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10 Gennaio 2026 | 18.11

Io quella domenica c’ero. Sì, qualcuno  ha tirato qualche sasso verso la polizia. È successo, inutile negarlo. Ma parliamo di pochi episodi, le solite cose che purtroppo si vedevano spesso in sud in quegli anni, soprattutto con la Roma, con cui c’era sempre stata una grande rivalità. La situazione, però, non era fuori controllo. La partita era finita da dieci minuti, non un’ora dopo. In giro c’era ancora tantissima gente: famiglie, bambini, ragazzi che tornavano a casa o che erano al bar lì vicino. Dopo un primo momento di confusione, dal baretto la polizia era stata respinta e sembrava che tutto si stesse calmando. Invece è successo il contrario: sono arrivate da via Celestini, da dietro, due camionette che hanno caricato senza distinzione chiunque si trovasse lì. Non solo chi aveva lanciato qualcosa, ma chiunque stesse passando in quel momento. È stato il panico. La gente scappava in tutte le direzioni. Celestino Colombi era lì in mezzo, per caso, come tanti altri. Si è spaventato, si è aggrappato alla ringhiera, è rimasto intrappolato nella calca. Gli sono finiti addosso in diversi, lui si è accovacciato dalla paura e lì il suo cuore ha ceduto. Poi è stato detto che aveva già delle patologie, che seguiva delle cure, che non aveva segni di percosse e quindi “morte per infarto”. Indagini chiuse in pochissimi giorni. Ma una persona non muore così se non c’è dietro una situazione che l’ha messa in quelle condizioni. Quella carica, in quel momento e in quel posto, non doveva esserci. E Celestino stava semplicemente tornando a casa dopo la partita. Questa è la verità che io mi porto dietro da anni. Non una scusa, non un’accusa a caso. Solo quello che ho visto con i miei occhi.
10-1-93 NOI NON DIMENTICHIAMO 

stevesteve
10 Gennaio 2026 | 16.36
libero
10 Gennaio 2026 | 18.42
1_9_0_7
10 Gennaio 2026 | 18.11

Io quella domenica c’ero. Sì, qualcuno  ha tirato qualche sasso verso la polizia. È successo, inutile negarlo. Ma parliamo di pochi episodi, le solite cose che purtroppo si vedevano spesso in sud in quegli anni, soprattutto con la Roma, con cui c’era sempre stata una grande rivalità. La situazione, però, non era fuori controllo. La partita era finita da dieci minuti, non un’ora dopo. In giro c’era ancora tantissima gente: famiglie, bambini, ragazzi che tornavano a casa o che erano al bar lì vicino. Dopo un primo momento di confusione, dal baretto la polizia era stata respinta e sembrava che tutto si stesse calmando. Invece è successo il contrario: sono arrivate da via Celestini, da dietro, due camionette che hanno caricato senza distinzione chiunque si trovasse lì. Non solo chi aveva lanciato qualcosa, ma chiunque stesse passando in quel momento. È stato il panico. La gente scappava in tutte le direzioni. Celestino Colombi era lì in mezzo, per caso, come tanti altri. Si è spaventato, si è aggrappato alla ringhiera, è rimasto intrappolato nella calca. Gli sono finiti addosso in diversi, lui si è accovacciato dalla paura e lì il suo cuore ha ceduto. Poi è stato detto che aveva già delle patologie, che seguiva delle cure, che non aveva segni di percosse e quindi “morte per infarto”. Indagini chiuse in pochissimi giorni. Ma una persona non muore così se non c’è dietro una situazione che l’ha messa in quelle condizioni. Quella carica, in quel momento e in quel posto, non doveva esserci. E Celestino stava semplicemente tornando a casa dopo la partita. Questa è la verità che io mi porto dietro da anni. Non una scusa, non un’accusa a caso. Solo quello che ho visto con i miei occhi.
10-1-93 NOI NON DIMENTICHIAMO 

