. Questo mese darà una prima risposta sulle reali ambizioni stagionali della Dea, anche se il presidente Percassi preferisce volare basso e ha ribadito di pensare prima di tutto alla salvezza.
Gasperini, che a breve prolungherà il contratto fino al 2021 con opzione per il 2022, sta invece mettendo sotto i suoi per ritrovare quella granitica identità di squadra che ha contraddistinto la Dea nel suo primo biennio. Identità costruita con settimane di allenamenti a Zingonia, senza intermezzi di partite e trasferte.
Un’identità di squadra che inevitabilmente si è affievolita (non smarrita, sia chiaro) con l’ultima sessione di mercato, con un massiccio turn over di partenze (Caldara, Cristante, Spinazzola, Petagna e Cornelius) e di innesti (Zapata, Pasalic, Rigoni, Djimisiti, Adnan, Reca e Tumminello), senza la possibilità di avere quelle 6/7 settimane di allenamenti ininterrotti, e amichevoli, per amalgamare i nuovi arrivati, come invece era successo nell’estate 2017. Basti pensare che Rigoni e Adnan finora si sono allenati solo una manciata di volte agli ordini di Gasperini o che lo stesso Pasalic ha lavorato con il gruppo per poco più di tre settimane.
Inevitabili delle smagliature nella chimica di squadra, falle evidenziate sia nel secondo tempo a Roma che nella gara da dimenticare contro il Cagliari.
Come ha sottolineato lo stesso Gian Piero Gasperini sottolineando: “Abbiamo bisogno di conoscerlo, come per gli altri nuovi, come Zapata, Pasalic, Adnan e Djimsiti. È chiaro che se schieri tanti giocatori nuovi perdi qualcosa in identità di squadra. Nell’ultimo mese abbiamo giocato tanto e ci siamo allenati poco, ora abbiamo bisogno di lavorare tanto per conoscerci bene e tornare a essere squadra, è normale all’inizio qualche difficoltà”.
fonte bergamosera.com
