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08 Giugno 2025 | 15.05

Condivido quasi tutto dell’intervento, tranne una frase: “L’Atalanta non si discute, si ama.” Io penso che l’Atalanta si possa - e si debba - discutere. Ma ad una condizione: che le critiche nascano da un ragionamento serio, da un’analisi lucida, e non da uno sfogo compulsivo, rabbioso, figlio dell’umore del momento o del solito effetto branco.

Perché oggi si va avanti a slogan, a frasi fatte. Chi urla più forte sembra aver ragione, anche se spesso non ha nemmeno capito bene cosa sta criticando.

A Verona Juric è da molti visto come noi vedevamo Gasperini. E se la memoria non mi tradisce, dopo quello 0-2 del 2020 a Bergamo, ricordo commenti entusiasti: “Questo è l’erede naturale del Gasp.” Cambiare idea è legittimo, ci mancherebbe. Ma almeno evitiamo il revisionismo emotivo, e proviamo ad argomentare con un minimo di coerenza.

C’era chi auspicava un allenatore con il culto del lavoro: su questo Juric è una garanzia. E in più ha una qualità che tutti dovremmo riconoscergli: il coraggio. Perché prendere l’eredità del Gasp non è roba da poco. Non lo sarebbe nemmeno per Guardiola, Klopp o Emery, giusto per citare quelli che molti sognavano. E a proposito: nemmeno l’Inter, che fino a un mese fa sfiorava il triplete, ha preso un “nome da copertina”. Perché? Forse perché non è sempre una questione di etichette, ma di progetto, fiducia, competenza. E noi, che in nove anni abbiamo vissuto qualcosa di irripetibile, dovremmo saperlo meglio di chiunque altro. La società ha sbagliato davvero poco.

Una cosa è soffrire per l’addio di Gasperini (e io, davvero, lo sto ancora metabolizzando), un’altra è rovesciare fango gratuito su uno che non è nemmeno ancora sceso dalla macchina per entrare a Zingonia. Le critiche più feroci, diciamolo, derivano dai risultati dell’ultimo anno, dove Juric è subentrato in corsa in entrambe le esperienze. Ma mettere alla gogna uno prima ancora che cominci a lavorare, quello no. Quello è solo pregiudizio travestito da opinione.

E poi ci sono i furbi da tastiera. Quelli che scrivono la frase magica: “Speriamo di sbagliarci…” Così, se va male, diranno “l’avevamo detto”; se va bene, si salveranno con quel mezzo passo indietro che li tiene al sicuro.

Ma in fondo il calcio è solo lo specchio del nostro tempo. Qui come altrove, si parla prima, si pensa (forse) dopo. E se si sbaglia? Pazienza: l’importante è averlo detto per primi, e ad alta voce. Anche se non si aveva nulla da dire.

Oscar1962
08 Giugno 2025 | 14.02
last1967
08 Giugno 2025 | 13.53
Ex-Cridoni27
08 Giugno 2025 | 13.08

Una lettera intrisa di demagogia inutile che sarebbe andata bene anni fa, al momento di una scelta tecnica incomprensibile. Oggi l'Atalanta è una realtà completamente diversa e la frase "L'Atalanta non si discute, si ama" va rivista in ottica 2025. Parliamo di una società che quadruplicato il suo fatturato, che ha chiuso il decimo bilancio attivo consecutivo, che ha la proprietà di uno stadio, che dopo essere tornata a qualificarsi per l'Europa dopo oltre 30 anni, ha vinto una Europa League e partecipa stabilmente alla Champisons. Una società con un parco giocatori  importantissimo, costituito al 90% da nazionali (italiani e stranieri) e con una maggioranza di capitale riconducibile ad un gruppo USA che nello sport ha vinto trofei e raggiunto livelli altissimi (e dichiara di voler far crescere l'azienda Atalanta).  Se tutte tutte queste premesse fossero chiare, ma davvero chiare, nessuno scriverebbe una lettera simile quando il successore dell'allenatore più vincente della nostra storia viene sostituito da un tecnico che non ha mai allenato o raggiunto livelli simili a quelli descritti. Le ovvie aspettative di tutti (tifosi, giornalisti, addetti ai lavori, ecc...) erano molto, molto diverse: un mister con esperienza internazionale, con credibilità e spessore per sostenere un'eredità importante, in grado di mantenere un livello consono agli ultimi 9 anni (almeno sulla carta, all'inizio) e di attrarre giocatori di valore (desiderosi di essere allenati da lui). Nulla di personale contro Ivan, ma non è il profilo che tutti si auguravano proprio perchè "L'Atalanta si ama". 

