Una analisi della stagione ed alcune considerazioni per la prossima

Credo che noi tutti tifose nerazzurri ci interroghiamo di come la stessa squadra che ha fatto il record di punti nel girone di andata, sia poi crollata nel ritorno considerando che di solito le squadre di Gasperini mettono le ali in primavera. Come molti provo a dare la mia interpretazione cercando di articolarla per punti.
Per cominciare ritengo che non esista una sola causa ma un insieme di concause, le elenco senza necessariamente che l'ordine in cui le descrivo rappreseti la priorità che do loro.
- Infortuni muscolari: solo a titolo di esempio, non avere Zapata disponibile non è una novità, quest'anno ha saltato per indisponibilità (mi limito al campionato) 12 partite, nel 19/20 10 incontri mentre nel 20/21 solo una gara. Gli anni precedenti gli altri attaccanti hanno sopperito egregiamente, quest'anno i due principali rimasti sono a loro volta stati vittime di indisponibilità prolungata (Muriel 7 ed Ilicic 17). La mancanza ha inoltre costretto chi era disponibile a giocare molto più minuti con una conseguente minore brillantezza dato il susseguirsi ravvicinato di impegni.
- Preparazione: vale per tutte le squadre, per noi un po' di più, la stagione lunga culminata con gli europei, ha visto molti dei nostri allungare la precedente con conseguente preparazione non al top. Questo, probabilmente, si è riflesso nel calo della seconda parte di stagione quando la benzina è un po' finita.
- Mancanza di precisione nell'ultimo passaggio: il nostro gioco, anche quest'anno, si è basato molto sul tentativo di mettere l'uomo davanti al portiere e di farlo con un pallone pulito. La qualità fa la differenza e, per quanto gli interpreti che hanno sostituito Gomez ed Ilicic siano di buon livello, un passaggio 10cm più lungo si traduce nel consentire al difensore di chiudere. Emblema ed esempio di questa affermazione la partita finale con l'Empoli, 40 tiri di cui 17 ribattuti, i difensori empolesi arrivavano a contrastare il tiro perché la palla non era abbastanza pulita o precisa e l'attaccante non riusciva ad impattare senza ostacoli. In tutto il match non ricordo una occasione in cui l'attaccante sia andato al tiro abbastanza centrale ed abbastanza libero. Secondo me questo è stato un po' un limite di Gasperini che non ha trovato grosse soluzioni alternative per sopperire a questa mancanza. All'andata Ilicic era disponibile e questa lacuna si è sentita di meno. La fase difensiva, parlano i numeri una sola rete subita in più (49 contro 47) rispetto alla scorsa stagione in campionato, non ha portato quei miglioramenti che ci si aspettava dal grosso investimento sul portiere e non ha così compensato il drastico calo delle reti realizzate (65 contro 90).
- Arbitri: capitolo dolente. Ho letto statistiche inverosimili, molto partigiane. I numeri probabilmente non sono quelli esagerati ma certamente alcuni errori acclarati ci sono stati. Penso a due episodi in particolare: la rete del 2-2 incontro la Roma in casa (in cui il VAR dice all'arbitro che la palla la tocca Palomino e quindi, da regolamento il goal viene tolto anziché far valutare all'arbitro se Palomino ha influenza sulla autorete di Cristante) e la mancata espulsione per trattenuta a Zapata da parte di Gunther con conseguente espulsione (si era sullo 0-0). A questi errori senza spazio alla discrezionalità, si affiancano a decisioni che nel dubbio sono state sempre sfavorevoli. Episodi praticamente in fotocopia, giudicabili sia in un modo che nell'altro, hanno avuto una valutazione discorde sempre a noi sfavorevole (fuorigioco passivi che nel nostro caso sono diventati attivi o fuorigioco reali valutati non punibili per un presunto ciuffo di capelli che tocca la palla (De Roon in coppa Italia contro la viola).