maurom72
10 Gennaio 2026 | 18.37
1_9_0_7
10 Gennaio 2026 | 18.11

Io quella domenica c’ero. Sì, qualcuno  ha tirato qualche sasso verso la polizia. È successo, inutile negarlo. Ma parliamo di pochi episodi, le solite cose che purtroppo si vedevano spesso in sud in quegli anni, soprattutto con la Roma, con cui c’era sempre stata una grande rivalità. La situazione, però, non era fuori controllo. La partita era finita da dieci minuti, non un’ora dopo. In giro c’era ancora tantissima gente: famiglie, bambini, ragazzi che tornavano a casa o che erano al bar lì vicino. Dopo un primo momento di confusione, dal baretto la polizia era stata respinta e sembrava che tutto si stesse calmando. Invece è successo il contrario: sono arrivate da via Celestini, da dietro, due camionette che hanno caricato senza distinzione chiunque si trovasse lì. Non solo chi aveva lanciato qualcosa, ma chiunque stesse passando in quel momento. È stato il panico. La gente scappava in tutte le direzioni. Celestino Colombi era lì in mezzo, per caso, come tanti altri. Si è spaventato, si è aggrappato alla ringhiera, è rimasto intrappolato nella calca. Gli sono finiti addosso in diversi, lui si è accovacciato dalla paura e lì il suo cuore ha ceduto. Poi è stato detto che aveva già delle patologie, che seguiva delle cure, che non aveva segni di percosse e quindi “morte per infarto”. Indagini chiuse in pochissimi giorni. Ma una persona non muore così se non c’è dietro una situazione che l’ha messa in quelle condizioni. Quella carica, in quel momento e in quel posto, non doveva esserci. E Celestino stava semplicemente tornando a casa dopo la partita. Questa è la verità che io mi porto dietro da anni. Non una scusa, non un’accusa a caso. Solo quello che ho visto con i miei occhi.
10-1-93 NOI NON DIMENTICHIAMO 

Magnocavallo vive a Lovere
10 Gennaio 2026 | 18.15
druido
10 Gennaio 2026 | 17.22
1_9_0_7
10 Gennaio 2026 | 18.11

Io quella domenica c’ero. Sì, qualcuno  ha tirato qualche sasso verso la polizia. È successo, inutile negarlo. Ma parliamo di pochi episodi, le solite cose che purtroppo si vedevano spesso in sud in quegli anni, soprattutto con la Roma, con cui c’era sempre stata una grande rivalità. La situazione, però, non era fuori controllo. La partita era finita da dieci minuti, non un’ora dopo. In giro c’era ancora tantissima gente: famiglie, bambini, ragazzi che tornavano a casa o che erano al bar lì vicino. Dopo un primo momento di confusione, dal baretto la polizia era stata respinta e sembrava che tutto si stesse calmando. Invece è successo il contrario: sono arrivate da via Celestini, da dietro, due camionette che hanno caricato senza distinzione chiunque si trovasse lì. Non solo chi aveva lanciato qualcosa, ma chiunque stesse passando in quel momento. È stato il panico. La gente scappava in tutte le direzioni. Celestino Colombi era lì in mezzo, per caso, come tanti altri. Si è spaventato, si è aggrappato alla ringhiera, è rimasto intrappolato nella calca. Gli sono finiti addosso in diversi, lui si è accovacciato dalla paura e lì il suo cuore ha ceduto. Poi è stato detto che aveva già delle patologie, che seguiva delle cure, che non aveva segni di percosse e quindi “morte per infarto”. Indagini chiuse in pochissimi giorni. Ma una persona non muore così se non c’è dietro una situazione che l’ha messa in quelle condizioni. Quella carica, in quel momento e in quel posto, non doveva esserci. E Celestino stava semplicemente tornando a casa dopo la partita. Questa è la verità che io mi porto dietro da anni. Non una scusa, non un’accusa a caso. Solo quello che ho visto con i miei occhi.
10-1-93 NOI NON DIMENTICHIAMO 

sono atalantino dal 1984
10 Gennaio 2026 | 17.35
Tony1907_74
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