Ultimi commenti

snake1907
26 Aprile 2026 | 01.10
Claudiopaul70
25 Aprile 2026 | 23.00
farabundo
25 Aprile 2026 | 22.03
romy67
25 Aprile 2026 | 22.10
Claudiopaul70
25 Aprile 2026 | 21.08
farabundo
25 Aprile 2026 | 22.03
Francisco d Anconia
25 Aprile 2026 | 20.48

Se ho capito bene, e facendo riferimento all’episodio di Udinese–Parma (che è quello in cui, secondo le ricostruzioni che ho letto, viene citato direttamente il presunto intervento di Rocchi), si contesta una possibile interferenza nella sala VAR.

Credo che la questione vada analizzata con equilibrio. Da un lato, il principio è chiaro: la sala VAR deve essere autonoma e qualsiasi intervento esterno rappresenta un’anomalia.

Dall’altro lato, però, sembra che in quell’occasione la decisione finale presa, anche a seguito di quell’intervento (se confermato), sia stata corretta, e questo apre una riflessione: è più grave il metodo utilizzato o l’eventuale errore che si sarebbe verificato senza quell’intervento?

In un certo senso, il gesto attribuito a Rocchi può ricordare quello di un responsabile che, in ufficio, interviene su un compito dei propri collaboratori per evitare un errore. Però qui sta la differenza fondamentale: nel sistema VAR, proprio quel tipo di intervento “dall’alto” non dovrebbe esistere.

La prima domanda è: nel calcio conta solo la correttezza della decisione finale oppure anche il rispetto rigoroso delle procedure?

La seconda: se una situazione identica fosse successa in una Roma–Atalanta e senza quell’intervento non ci avessero dato un rigore netto a favore, oggi parleremmo comunque di scandalo o diremmo “meno male che qualcuno è intervenuto”?

So che per qualcuno il nome di Rocchi è come la criptonite per Superman e scatena reazioni immediate, però forse prima di parlare di scandalo vale la pena distinguere tra responsabilità formali e sostanza delle decisioni.

beernez3
25 Aprile 2026 | 12.38

Ma chi schifa la Conference che problemi ha?  

Punto 1: parliamo sempre di una competizione europea, che serve a mantenere alto lo status che l’Atalanta si è guadagnata in questi anni. Al momento siamo 16esimi nel ranking UEFA per club, e con la Conference potremmo mantenere o addirittura migliorare questa posizione. Basta vedere la Fiorentina: con quattro stagioni di fila in Conference è oggi 22esima.  

Punto 2: senza Europa sei costretto a sfoltire la rosa e sei molto limitato negli acquisti. Perché senza coppe chi viene a giocare a Bergamo? Non abbiamo l’appeal di Napoli o Milan che possono permettersi di stare fuori. La Conference è fondamentale anche solo per renderti competitivo sul mercato.  

Punto 3: non è nemmeno così dispendiosa. C’è da fare un turno preliminare ad agosto? E quindi? Al posto delle solite amichevoli inutili ti fai due partite ufficiali, che anzi ti fanno arrivare al campionato già pronto mentalmente. La fase campionato è da 6 partite, non 8 come Champions ed Europa League, contro squadre abbordabili che permettono ampia rotazione. 

 Punto 4 (il più importante): ma davvero vogliamo passare i giovedì a casa a gufare le altre squadre italiane? O vogliamo vivere il calcio? Io ho visto i tifosi e gli ultras Viola in questi anni riempire i vari settori ospiti: trasferte a Basilea, Twente, Vienna, Losanna, Praga, Atene, Londra, Poznan, Bialystok, Riga, Siviglia, Budapest… esperienze incredibili. Io sarei entusiasta di confrontarmi con città e tifoserie così. E la ciliegina sulla torta sarebbe un’eventuale finale a Istanbul, al Besiktas Park: lì sarebbe un esodo di massa dei bergamaschi. 

