Ultimi commenti

SanPaoloneroblu
31 Maggio 2025 | 15.26
mmfa
31 Maggio 2025 | 15.15

È un giorno triste come è normale che sia, il dispiacere di oggi è profondo quanto le gioie di ieri. Ha voluto chiudere davanti al pubblico atalantino risparmiando una polemica che sarebbe stata una gatta da pelare tra tifosi e società. 

Questo addio da parte sua è una fedeltà a se stesso nel volersi sempre migliorare che si scontra con la prudenza che spesso ha contraddistinto la mentalità di chi dirige la società. Nonostante la possibile maggior gloria chi ci mette i soldi ha avuto paura che fosse troppo simile a Icaro osare a puntare al massimo.

Lo saluto con grande affetto e riconoscenza, avrei desiderato che si fossero spinti a fidarsi di più della sua esperienza e del suo istinto. Grazie per tutti gli insegnamenti, le enormi soddisfazioni, la caldissima passione e il temerario coraggio a mettere spesso anche da solo la faccia in situazioni difficili. 

Per noi che siamo piccoli bergamaschi sei stato odiato in quasi tutti i campi d’Italia, ti sei beccato le offese urlate e quelle scritte sia dai tifosi di tutti gli stadi che gli articoli e i servizi al veleno di pennivendoli e pseudo giornalisti (anche quelli che dovevano essere dalla tua parte a Bergamo). 

Hai dato gioia, portato davanti al mondo e innalzato ai massimi livelli il nome di Bergamo e della sua squadra. Ci hai regalato ciò che resterà per sempre e nessuno potrà mai toglierci. Sono onorato che tu sia cittadino onorario di Bergamo.

ora come per magia molti pennivendoli si convertiranno se vincerai nella capitale, ma vincere da noi è stata una impresa da letteratura e cinema sportivi. 

Per me e da me solo gratitudine e applausi, auguri di ottima salute e felicità privata, non posso certo sperare che tu dia gioia ai romanisti che ci odiano così cocentemente. 

Nulla e nessuno può scalfire quel che penso ed ho già scritto sul più grande allenatore ed insegnante che ci ha guidato al punto più alto della nostra storia.


Francisco d Anconia
31 Maggio 2025 | 13.56

Ora che il sipario sta calando e il lungo, irripetibile capitolo di Gasperini all’Atalanta si chiude, gioco i miei two cents per un’esortazione e un po’ di ottimismo.

L’esortazione è semplice: basta con la caccia al colpevole. Il Gasp? La società? Gli americani? Senza conoscere i fatti, è solo un esercizio sterile e spesso tossico. Si rischia di infangare chi, magari, meriterebbe solo rispetto. La verità - quella vera - la conoscono in tre: Percassi, Pagliuca, Gasperini. Stop. Tutto il resto è opinione. E nemmeno la prossima conferenza stampa cambierà questo: emergeranno i soliti luoghi comuni e dichiarazioni politicamente corrette.

Per questo sto alla larga dal tiro al bersaglio. È facile, ma inutile. E spesso ingiusto.

Poi c’è l’ottimismo.

Gasperini ci ha lasciato un’eredità immensa: ci ha ricordato che con lavoro, visione e coraggio si può cambiare la storia. Ha reso reali sogni che qui nessuno aveva mai osato nemmeno sognare. E quella lezione non se ne va con lui.

La società non è sprovveduta. Ha tutto l’interesse - soprattutto economico - a restare dove siamo. Non butterà via quanto costruito. Anzi, forse è l’occasione per far emergere chi finora è rimasto dietro le quinte. Perché diciamolo: attorno al Mister ha lavorato un gruppo silenzioso, solido, determinante. Qualcuno lì dentro potrebbe avere voglia - e ora anche l’occasione - di dimostrare che l’Atalanta è più grande di un solo nome.

È il momento di guardare avanti. Di scoprire se, dietro una figura carismatica, c’è davvero, come crediamo, una struttura forte e una filosofia vincente.

Chiudo con un’altra esortazione: se i risultati non arriveranno, evitiamo la fiera del dito puntato. Se un progetto fallisce, prima di dire “è colpa sua”, chiediamoci: era fatto male o è solo andata storta?