madonna
08 Giugno 2025 | 13.15
Ex-Cridoni27
08 Giugno 2025 | 13.08

Una lettera intrisa di demagogia inutile che sarebbe andata bene anni fa, al momento di una scelta tecnica incomprensibile. Oggi l'Atalanta è una realtà completamente diversa e la frase "L'Atalanta non si discute, si ama" va rivista in ottica 2025. Parliamo di una società che quadruplicato il suo fatturato, che ha chiuso il decimo bilancio attivo consecutivo, che ha la proprietà di uno stadio, che dopo essere tornata a qualificarsi per l'Europa dopo oltre 30 anni, ha vinto una Europa League e partecipa stabilmente alla Champisons. Una società con un parco giocatori  importantissimo, costituito al 90% da nazionali (italiani e stranieri) e con una maggioranza di capitale riconducibile ad un gruppo USA che nello sport ha vinto trofei e raggiunto livelli altissimi (e dichiara di voler far crescere l'azienda Atalanta).  Se tutte tutte queste premesse fossero chiare, ma davvero chiare, nessuno scriverebbe una lettera simile quando il successore dell'allenatore più vincente della nostra storia viene sostituito da un tecnico che non ha mai allenato o raggiunto livelli simili a quelli descritti. Le ovvie aspettative di tutti (tifosi, giornalisti, addetti ai lavori, ecc...) erano molto, molto diverse: un mister con esperienza internazionale, con credibilità e spessore per sostenere un'eredità importante, in grado di mantenere un livello consono agli ultimi 9 anni (almeno sulla carta, all'inizio) e di attrarre giocatori di valore (desiderosi di essere allenati da lui). Nulla di personale contro Ivan, ma non è il profilo che tutti si auguravano proprio perchè "L'Atalanta si ama". 

bettle78
08 Giugno 2025 | 13.05
mat07
08 Giugno 2025 | 12.17
jacomino
08 Giugno 2025 | 10.19
farabundo
08 Giugno 2025 | 11.34
maco68
08 Giugno 2025 | 11.22
Marcutio
08 Giugno 2025 | 11.17

Condivido una cosa e sei bravo a sottolinearla. juric ha ereditato una sfida pesantissima, e quantomeno gli va attribuito coraggio. (poi oddio consentimi l'ironia... per lo stipendio che prende, penso che in molti il coraggio lo trovino).

Credo che il grosso degli attacchi non vada personalmente a Juric (può piacere o no), quanto a tutto quello che ha portato a Juric.

Il Gasp che di fatto è un capopopolo, che ha fatto più volte intuire determinate cose (alzare l'asticella), e che ha confermato la cosa con un sintomatico "Mancanza di stimoli" (se non è uno stimolo portare costantemente in Champions una squadra da media classifica poteva cercare di farsi affidare l'Under 23 da portare in B...)....

Chiaro che se seguiamo Gasp, le indicazioni significano non certo investimento a crescere.

Mettiamoci poi che sicuramente quest'anno ci sarà necessità di un importante cambio nella rosa con (si dice) ameno 2 partenti illustri, più alcuni a fine carriera.  L'aspettativa di tutti era un allenatore blasonato, o un giovane visionario. E' arrivata invece quella che pare (speriamo di no) la copia in carta carbone del Gasp. Magari ci spiegheranno che fa parte di un processo a lungo termine per dare continuità ma in funzione di un cambiamento radicale del progetto tecnico in 2-3 anni. (nel senso... monetiziziamo, teniamo insieme la baracca un paio d'anni, ma intanto investiamo su giovani fuoriclasse che tra 2-3 anni daranno i loro frutti con una nuova direzione tecnica) Se parlassero allora forse capiremmo di più.