 A livello economico non vale la Champions? E chissene frega. Noi dobbiamo fare i tifosi, non i contabili. Ai bilanci ci pensa la società, noi pensiamo a viverci l’Europa.

beernez3
25 Aprile 2026 | 12.38

Ma chi schifa la Conference che problemi ha?  

Punto 1: parliamo sempre di una competizione europea, che serve a mantenere alto lo status che l’Atalanta si è guadagnata in questi anni. Al momento siamo 16esimi nel ranking UEFA per club, e con la Conference potremmo mantenere o addirittura migliorare questa posizione. Basta vedere la Fiorentina: con quattro stagioni di fila in Conference è oggi 22esima.  

Punto 2: senza Europa sei costretto a sfoltire la rosa e sei molto limitato negli acquisti. Perché senza coppe chi viene a giocare a Bergamo? Non abbiamo l’appeal di Napoli o Milan che possono permettersi di stare fuori. La Conference è fondamentale anche solo per renderti competitivo sul mercato.  

Punto 3: non è nemmeno così dispendiosa. C’è da fare un turno preliminare ad agosto? E quindi? Al posto delle solite amichevoli inutili ti fai due partite ufficiali, che anzi ti fanno arrivare al campionato già pronto mentalmente. La fase campionato è da 6 partite, non 8 come Champions ed Europa League, contro squadre abbordabili che permettono ampia rotazione. 

 Punto 4 (il più importante): ma davvero vogliamo passare i giovedì a casa a gufare le altre squadre italiane? O vogliamo vivere il calcio? Io ho visto i tifosi e gli ultras Viola in questi anni riempire i vari settori ospiti: trasferte a Basilea, Twente, Vienna, Losanna, Praga, Atene, Londra, Poznan, Bialystok, Riga, Siviglia, Budapest… esperienze incredibili. Io sarei entusiasta di confrontarmi con città e tifoserie così. E la ciliegina sulla torta sarebbe un’eventuale finale a Istanbul, al Besiktas Park: lì sarebbe un esodo di massa dei bergamaschi. 

 A livello economico non vale la Champions? E chissene frega. Noi dobbiamo fare i tifosi, non i contabili. Ai bilanci ci pensa la società, noi pensiamo a viverci l’Europa.

Francisco d Anconia
25 Aprile 2026 | 14.37

Capisco molte delle cose che scrivi, soprattutto la preoccupazione di fondo: quella è assolutamente condivisibile. Leggendo le tue analisi ho la sensazione che tu sia sempre molto incisivo nel mettere in evidenza ciò che non funziona, mentre lo sia meno - o comunque io lo percepisco meno nei tuoi commenti - nel riconoscere o dare spazio a ciò che invece funziona o ha funzionato.

Parto da un punto: prendere il dicembre 2024, con l’Atalanta in testa, mi sembra fuorviante. Era un picco, quasi un’eccezione storica, non la normalità. Usarlo come metro finisce per trasformare un momento straordinario in uno standard implicito, e tutto ciò che segue sembra inevitabilmente un crollo.

L’idea che la società non stesse realmente puntando allo scudetto, più che dalle operazioni di mercato come Posch o Maldini, io l’avevo già maturata ascoltando il Gasp in una delle sue pepate interviste: lì faceva intendere piuttosto chiaramente che, in fondo, arrivare primi o quarti per la Società  cambiasse poco, dato che gli introiti della Champions sono sostanzialmente gli stessi, e che quindi la priorità fosse quella di restare stabilmente in quella fascia, più che tentare il colpo grosso.

In quest’ottica, anche alcune scelte di mercato diventano un po’ più leggibili. Su Maldini, ad esempio, parliamo di un profilo considerato di prospettiva, uno di quelli che a Bergamo - nel contesto giusto - poteva davvero “spaccare”. L’idea è stata quella di anticipare un’operazione che, altrimenti, sarebbe arrivata più avanti, secondo una logica già vista in passato.

Il punto, però, è un altro: a gennaio non sappiamo davvero quali alternative concrete ci fossero, né a quali condizioni economiche, né soprattutto chi fosse disposto a muoversi a stagione in corso. E in questo senso il perimetro delle scelte possibili è spesso molto più stretto di quanto sembri dall’esterno.