Non tutto ciò che finisce è perduto. A volte è solo l’inizio di qualcosa che non avevamo ancora imparato a immaginare

eligio71
31 Maggio 2025 | 14.41
Riply
31 Maggio 2025 | 14.29
lucanember
31 Maggio 2025 | 14.01
Scozia
31 Maggio 2025 | 11.53

Leggo commenti davvero ingenerosi sulla società, molti che prendono il mercato di gennaio come una prova della poca ambizione della società. Anche io ero rimasto deluso dalla sessione invernale, ma poi a mente fredda, e ragionando in maniera manageriale, ho cambiato idea. A gennaio nessuna società (a parte forse quelle degli sceicchi) investe decine di milioni, ed è comunque difficilissimo invertire le tendenze, al massimo puoi tappare qualche buco. Un dirigente deve considerare che i giocatori, sia pur infortunati in quel momento, sono sotto contratto, e dopo pochi mesi rientrano. Le mosse vanno ponderate con raziocinio e devono seguire dei piani e delle strategie. Il Napoli a gennaio ha venduto Kvara e preso Okafor ! Il Milan si è ulteriormente indebitato per comprare uno che gli ha fatto 3 gol e pagare milionate di ingaggio ad altri due (Walker e Felix) che hanno dato un contributo nullo. Ma di cosa stiamo parlando ? Noi lo scudetto non lo avremmo mai vinto quest'anno, non eravamo al livello ed i troppi gravi infortuni ci hanno limitato. Un lusso essere arrivati terzi !!! Piuttosto il nostro grande ex Mister, che NON AVEVA MAI COLPA DI NIENTE, si chiedesse come mai all'Atalanta ci sono stati 4 infortuni al tendine dell'inserzione dell'adduttore (Duvan, Bilal, Kosso e Scamacca) quando statisticamente è un tipo di infortunio raro, come mai siamo arrivati alla sfida col Bruges cotti e per tre mesi, non tre settimane, abbiamo camminato in campo. Questo si chiedesse ... Io sono stato spesso critico con la società in passato, e lo sarò ancora in futuro se riterrò giusto farlo, ma davvero molti tifosi (dell'Atalanta o di Gasperini ?) si meriterebbero un Cairo o peggio un Cellino. Lunga vita ai Percassi ed ai Pagliuca che danno solidità e visione lungimirante alla nostra Atalanta

Francisco d Anconia
31 Maggio 2025 | 13.56

Ora che il sipario sta calando e il lungo, irripetibile capitolo di Gasperini all’Atalanta si chiude, gioco i miei two cents per un’esortazione e un po’ di ottimismo.

L’esortazione è semplice: basta con la caccia al colpevole. Il Gasp? La società? Gli americani? Senza conoscere i fatti, è solo un esercizio sterile e spesso tossico. Si rischia di infangare chi, magari, meriterebbe solo rispetto. La verità - quella vera - la conoscono in tre: Percassi, Pagliuca, Gasperini. Stop. Tutto il resto è opinione. E nemmeno la prossima conferenza stampa cambierà questo: emergeranno i soliti luoghi comuni e dichiarazioni politicamente corrette.

Per questo sto alla larga dal tiro al bersaglio. È facile, ma inutile. E spesso ingiusto.

Poi c’è l’ottimismo.

Gasperini ci ha lasciato un’eredità immensa: ci ha ricordato che con lavoro, visione e coraggio si può cambiare la storia. Ha reso reali sogni che qui nessuno aveva mai osato nemmeno sognare. E quella lezione non se ne va con lui.

La società non è sprovveduta. Ha tutto l’interesse - soprattutto economico - a restare dove siamo. Non butterà via quanto costruito. Anzi, forse è l’occasione per far emergere chi finora è rimasto dietro le quinte. Perché diciamolo: attorno al Mister ha lavorato un gruppo silenzioso, solido, determinante. Qualcuno lì dentro potrebbe avere voglia - e ora anche l’occasione - di dimostrare che l’Atalanta è più grande di un solo nome.

È il momento di guardare avanti. Di scoprire se, dietro una figura carismatica, c’è davvero, come crediamo, una struttura forte e una filosofia vincente.

Chiudo con un’altra esortazione: se i risultati non arriveranno, evitiamo la fiera del dito puntato. Se un progetto fallisce, prima di dire “è colpa sua”, chiediamoci: era fatto male o è solo andata storta?

