05-09-2017 04:44 / 63 c.

Il 14 agosto 2017, l’Atalanta ha giocato una prestigiosissima amichevole precampionato nel bellissimo Mestalla di Valencia. Un quotidiano locale online ha dedicato un bel pezzo a questa trasferta, e lo ha corredato con una fotografia che io ho trovato molto curiosa: un tifoso con la maglia atalantina, di spalle, che guarda il campo dall’alto degli spalti dello stadio spagnolo. Sulla maglia, un nome di quattro lettere: Doni.
Quando ho visto quell’immagine mi son detto: curioso che, dopo tutti questi anni, per alcuni o forse molti di noi, Doni sia ancora un simbolo da portare addosso, vero? Il fatto che Cristiano Doni sia ancora nei cuori di molti atalantini è indiscutibile, quanto piuttosto singolare. Si tratta senza dubbio di uno dei più grandi campioni che abbiano mai vestito la maglia nerazzurra, ed è stato, fino al momento del drammatico crollo, anche un forte catalizzatore di unione intorno ai nostri colori. Dal momento in cui sono venute alla luce le sue colpe nel caso del calcioscommesse, però, sulla sua figura si è creata una tempesta turbinosa.
Ora, dopo anni, c’è chi lo ha condannato e ripudiato definitivamente. Ma continua ad esserci, invece, chi lo ama ancora, si porta addosso la sua maglia come talismano nelle migliori occasioni, e magari vorrebbe rivederlo un’ultima volta in campo vestito di nerazzurro, magari negli ultimi 5 minuti di una delle prossime partite di coppa. Tra i due estremi, tutte le sfumature possibili.

Doni è stato un traditore? Oppure è solo un capro espiatorio, che paga, praticamente da solo, tutte le colpe di un sistema marcio?
Io davvero non lo so. Ho sempre avuto dei problemi nel prendere posizione e nel giudicare. Credo che sia troppo facile esprimere giudizi da un punto di vista “benpensante”, sulla base di categorie facili da applicare, perché in genere la vita è più complessa di come appare a prima vista. Analizzato a fondo, anche il tema del tradimento ci costringe infatti a riflessioni non ovvie a un primo sguardo superficiale.

Tra le persone che hanno coraggiosamente affrontato questo spinoso tema, due autori come Bertrand Russell e Jorge Luis Borges, entrambi intenti ad analizzare il ruolo del traditore per eccellenza: Giuda Iscariota.
Forse sembrerà blasfemo ad alcuni un paragone tra Giuda e Cristiano ma, a parte l’assonanza misteriosa dei rispettivi nomi, io mi sento di azzardarlo anche solo in considerazione del fatto che per tutti noi, qui dentro, l’Atalanta è una fede.
E forse mi aiutano le parole di Borges dedicate allo scritto che vi riassumerò in seguito, che ne anticipano gli spinosi contenuti:


“In un cenacolo di Parigi o anche di Buenos Aires, un letterato potrebbe benissimo riscoprire le tesi di Runeberg; queste tesi, così proposte in un cenacolo, sarebbero leggeri ed inutili esercizi della negligenza e della bestemmia”.

Comincio quindi il mio esercizio di negligenza e di bestemmia da Bertrand Russel, e dal suo fantomatico (perché non sono riuscito a trovarne traccia) ma peraltro citatissimo saggio The problem of natural evil (Tradotto in Il problema della malvagità naturale, che però io tradurrei: Il problema del male naturale). In questo scritto del quale, ripeto, non ho trovato la fonte originale, Russell individua quattro gravi contraddizioni nel fenomeno della condanna di Giuda alla vergogna eterna:

Se Gesù aveva previsto il tradimento di Giuda, allora Giuda non aveva nessun libero arbitrio e non poteva evitare di tradire Gesù. Quindi, Giuda non può essere ritenuto colpevole

Se Giuda non ha il controllo la propria azione di tradire Gesù, perché essa è semplicemente parte essenziale del disegno complessivo della redenzione, allora la sua punizione e rappresentazione come traditore, nella cultura occidentale, non è meritata

Se Giuda è stato mandato all'Inferno per il suo tradimento, ed il suo tradimento era un gradino necessario nella morte di Gesù Cristo per la redenzione dell’umanità, allora Giuda è stato punito per la salvezza umana