Sulle altre decisioni - da Juric ai giocatori acquistati - le domande per me sono due. La prima: se l’obiettivo fosse stato solo fare cassa, avrebbe avuto senso una campagna acquisti così dispendiosa?

La seconda è più netta: o la società è davvero “incompetente”, come dici tu - e allora molti dei colpi passati diventerebbero quasi casuali - oppure, come penso io, si tratta di valutazioni sbagliate, ma fisiologiche anche per chi lavora bene nel calcio.

Perché la famiglia Percassi il calcio lo mastica da anni. E proprio per questo faccio fatica a ridurre tutto a semplice incompetenza: mi sembra una lettura troppo comoda, e anche un po’ troppo sbrigativa, soprattutto se fatta col senno di poi, quando è facile rileggere ogni scelta come errore certo.

Francisco d Anconia
25 Aprile 2026 | 14.37

Capisco molte delle cose che scrivi, soprattutto la preoccupazione di fondo: quella è assolutamente condivisibile. Leggendo le tue analisi ho la sensazione che tu sia sempre molto incisivo nel mettere in evidenza ciò che non funziona, mentre lo sia meno - o comunque io lo percepisco meno nei tuoi commenti - nel riconoscere o dare spazio a ciò che invece funziona o ha funzionato.

Parto da un punto: prendere il dicembre 2024, con l’Atalanta in testa, mi sembra fuorviante. Era un picco, quasi un’eccezione storica, non la normalità. Usarlo come metro finisce per trasformare un momento straordinario in uno standard implicito, e tutto ciò che segue sembra inevitabilmente un crollo.

L’idea che la società non stesse realmente puntando allo scudetto, più che dalle operazioni di mercato come Posch o Maldini, io l’avevo già maturata ascoltando il Gasp in una delle sue pepate interviste: lì faceva intendere piuttosto chiaramente che, in fondo, arrivare primi o quarti per la Società  cambiasse poco, dato che gli introiti della Champions sono sostanzialmente gli stessi, e che quindi la priorità fosse quella di restare stabilmente in quella fascia, più che tentare il colpo grosso.

In quest’ottica, anche alcune scelte di mercato diventano un po’ più leggibili. Su Maldini, ad esempio, parliamo di un profilo considerato di prospettiva, uno di quelli che a Bergamo - nel contesto giusto - poteva davvero “spaccare”. L’idea è stata quella di anticipare un’operazione che, altrimenti, sarebbe arrivata più avanti, secondo una logica già vista in passato.

Il punto, però, è un altro: a gennaio non sappiamo davvero quali alternative concrete ci fossero, né a quali condizioni economiche, né soprattutto chi fosse disposto a muoversi a stagione in corso. E in questo senso il perimetro delle scelte possibili è spesso molto più stretto di quanto sembri dall’esterno.

Sulle altre decisioni - da Juric ai giocatori acquistati - le domande per me sono due. La prima: se l’obiettivo fosse stato solo fare cassa, avrebbe avuto senso una campagna acquisti così dispendiosa?

La seconda è più netta: o la società è davvero “incompetente”, come dici tu - e allora molti dei colpi passati diventerebbero quasi casuali - oppure, come penso io, si tratta di valutazioni sbagliate, ma fisiologiche anche per chi lavora bene nel calcio.

Perché la famiglia Percassi il calcio lo mastica da anni. E proprio per questo faccio fatica a ridurre tutto a semplice incompetenza: mi sembra una lettura troppo comoda, e anche un po’ troppo sbrigativa, soprattutto se fatta col senno di poi, quando è facile rileggere ogni scelta come errore certo.

maurom72
25 Aprile 2026 | 15.01
lucanember
25 Aprile 2026 | 14.28
beernez3
25 Aprile 2026 | 12.38

Ma chi schifa la Conference che problemi ha?  

