Ultimouomo su Bastoni

Come letto nei giorni scorsi nel bilancio dell’Inter l'acquisto di Bastoni dall'Atalanta è stato valutato 31 milioni e oltre. Ecco come ne parla (e perche' dice che non dobbiamo temere alcunche') l'ottimo sito di analisi sportiva Ultimouomo.com recentemente acquisito da SKY:
Il dato che ha stupito di più è la cifra pagata per acquistare Bastoni dall’Atalanta nell’estate del 2017 (inserendolo quindi nel bilancio 2017/18). Il cartellino del difensore è stato messo a bilancio per 31,1 milioni, un costo notevolmente superiore alla cifra apparsa ai tempi sui principali media (che variava fra gli 8 e 10 milioni di costo fisso con l’aggiunta di 10 milioni di bonus). Bastoni è un difensore promettente ma quando è stato acquistato aveva disputato tre partite in Serie A, di cui solo una da titolare.
Per capire le motivazioni dietro questa valutazione apparentemente inspiegabile è utile rispolverare quanto scritto nel recente passato in merito all’utilizzo delle plusvalenze per le società di calcio. In questo particolare caso l’operazione va inquadrata insieme ad altre tre operazioni concluse con l’Atalanta: le cessioni di Eguelfi per 6 milioni nel giugno 2017 e della coppia Bettella e Carraro per rispettivamente 7 e 5 milioni nel giugno del 2018.
La prima è servita nella rincorsa di fine esercizio alle plusvalenze per raggiungere gli obiettivi di bilancio 2016/17 e le altre due per gli stessi motivi nel 2017/18. Un totale di 18 milioni investiti dall’Atalanta per tre giovani. Bettella è capitano dell’U-19 ma al momento fa panchina a Bergamo, Carraro gioca titolare in Serie B al Foggia mentre Eguelfi fa panchina sempre in B a Verona. L’Atalanta ha deciso di spendere una cifra così alta sapendo di poter contare su una grossa plusvalenza incassabile con la cessione all’Inter di Bastoni.
Alla luce di questo non stupisce quindi più di tanto l’aumento della cifra iscritta a bilancio per Bastoni dai 20 milioni previsti (10+10) ai 31,1 reali. 11 milioni in più che praticamente pareggiano l’investimento deciso dall’Atalanta questa estate su Bettella e Carraro. Per quanto questo tipo di operazioni possano far storcere il naso, come già scritto nell’articolo del 10 luglio esse rappresentano un modus operandi ormai consolidato da parte di moltissime società, il cui utilizzo sfrutta l’impossibilità da parte di organi terzi di stabilire un congruo valore dei giocatori scambiati.
A dimostrarlo anche la sentenza che ha viste coinvolte Chievo e Cesena per scambi di giocatori di calibro notevolmente minore a quelli sopracitati ha portato a una penalizzazione per i clivensi inferiore a quanto ipotizzato (-3 contro i -15 richiesti dalla Procura Federale). A maggior ragione, ed è bene ribadirlo a scanso di equivoci, quando gli scambi riguardano calciatori giovani ma di prospettiva e già nel giro delle rispettive nazionali di categoria operazioni di questo tipo non corrono alcun rischio di essere sanzionate da parte della giustizia sportiva. Vanno quindi giudicati semplicemente per quello che sono: affari leciti che portano vantaggi immediati a livello economico-finanziario ad entrambe le società, indipendentemente dal fatto che le giovani promesse coinvolte possano nella loro carriera confermare o meno il loro prezzo d’acquisto.