- Errori di valutazione nel comporre la rosa: faccio tre esempi: Musso (portiere valido ma non adatto per caratteristiche al nostro gioco) esterni (Hateboer che dopo l'infortunio non è più tornato al suo livello e Gosens ceduto prematuramente ed andato a scaldare la panchina all'Inter) e Boga (per ora non ancora integrato e quindi non decisivo come si sperava fosse. In particolare Jeremie non sembra più essere da due stagioni (compresi i 6 mesi da noi) l'uomo che con i suoi strappi rompeva le partite. Diamogli però ancora tempo. In questo capitolo aggiungerei l'usura di alcuni nostri giocatori, Toloi sempre elegante quando c'è purtroppo non può più garantire un numero adeguato di partite.
- Ci sono anche gli altri: ad un calo della Juventus, ha fatto seguito una crescita di altre squadre, il Napoli non si è più suicidato (almeno per la CL) ed è entrato a pieno titolo nei 4, il Milan ha vinto meritatamente lo scudetto (rispetto all'Inter meno favori ed una squadra giovane che ha lottato e corso fino alla fine aiutata anche dal fatto di essere uscita dalla CL). Il nostro differenziale in negativo nel saldo dei punti conquistati è troppo elevato per consentire di restate in alto.
Cosa fare il prossimo anno, i punti 1 e 2 potrebbero andare di pari passo con una preparazione adeguata, il punto 3 temo sia non risolvibile. Giocatori del livello di Ilicic e Gomez non sono facilmente replicabili, i pochi che sono in giro hanno costi che, almeno fino ad oggi, non sono alla nostra portata sia per cartellino che per ingaggio. Un esempio su tutti, su Abraham era stato individuato prima che se lo accaparrasse la Roma ma l'ingaggio di 3 milioni ci ha fermato. Ilicic e Gomez erano arrivati grazie a circostanze molto particolari, il Papu che voleva scappare da un paese in guerra (bravi gli uomini di mercato a cogliere l'occasione) Jojo che era già arrivato a Genova sponda Samp e che cambiò (almeno a quello che si racconta) idea grazie ad una telefonata di Gasperini. Abbiamo ancora in casa Ilicic e, se lui è determinato ad essere ancora un calciatore, lo terrei come rincalzo che entra mezzora ed aiuta a spaccare le partite..
Sugli arbitri la stagione è stata disgraziata con molteplici errori anche banali sia dei fischietti che degli addetti al VAR. La centrale unica che avrebbe dovuto essere garanzia di uniformità si è rivelata non andare in questa direzione. Ripetere una stagione con così tanti errori contro (clamorosi anche quelli delle stagioni precedenti ma allora eravamo più forti e li superavamo) sembra difficile.
Sul punto 5 la nuova rosa dovrà, giocoforza, subire numerosi cambiamenti. Non entro nel dettaglio dei singoli giocatori perchè sono tanti e tali i vincoli (plusvalenze, mancati rinnovi, numero di italiani da tenere in rosa e via dicendo) che operazioni apparentemente semplici si complicano. Nel corso del lungo calciomercato (3 mesi) capiteranno momenti in cui sia in entrata che in uscita scaturiranno occasioni, alla nuova dirigenza coglierle.
Cosa mi affascinerebbe: una squadra fortemente rinnovata con tanta fame, tipo il Milan degli ultimi due anni, qualche elemento storico per passare il messaggio e dare esperienza. Un esempio Carnesecchi deve fare esperienza ? Senza le coppe e quindi con minore pressione, lui e Sportiello potrebbero essere i numeri uno del prossimo campionato. Poi si ritorna ai vincoli con Musso che se non ha richieste devi svendere o prestare oppure Gollini che dopo un anno di panchina ha comunque estimatori e quindi potrebbe portare qualcosa di buono in termini tecnici od economici.
Ho cercato di essere sintetico a voi la parola.
By brignuca