Punto 1: parliamo sempre di una competizione europea, che serve a mantenere alto lo status che l’Atalanta si è guadagnata in questi anni. Al momento siamo 16esimi nel ranking UEFA per club, e con la Conference potremmo mantenere o addirittura migliorare questa posizione. Basta vedere la Fiorentina: con quattro stagioni di fila in Conference è oggi 22esima.  

Punto 2: senza Europa sei costretto a sfoltire la rosa e sei molto limitato negli acquisti. Perché senza coppe chi viene a giocare a Bergamo? Non abbiamo l’appeal di Napoli o Milan che possono permettersi di stare fuori. La Conference è fondamentale anche solo per renderti competitivo sul mercato.  

Punto 3: non è nemmeno così dispendiosa. C’è da fare un turno preliminare ad agosto? E quindi? Al posto delle solite amichevoli inutili ti fai due partite ufficiali, che anzi ti fanno arrivare al campionato già pronto mentalmente. La fase campionato è da 6 partite, non 8 come Champions ed Europa League, contro squadre abbordabili che permettono ampia rotazione. 

 Punto 4 (il più importante): ma davvero vogliamo passare i giovedì a casa a gufare le altre squadre italiane? O vogliamo vivere il calcio? Io ho visto i tifosi e gli ultras Viola in questi anni riempire i vari settori ospiti: trasferte a Basilea, Twente, Vienna, Losanna, Praga, Atene, Londra, Poznan, Bialystok, Riga, Siviglia, Budapest… esperienze incredibili. Io sarei entusiasta di confrontarmi con città e tifoserie così. E la ciliegina sulla torta sarebbe un’eventuale finale a Istanbul, al Besiktas Park: lì sarebbe un esodo di massa dei bergamaschi. 

 A livello economico non vale la Champions? E chissene frega. Noi dobbiamo fare i tifosi, non i contabili. Ai bilanci ci pensa la società, noi pensiamo a viverci l’Europa.

lukaBG
25 Aprile 2026 | 14.54
Francisco d Anconia
25 Aprile 2026 | 14.37

Capisco molte delle cose che scrivi, soprattutto la preoccupazione di fondo: quella è assolutamente condivisibile. Leggendo le tue analisi ho la sensazione che tu sia sempre molto incisivo nel mettere in evidenza ciò che non funziona, mentre lo sia meno - o comunque io lo percepisco meno nei tuoi commenti - nel riconoscere o dare spazio a ciò che invece funziona o ha funzionato.

Parto da un punto: prendere il dicembre 2024, con l’Atalanta in testa, mi sembra fuorviante. Era un picco, quasi un’eccezione storica, non la normalità. Usarlo come metro finisce per trasformare un momento straordinario in uno standard implicito, e tutto ciò che segue sembra inevitabilmente un crollo.

L’idea che la società non stesse realmente puntando allo scudetto, più che dalle operazioni di mercato come Posch o Maldini, io l’avevo già maturata ascoltando il Gasp in una delle sue pepate interviste: lì faceva intendere piuttosto chiaramente che, in fondo, arrivare primi o quarti per la Società  cambiasse poco, dato che gli introiti della Champions sono sostanzialmente gli stessi, e che quindi la priorità fosse quella di restare stabilmente in quella fascia, più che tentare il colpo grosso.

In quest’ottica, anche alcune scelte di mercato diventano un po’ più leggibili. Su Maldini, ad esempio, parliamo di un profilo considerato di prospettiva, uno di quelli che a Bergamo - nel contesto giusto - poteva davvero “spaccare”. L’idea è stata quella di anticipare un’operazione che, altrimenti, sarebbe arrivata più avanti, secondo una logica già vista in passato.

Il punto, però, è un altro: a gennaio non sappiamo davvero quali alternative concrete ci fossero, né a quali condizioni economiche, né soprattutto chi fosse disposto a muoversi a stagione in corso. E in questo senso il perimetro delle scelte possibili è spesso molto più stretto di quanto sembri dall’esterno.

