Un'altra volta zero gol: il limite dell'Atalanta non è solo nella testa
Quanto è giusto aggrapparsi agli episodi arbitrali, quando nelle ultime cinque partite non hai segnato in quattro? Un po', sicuramente, se il torto è esagerato come quello accaduto oggi con Federico Chiesa, ma il problema dell'Atalanta non è il rigore o meno, non è l'1-0 regalato, bensì il fatto che oramai l'attacco sia di una sterilità impressionante.
Andando sui singoli, solo Alejandro Gomez dimostra un po' di brillantezza, ma anche i limiti che lo stanno recintando in questa prima parte di stagione, così come a Copenaghen. Troppo testardo nel cercare la giocata singola, quando anni fa era anche un uomo assist determinante per i gol di Andrea Conti. E poi la mancanza, nonostante i tanti calci di punizione, di un gol da fermo. Toloi ci è andato vicino con il Torino, oggi tutte le giocate da fermo sono andate al macero.
La realtà è che l'Atalanta di oggi è più forte di quella dell'anno scorso, sicuramente in attacco lo è. E probabilmente anche a centrocampo con le alternative di cui Gasp può disporre. Non lo è assolutamente in difesa, perché non sono stati acquistati cambi all'altezza: Reca è un oggetto misterioso, Varnier si è fatto male - ma era comunque un esordiente in A - Mancini e Djimsiti non sembrano all'altezza. Sulle fasce sembra netta l'involuzione di Hateboer, e una mancata crescita di Castagne e Gosens, almeno in fase offensiva.
L'attacco non segna e la difesa balla, appunto. Era già capitato in Atalanta-Palermo di due anni fa, più o meno di questi tempi. Peccato però che lì Gasperini riuscì a tirare fuori dal cilindro i giovani, da Caldara a Petagna. Stavolta servirebbe solo andare in vantaggio. Ma la zona rossa non è poi così lontana, ora.
Fonte: tmw.com