Se Gesù ha sofferto soltanto mentre moriva sulla croce ed è quindi asceso al Paradiso, mentre Giuda deve soffrire per l'eternità nell'Inferno, allora Giuda ha sofferto per i peccati dell'umanità molto più di Gesù, ed il suo ruolo nella penitenza è molto più importante


Borges probabilmente fa tesoro delle riflessioni logico-filosofiche di Russel, e le impasta in una narrazione affascinante. Con la licenza che può permettersi un poeta, egli fantastica, nel suo Tre versioni di Giuda, che un immaginario teologo svedese di nome Nils Runeberg abbia trascorso tutta la propria vita studiando la questione di Giuda, producendo tre grandi opere dedicate al tema.

Nella prima versione del libro Kristus och Judas (Cristo e Giuda), Runeberg sosterrebbe (se fosse davvero esistito) che Giuda altro non era che il riflesso specchiato di Gesù nel mondo degli uomini. Essendo Gesù il salvatore inviato dal cielo, Giuda si assumeva l’onere di essere l’uomo che gli permetteva, grazie al suo tradimento, di prendere il cammino verso la redenzione.
Questo perché, senza il tradimento di Giuda, non ci sarebbero state nessuna passione né resurrezione, e dunque nessuna redenzione. Secondo il libro immaginato da Borges, dunque, da discepolo del Verbo, Giuda si è abbassato coscientemente alla condizione di delatore e, infine, di ospite dell’Inferno.
Così come l’ordine inferiore è specchio del superiore, così come le macchie della pelle sono una carta delle costellazioni incorruttibili, così Giuda, nella sua scelta, rispecchia Gesù.
La figura di Giuda esce così dall’ombra eterna della riprovazione, e comincia ad assumere un ruolo, inferiore ma pur sempre essenziale, nel disegno della redenzione. Da una parte si trova il Cristo, uomo ma divino, dall’altra parte, ma non meno importante, sta Giuda, il riflesso di Gesù nel mondo degli uomini comuni, privi dell’incorruttibilità divina. Ma in questo suo essere, Giuda è necessario non meno di quanto lo sia Gesù.

Nella storia narrata da Borges, Runeberg viene sommerso dalle critiche per questa sua audace tesi, e decide di riscrivere il suo libro. Tuttavia, le tesi che propone appariranno ancora più audaci. Secondo l’immaginario teologo, infatti, secondo quelle che Borges descrive come “oblique ragioni di ordine morale”, nella seconda versione del suo libro il sacrificio di Giuda viene considerato persino più grande di quello dello stesso Gesù.
Questa la sequenza logica del ragionamento: Runeberg “dapprima ammise che Gesù non aveva bisogno di un uomo per redimere tutti gli uomini. Poi argomentò: Giuda era stato scelto da Gesù come suo apostolo, con le medesime prerogative di tutti gli altri apostoli. Ma un uomo scelto dal Signore merita la più benevola interpretazione dei suoi atti: non può dunque ritenersi che il tradimento fosse motivato dalla cupidigia. Anzi, Giuda lo compì per eccesso di ascetismo.
L’asceta mortifica la carne, egli mortificò lo spirito.
Rinunciò all’onore e al regno dei cieli per gigantesca umiltà; si stimò indegno di essere buono; cercò l’Inferno, perché la felicità del Signore gli bastava. La felicità, ritenne, è un attributo divino, che non pertiene agli uomini. Giuda scelse quelle colpe cui non visita alcuna virtù: l’abuso di fiducia e la delazione”,

Ovviamente, lo scandalo suscitato da questa seconda versione del libro fu ancora superiore a quella precedente. Runeberg si trovò a lavorare nel più competo isolamento per il resto della propria vita. Finché, poco prima di morire per la rottura di un aneurisma, pubblicò un ultimo libro. Il libro si intitola Den hemlige Frälsaren (Il Salvatore segreto). Runeberg vi sostiene che il sacrificio di un pomeriggio trascorso sulla croce non può essere paragonato con quello dell’accettare il disonore e la riprovazione eterna. Vi matura quindi la tesi per cui un Dio in forma umana dovesse essere “interamente uomo, uomo fino all’ingiustizia”. Secondo questi nuovi argomenti, Dio s’abbassò alla condizione di uomo per la redenzione del genere umano; e fece in modo che il suo sacrificio fosse perfetto, privo di omissioni.
A supporto di questa tesi Runeberg sostiene, per esempio, che la figura di Gesù come Dio fattosi uomo è di difficile accettazione, perché: “Affermare che fu un uomo e che fu incapace di peccato, implica una contraddizione: gli attributi di impeccabilitas e di humanitas non sono compatibili”.
Per superare questa e le altre contraddizioni, sembra necessario ammettere che per compiere davvero e fino in fondo il proprio disegno: “Dio interamente si fece uomo, ma uomo fino all’infamia, uomo fino alla dannazione e all’abisso”.