Sulle altre decisioni - da Juric ai giocatori acquistati - le domande per me sono due. La prima: se l’obiettivo fosse stato solo fare cassa, avrebbe avuto senso una campagna acquisti così dispendiosa?

La seconda è più netta: o la società è davvero “incompetente”, come dici tu - e allora molti dei colpi passati diventerebbero quasi casuali - oppure, come penso io, si tratta di valutazioni sbagliate, ma fisiologiche anche per chi lavora bene nel calcio.

Perché la famiglia Percassi il calcio lo mastica da anni. E proprio per questo faccio fatica a ridurre tutto a semplice incompetenza: mi sembra una lettura troppo comoda, e anche un po’ troppo sbrigativa, soprattutto se fatta col senno di poi, quando è facile rileggere ogni scelta come errore certo.

Rudenko
25 Aprile 2026 | 14.32
patatinaliscia
25 Aprile 2026 | 14.37
Pinato757
25 Aprile 2026 | 14.02

Altra giravolta. Altra mezza verità. Altra volta in cui non entri nel merito. L'atalanta di Ilicic e Gomez arrivata settima era alla prima (prima) esperienza europea. Non esattamente la stessa condizione di oggi. Mentre in quella che arrivò 8 dimentichi la meritata cessione di Gosens e il girone di ritorno senza punte di ruolo. All'andata com'eravamo posizionati? Anche qui ovvimanente, frutto di scelte sbaliate. Capita ma bisogna prenderne atto e non citare solo quello che si vuole. "Perdendo Retegui e Lookman". E dove li abbiamo persi? Li abbiamo cercati bene in garage? Abbiamo chiamato chi l'ha visto? Non si sono persi, sono stati ceduti per mille ragioni (validissime e sacrosante) in cambio di oltre 110 milioni di euro. 110! Soldi poi parzialmente spesi ma male. Altro che "qualcosa ha sbagliato"...

Vedi, tu accusi sempre gli altri di essere prevenuti, quando invece è evidente che sei il primo ad esserlo. Io ho espresso una opinione su come io vedo la mia squadra e su quello che vorrei vedere da essa. E come rispetto a chi piacciono i modi di Pallandino, posso anche serenament dire che a me chi dice sempre e solo che è tutto bello, non mi piace. Nella vita e nel calcio. Mica è un insulto alla persona eh. Tu hai tirato in ballo Guardiola, la playstation, la Juve, il como, il 2017 per difendere chi e da cosa? Continui a paragonare i nostri errori a quelli di chi ci sta davanti (!!!) come se ad un tifoso dell'Atalanta debba fregare qualcosa se il Milan ha preso Fulkrug invece di Ronaldo... 

Io ho scritto e ribadisco: spero che a Cagliari la squadra cambi registro rispetto alle ultime partite sotto il profilo dell'atteggiamento e che l'allenatore dia un'impronta più decisa a un gioco asfittico. E si, dopo 5 mesi in campo mi aspetto qualcosa anche dall'allenatore (che ringrazierò sempre sempre per averci tirato fuori da un pantano che rischiava di essere molto pericoloso in cui ci eravamo infilati con la gestione Juric). Senza pretendere il risultato, senza pretendere la playstation.

lucanember
25 Aprile 2026 | 13.34
Pinato757
25 Aprile 2026 | 14.02

Altra giravolta. Altra mezza verità. Altra volta in cui non entri nel merito. L'atalanta di Ilicic e Gomez arrivata settima era alla prima (prima) esperienza europea. Non esattamente la stessa condizione di oggi. Mentre in quella che arrivò 8 dimentichi la meritata cessione di Gosens e il girone di ritorno senza punte di ruolo. All'andata com'eravamo posizionati? Anche qui ovvimanente, frutto di scelte sbaliate. Capita ma bisogna prenderne atto e non citare solo quello che si vuole. "Perdendo Retegui e Lookman". E dove li abbiamo persi? Li abbiamo cercati bene in garage? Abbiamo chiamato chi l'ha visto? Non si sono persi, sono stati ceduti per mille ragioni (validissime e sacrosante) in cambio di oltre 110 milioni di euro. 110! Soldi poi parzialmente spesi ma male. Altro che "qualcosa ha sbagliato"...