Non tutto ciò che finisce è perduto. A volte è solo l’inizio di qualcosa che non avevamo ancora imparato a immaginare

eligio71
31 Maggio 2025 | 13.40
PaciPaciana1907
31 Maggio 2025 | 13.32
dwight
31 Maggio 2025 | 13.22
Scozia
31 Maggio 2025 | 11.53

Leggo commenti davvero ingenerosi sulla società, molti che prendono il mercato di gennaio come una prova della poca ambizione della società. Anche io ero rimasto deluso dalla sessione invernale, ma poi a mente fredda, e ragionando in maniera manageriale, ho cambiato idea. A gennaio nessuna società (a parte forse quelle degli sceicchi) investe decine di milioni, ed è comunque difficilissimo invertire le tendenze, al massimo puoi tappare qualche buco. Un dirigente deve considerare che i giocatori, sia pur infortunati in quel momento, sono sotto contratto, e dopo pochi mesi rientrano. Le mosse vanno ponderate con raziocinio e devono seguire dei piani e delle strategie. Il Napoli a gennaio ha venduto Kvara e preso Okafor ! Il Milan si è ulteriormente indebitato per comprare uno che gli ha fatto 3 gol e pagare milionate di ingaggio ad altri due (Walker e Felix) che hanno dato un contributo nullo. Ma di cosa stiamo parlando ? Noi lo scudetto non lo avremmo mai vinto quest'anno, non eravamo al livello ed i troppi gravi infortuni ci hanno limitato. Un lusso essere arrivati terzi !!! Piuttosto il nostro grande ex Mister, che NON AVEVA MAI COLPA DI NIENTE, si chiedesse come mai all'Atalanta ci sono stati 4 infortuni al tendine dell'inserzione dell'adduttore (Duvan, Bilal, Kosso e Scamacca) quando statisticamente è un tipo di infortunio raro, come mai siamo arrivati alla sfida col Bruges cotti e per tre mesi, non tre settimane, abbiamo camminato in campo. Questo si chiedesse ... Io sono stato spesso critico con la società in passato, e lo sarò ancora in futuro se riterrò giusto farlo, ma davvero molti tifosi (dell'Atalanta o di Gasperini ?) si meriterebbero un Cairo o peggio un Cellino. Lunga vita ai Percassi ed ai Pagliuca che danno solidità e visione lungimirante alla nostra Atalanta

IVANO62
31 Maggio 2025 | 12.13
Scozia
31 Maggio 2025 | 11.53

Leggo commenti davvero ingenerosi sulla società, molti che prendono il mercato di gennaio come una prova della poca ambizione della società. Anche io ero rimasto deluso dalla sessione invernale, ma poi a mente fredda, e ragionando in maniera manageriale, ho cambiato idea. A gennaio nessuna società (a parte forse quelle degli sceicchi) investe decine di milioni, ed è comunque difficilissimo invertire le tendenze, al massimo puoi tappare qualche buco. Un dirigente deve considerare che i giocatori, sia pur infortunati in quel momento, sono sotto contratto, e dopo pochi mesi rientrano. Le mosse vanno ponderate con raziocinio e devono seguire dei piani e delle strategie. Il Napoli a gennaio ha venduto Kvara e preso Okafor ! Il Milan si è ulteriormente indebitato per comprare uno che gli ha fatto 3 gol e pagare milionate di ingaggio ad altri due (Walker e Felix) che hanno dato un contributo nullo. Ma di cosa stiamo parlando ? Noi lo scudetto non lo avremmo mai vinto quest'anno, non eravamo al livello ed i troppi gravi infortuni ci hanno limitato. Un lusso essere arrivati terzi !!! Piuttosto il nostro grande ex Mister, che NON AVEVA MAI COLPA DI NIENTE, si chiedesse come mai all'Atalanta ci sono stati 4 infortuni al tendine dell'inserzione dell'adduttore (Duvan, Bilal, Kosso e Scamacca) quando statisticamente è un tipo di infortunio raro, come mai siamo arrivati alla sfida col Bruges cotti e per tre mesi, non tre settimane, abbiamo camminato in campo. Questo si chiedesse ... Io sono stato spesso critico con la società in passato, e lo sarò ancora in futuro se riterrò giusto farlo, ma davvero molti tifosi (dell'Atalanta o di Gasperini ?) si meriterebbero un Cairo o peggio un Cellino. Lunga vita ai Percassi ed ai Pagliuca che danno solidità e visione lungimirante alla nostra Atalanta

GreteLuna
31 Maggio 2025 | 11.52