PACI__PACIANA
08 Giugno 2025 | 11.12
Io sono deluso da chi non è deluso, e spiego perchè, il rischio di mandare in vacca quello fatto negli ultimi anni è molto alto, avendo scelto un allenatore mediocre, non scarso, ma mediocre, e lo dice la sua carriera, ha fatto bene realmente solo a Crotone in serie B, a Verona, Tudor,  ha preso il suo posto ha fatto meglio, a Torino, Vanoli ha preso il suo posto ha fatto meglio. Non parliamo dell'ultima stagione, dove comunque gli riconosco molte attenuanti, questi sono dati oggettivi, non soggetivi basta vedere le medie punti. Il paragone con la scelta dell'Inter è una presa in giro, l'Inter è una big del calcio italiano, anche se dovesse fallire questa stagione, c'è qualcuno che pensa che il Milan che ha toppato completamente questa stagione, la prossima lotterà a centro classifica? Siamo realisti. Siamo sicuri che se noi toppiamo una stagione, poi abbiamo la forza di tornare in alto? La storia nostra e delle altre provinciali ci dice di no, dato oggettivo. Juric ha avuto due palle così ad accettare? Ma stiamo scherzando, Juric viene da due grossi fallimenti, e gli viene offerta la panchina di una squadra in Champion, sai che coraggio accettare, come per citare un esempio negli ultimi giorni ricorrente, ti caccia di casa la Letizzetto e tu hai le palle di accettare l'invito della Leotta, ma per piacere, credo che anche Nesta se glielo avessero proposto avrebbe accettato, fatemi un nome di un allenatore che ha avuto una stagione fallimentare che non avrebbe accettato, invece un Fabregas avrebbe avuto due palle, lasciare una realtà dove ha fatto bene per mettersi in gioco a Bergamo. Detto questo, l'augurio e la speranza, è che Juric possa diventare a Bergamo un ottimo allenatore. I tifosi amano la maglia, e l'amano a prescindere, ma il fatto di volere sempre il meglio per la propria squadra non è una forma d'amore? non vuol dire che se cadi ti abbandono, non è nella nostra natura di atalantini, ma ti spingo più che posso per raggiungere nuove vette, e ti dico in faccia, cara società, che ti sei presa un bel rischio, e sarò ben felice di riconoscere di essermi sbagliato. Concludo chiaramente  dato che è l'allenatore dell'Atalanta sosterrò Juric, ma questà è un'ovvietà, ma oggi visto i dati oggettivi, lasciatemi la mia delusione per la sceta.
WaddleBNA
08 Giugno 2025 | 10.45
Otello
08 Giugno 2025 | 09.58

Articolo interessante di cui condivido alcune cose e altre decisamente no. Io sono uno di quelli che non voleva assolutamente Juric come allenatore della Dea. I suoi ultimi 4 anni non depongono certo a suo favore. Non solo l'ultimo campionato tra Roma e Inghilterra, ma anche i tre precedenti al Torino, dal punto di vista del gioco e dei risultati, sono stati veramente disarmanti (anche se riconosco che allenare una squadra che ha come presidente quel maneggione taccagno di Cairo non deve essere facile).

Il punto però è un altro. Questo voler continuamente attribuire patenti di falsa atalantinita' a chi non è soddisfatto della scelta del nuovo mister, come se fossimo tutti tifosi dell'ultima ora, attratti dai risultati degli ultimi anni e pronti a mollare nel caso le cose andassero male. Io  penso invece che le obiezioni alla scelta della società siano, nella grande maggioranza dei casi, dovute al troppo amore x la Dea e anche chi, come me, contesta l'arrivo di Juric, spera ardentemente di dover fare ammenda a fine campionato di queste contestazioni. Non credo ci sia un solo tifoso atalantino che non speri in cuor suo di dire tra un anno "ma pensa che co....ne che sono stato a contestare l'arrivo del nuovo mister..."

Però vorrei fare una domanda anche a chi "contesta i contestatori"... 