Vedi, tu accusi sempre gli altri di essere prevenuti, quando invece è evidente che sei il primo ad esserlo. Io ho espresso una opinione su come io vedo la mia squadra e su quello che vorrei vedere da essa. E come rispetto a chi piacciono i modi di Pallandino, posso anche serenament dire che a me chi dice sempre e solo che è tutto bello, non mi piace. Nella vita e nel calcio. Mica è un insulto alla persona eh. Tu hai tirato in ballo Guardiola, la playstation, la Juve, il como, il 2017 per difendere chi e da cosa? Continui a paragonare i nostri errori a quelli di chi ci sta davanti (!!!) come se ad un tifoso dell'Atalanta debba fregare qualcosa se il Milan ha preso Fulkrug invece di Ronaldo... 

Io ho scritto e ribadisco: spero che a Cagliari la squadra cambi registro rispetto alle ultime partite sotto il profilo dell'atteggiamento e che l'allenatore dia un'impronta più decisa a un gioco asfittico. E si, dopo 5 mesi in campo mi aspetto qualcosa anche dall'allenatore (che ringrazierò sempre sempre per averci tirato fuori da un pantano che rischiava di essere molto pericoloso in cui ci eravamo infilati con la gestione Juric). Senza pretendere il risultato, senza pretendere la playstation.

beernez3
25 Aprile 2026 | 12.38

Ma chi schifa la Conference che problemi ha?  

Punto 1: parliamo sempre di una competizione europea, che serve a mantenere alto lo status che l’Atalanta si è guadagnata in questi anni. Al momento siamo 16esimi nel ranking UEFA per club, e con la Conference potremmo mantenere o addirittura migliorare questa posizione. Basta vedere la Fiorentina: con quattro stagioni di fila in Conference è oggi 22esima.  

Punto 2: senza Europa sei costretto a sfoltire la rosa e sei molto limitato negli acquisti. Perché senza coppe chi viene a giocare a Bergamo? Non abbiamo l’appeal di Napoli o Milan che possono permettersi di stare fuori. La Conference è fondamentale anche solo per renderti competitivo sul mercato.  

Punto 3: non è nemmeno così dispendiosa. C’è da fare un turno preliminare ad agosto? E quindi? Al posto delle solite amichevoli inutili ti fai due partite ufficiali, che anzi ti fanno arrivare al campionato già pronto mentalmente. La fase campionato è da 6 partite, non 8 come Champions ed Europa League, contro squadre abbordabili che permettono ampia rotazione. 

 Punto 4 (il più importante): ma davvero vogliamo passare i giovedì a casa a gufare le altre squadre italiane? O vogliamo vivere il calcio? Io ho visto i tifosi e gli ultras Viola in questi anni riempire i vari settori ospiti: trasferte a Basilea, Twente, Vienna, Losanna, Praga, Atene, Londra, Poznan, Bialystok, Riga, Siviglia, Budapest… esperienze incredibili. Io sarei entusiasta di confrontarmi con città e tifoserie così. E la ciliegina sulla torta sarebbe un’eventuale finale a Istanbul, al Besiktas Park: lì sarebbe un esodo di massa dei bergamaschi. 

 A livello economico non vale la Champions? E chissene frega. Noi dobbiamo fare i tifosi, non i contabili. Ai bilanci ci pensa la società, noi pensiamo a viverci l’Europa.

lucanember
25 Aprile 2026 | 13.34
lucanember
25 Aprile 2026 | 13.35
Pinato757
25 Aprile 2026 | 13.05
beernez3
25 Aprile 2026 | 12.38

Ma chi schifa la Conference che problemi ha?  

Punto 1: parliamo sempre di una competizione europea, che serve a mantenere alto lo status che l’Atalanta si è guadagnata in questi anni. Al momento siamo 16esimi nel ranking UEFA per club, e con la Conference potremmo mantenere o addirittura migliorare questa posizione. Basta vedere la Fiorentina: con quattro stagioni di fila in Conference è oggi 22esima.  

Punto 2: senza Europa sei costretto a sfoltire la rosa e sei molto limitato negli acquisti. Perché senza coppe chi viene a giocare a Bergamo? Non abbiamo l’appeal di Napoli o Milan che possono permettersi di stare fuori. La Conference è fondamentale anche solo per renderti competitivo sul mercato.  

Punto 3: non è nemmeno così dispendiosa. C’è da fare un turno preliminare ad agosto? E quindi? Al posto delle solite amichevoli inutili ti fai due partite ufficiali, che anzi ti fanno arrivare al campionato già pronto mentalmente. La fase campionato è da 6 partite, non 8 come Champions ed Europa League, contro squadre abbordabili che permettono ampia rotazione. 

 Punto 4 (il più importante): ma davvero vogliamo passare i giovedì a casa a gufare le altre squadre italiane? O vogliamo vivere il calcio? Io ho visto i tifosi e gli ultras Viola in questi anni riempire i vari settori ospiti: trasferte a Basilea, Twente, Vienna, Losanna, Praga, Atene, Londra, Poznan, Bialystok, Riga, Siviglia, Budapest… esperienze incredibili. Io sarei entusiasta di confrontarmi con città e tifoserie così. E la ciliegina sulla torta sarebbe un’eventuale finale a Istanbul, al Besiktas Park: lì sarebbe un esodo di massa dei bergamaschi. 

 A livello economico non vale la Champions? E chissene frega. Noi dobbiamo fare i tifosi, non i contabili. Ai bilanci ci pensa la società, noi pensiamo a viverci l’Europa.

lucanember
25 Aprile 2026 | 12.41
beernez3
25 Aprile 2026 | 12.38

Ma chi schifa la Conference che problemi ha?  

Punto 1: parliamo sempre di una competizione europea, che serve a mantenere alto lo status che l’Atalanta si è guadagnata in questi anni. Al momento siamo 16esimi nel ranking UEFA per club, e con la Conference potremmo mantenere o addirittura migliorare questa posizione. Basta vedere la Fiorentina: con quattro stagioni di fila in Conference è oggi 22esima.  

Punto 2: senza Europa sei costretto a sfoltire la rosa e sei molto limitato negli acquisti. Perché senza coppe chi viene a giocare a Bergamo? Non abbiamo l’appeal di Napoli o Milan che possono permettersi di stare fuori. La Conference è fondamentale anche solo per renderti competitivo sul mercato.  

Punto 3: non è nemmeno così dispendiosa. C’è da fare un turno preliminare ad agosto? E quindi? Al posto delle solite amichevoli inutili ti fai due partite ufficiali, che anzi ti fanno arrivare al campionato già pronto mentalmente. La fase campionato è da 6 partite, non 8 come Champions ed Europa League, contro squadre abbordabili che permettono ampia rotazione. 

 Punto 4 (il più importante): ma davvero vogliamo passare i giovedì a casa a gufare le altre squadre italiane? O vogliamo vivere il calcio? Io ho visto i tifosi e gli ultras Viola in questi anni riempire i vari settori ospiti: trasferte a Basilea, Twente, Vienna, Losanna, Praga, Atene, Londra, Poznan, Bialystok, Riga, Siviglia, Budapest… esperienze incredibili. Io sarei entusiasta di confrontarmi con città e tifoserie così. E la ciliegina sulla torta sarebbe un’eventuale finale a Istanbul, al Besiktas Park: lì sarebbe un esodo di massa dei bergamaschi. 

 A livello economico non vale la Champions? E chissene frega. Noi dobbiamo fare i tifosi, non i contabili. Ai bilanci ci pensa la società, noi pensiamo a viverci l’Europa.

beernez3
25 Aprile 2026 | 12.38

Ma chi schifa la Conference che problemi ha?  