Sinceramente, se una settimana fa Luca Percassi fosse venuto da voi e vi avesse detto "dimmi che vuoi come nuovo allenatore e ti garantisco che lo porto a Bergamo?" Quanti avrebbero risposto Juric?


dagliStates
08 Giugno 2025 | 09.13
Barbie
08 Giugno 2025 | 10.10
Otello
08 Giugno 2025 | 09.58

Articolo interessante di cui condivido alcune cose e altre decisamente no. Io sono uno di quelli che non voleva assolutamente Juric come allenatore della Dea. I suoi ultimi 4 anni non depongono certo a suo favore. Non solo l'ultimo campionato tra Roma e Inghilterra, ma anche i tre precedenti al Torino, dal punto di vista del gioco e dei risultati, sono stati veramente disarmanti (anche se riconosco che allenare una squadra che ha come presidente quel maneggione taccagno di Cairo non deve essere facile).

Il punto però è un altro. Questo voler continuamente attribuire patenti di falsa atalantinita' a chi non è soddisfatto della scelta del nuovo mister, come se fossimo tutti tifosi dell'ultima ora, attratti dai risultati degli ultimi anni e pronti a mollare nel caso le cose andassero male. Io  penso invece che le obiezioni alla scelta della società siano, nella grande maggioranza dei casi, dovute al troppo amore x la Dea e anche chi, come me, contesta l'arrivo di Juric, spera ardentemente di dover fare ammenda a fine campionato di queste contestazioni. Non credo ci sia un solo tifoso atalantino che non speri in cuor suo di dire tra un anno "ma pensa che co....ne che sono stato a contestare l'arrivo del nuovo mister..."

Però vorrei fare una domanda anche a chi "contesta i contestatori"... 

Sinceramente, se una settimana fa Luca Percassi fosse venuto da voi e vi avesse detto "dimmi che vuoi come nuovo allenatore e ti garantisco che lo porto a Bergamo?" Quanti avrebbero risposto Juric?


eligio71
08 Giugno 2025 | 09.32
dagliStates
08 Giugno 2025 | 09.13
spaentapassere
08 Giugno 2025 | 09.31
Delpraz68
08 Giugno 2025 | 08.47
Delpraz68
08 Giugno 2025 | 08.47
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unodibergamo
08 Giugno 2025 | 08.47
Delpraz68
08 Giugno 2025 | 08.47
Raptorblue
08 Giugno 2025 | 08.18
Raptorblue
08 Giugno 2025 | 08.18
estateindiana
08 Giugno 2025 | 08.18
Raptorblue
08 Giugno 2025 | 08.18
max68
08 Giugno 2025 | 08.03

Ciao Sigo ho letto con attenzione la.tua lettera che in parte condivido e in parte meno.Inanzitutto il titolo: l'Atalanta si ama ma si può anche discutere.Non mi sento un tifoso con "l'anello al naso" che deve farsi andare bene tutto quello che succede.Qui stiamo parlando di un Trauma che i tifosi devono assorbire e questo richiede un po di tempo.

Condivido che ci sono state reazioni spropositate,alcune offensive, che non condivido.Il " mal capitato" Juric ne è vittima ma se leggi con attenzioni i commenti degli ultimi giorni già il vento sta cambiando e sono certo che avrà il supporto di tutti i tifosi perché TUTTI qua dentro amano visceralmente l'Atalanta,perché ci identifichiamo con lei,come se fosse nostra figlia che scende in campo per difendere la ns identità,il ns senso di esistere come bergamaschi cittadini del mondo.

Detto questo non guardo in casa d altri mi limito a dire che siamo cresciuti e non vorrei tornassimo indietro,ognuno fa i conti con la propria realta'.Sono critico verso la società perché forse,dico forse si è cullata sulla certezza che sarebbe rimasto ma l "ambizione che lui ha avuto nei fatti è stata avallata parzialmente,da qui l'epilogo.

La società va pungolata,criticata costruttivamente,deve sentire( se c'è ne fosse bisogno) che il tifoso atalantino è diventato più esigente e che quindi ( avendo piene disponibilità economiche ottenute grazie al Gasp diciamolo chiaramente) deve continuare ad investire nella squadra al netto di chi partirà o rimarrà 

Forza Juric Forza Atalanta sempre