Punto 1: parliamo sempre di una competizione europea, che serve a mantenere alto lo status che l’Atalanta si è guadagnata in questi anni. Al momento siamo 16esimi nel ranking UEFA per club, e con la Conference potremmo mantenere o addirittura migliorare questa posizione. Basta vedere la Fiorentina: con quattro stagioni di fila in Conference è oggi 22esima.  

Punto 2: senza Europa sei costretto a sfoltire la rosa e sei molto limitato negli acquisti. Perché senza coppe chi viene a giocare a Bergamo? Non abbiamo l’appeal di Napoli o Milan che possono permettersi di stare fuori. La Conference è fondamentale anche solo per renderti competitivo sul mercato.  

Punto 3: non è nemmeno così dispendiosa. C’è da fare un turno preliminare ad agosto? E quindi? Al posto delle solite amichevoli inutili ti fai due partite ufficiali, che anzi ti fanno arrivare al campionato già pronto mentalmente. La fase campionato è da 6 partite, non 8 come Champions ed Europa League, contro squadre abbordabili che permettono ampia rotazione. 

 Punto 4 (il più importante): ma davvero vogliamo passare i giovedì a casa a gufare le altre squadre italiane? O vogliamo vivere il calcio? Io ho visto i tifosi e gli ultras Viola in questi anni riempire i vari settori ospiti: trasferte a Basilea, Twente, Vienna, Losanna, Praga, Atene, Londra, Poznan, Bialystok, Riga, Siviglia, Budapest… esperienze incredibili. Io sarei entusiasta di confrontarmi con città e tifoserie così. E la ciliegina sulla torta sarebbe un’eventuale finale a Istanbul, al Besiktas Park: lì sarebbe un esodo di massa dei bergamaschi. 

 A livello economico non vale la Champions? E chissene frega. Noi dobbiamo fare i tifosi, non i contabili. Ai bilanci ci pensa la società, noi pensiamo a viverci l’Europa.

beernez3
25 Aprile 2026 | 12.38

Ma chi schifa la Conference che problemi ha?  

Punto 1: parliamo sempre di una competizione europea, che serve a mantenere alto lo status che l’Atalanta si è guadagnata in questi anni. Al momento siamo 16esimi nel ranking UEFA per club, e con la Conference potremmo mantenere o addirittura migliorare questa posizione. Basta vedere la Fiorentina: con quattro stagioni di fila in Conference è oggi 22esima.  

Punto 2: senza Europa sei costretto a sfoltire la rosa e sei molto limitato negli acquisti. Perché senza coppe chi viene a giocare a Bergamo? Non abbiamo l’appeal di Napoli o Milan che possono permettersi di stare fuori. La Conference è fondamentale anche solo per renderti competitivo sul mercato.  

Punto 3: non è nemmeno così dispendiosa. C’è da fare un turno preliminare ad agosto? E quindi? Al posto delle solite amichevoli inutili ti fai due partite ufficiali, che anzi ti fanno arrivare al campionato già pronto mentalmente. La fase campionato è da 6 partite, non 8 come Champions ed Europa League, contro squadre abbordabili che permettono ampia rotazione. 

 Punto 4 (il più importante): ma davvero vogliamo passare i giovedì a casa a gufare le altre squadre italiane? O vogliamo vivere il calcio? Io ho visto i tifosi e gli ultras Viola in questi anni riempire i vari settori ospiti: trasferte a Basilea, Twente, Vienna, Losanna, Praga, Atene, Londra, Poznan, Bialystok, Riga, Siviglia, Budapest… esperienze incredibili. Io sarei entusiasta di confrontarmi con città e tifoserie così. E la ciliegina sulla torta sarebbe un’eventuale finale a Istanbul, al Besiktas Park: lì sarebbe un esodo di massa dei bergamaschi. 

 A livello economico non vale la Champions? E chissene frega. Noi dobbiamo fare i tifosi, non i contabili. Ai bilanci ci pensa la società, noi pensiamo a viverci l’Europa.