Forse vi siete già resi conto di dove vada a parare quest’ultimo illusorio libro del fittizio teologo Nils Runeberg. La tesi è paradossale, ma al tempo stesso è così agghiacciante che mentre la scrivo mi si accappone la pelle. Si tratta infatti di una tesi talmente audace da essere definita dallo stesso Broges “mostruosa”:
Scrive infatti Borges che, secondo Runeberg, Dio: "…al fine di salvarci, avrebbe potuto scegliere uno qualunque dei destini che tramano la perplessa rete della storia. Sarebbe potuto essere Alessandro, Pitagora o Rurik, oppure Gesù. Scelse un destino infimo. Fu Giuda”.

E, giunti alla fine di questo capovolgimento della figura del traditore, e questo punto io mi chiedo: nella stessa misura in cui Dio può essere Giuda, può Doni essere l’Atalanta? In quale misura il tradimento di Doni ha permesso all’Atalanta di essere quello che oggi è?

Una risposta a questa domanda potrebbe, forse, spiegare l’amore che alcuni continuano a provare per lui.

 

FRANCESCO64

di Staff




  1. Finalmente Francesco!
    Grazie per il tuo articolo.
    Al di là di ogni giudizio era ora che si cominciasse a riparlare di Cristiano Doni come uno dei migliori giocatori dell'Atalanta dei tempi moderni.
    I commenti al tuo articolo sono lì a dimostrare che è arrivato il momento di rivedere quanto è successo. Che Cristiano abbia sbagliato è fuori di dubbio così come è vero che, dopo avere pagato la sua colpa, a differenza di altri, a lui non è stata data una seconda possibilità.
    Io credo che sia venuto il momento di riconoscere a Cristiano Doni la possibilità di camminare "a testa alta" per le strade della sua città.


  2. Beh, io conservo nell'armadio la maglia ufficiale con la patch della Lega B di Doni, dallo stesso autografata con tanto di dedica.E' stato un regalo e io me la tengo stretta, ma non perchè di Doni, bensì perchè è la maglia della mia squadra.
     
    E solo questo conta
     


  3. Nessuno come lui...abbiamo avuto grandi capitani..ma insieme a Glenn è il capitano..è colui che ha incarnato lo spirito dell'atalantino bergamasco oltre ad essere un campione, e per me lo era, in campo.
    Su quello che è successo dopo, tanti parlano, tanti accusano, chi sa come sono andate le cose sa particolari che in pochi sanno.
    Dal canto mio, Doni l'ho perdonato, altri no, e son felice di non vederli più con la nostra maglia.
    Sul fatto delle condanne, standiamo un velo pietoso, abbiamo un capitano della nazionale che giocava in tabaccheria 1,5 milioni di euro, e che a oggi è indebitato da far paura... abbiamo l'ex allenatore della nazionale che ha il 90% dei suoi giocatori a Bari e Siena squalificati, ma è stato solo condannato per omessa denuncia. Un albinoleffe in cui tutti i portieri sono stati condannati che ha preso 9 pt totali o 11 solo perchè giocavano per perdere.


  4. Francesco, di solito mi trovo d'accordo con quello che scrivi, ma questo scritto mi sembra un concentrato di seghe mentali: ho fatto fatica ad arrivare in fondo e non ho capito bene tutti i paragoni.
    per restare al barista, sono un po' fuori dal coro ma la vedo così:
    1) è stato un gran giocatore, non pensò il più grande della Dea, ho visto giocare i vari Stromberg, Caniggia e Evair ai tempi in cui un'Udinese poteva permettersi Zico e penso fossero di un altro livello, ma ci ha riempito di melma al punto tale che le scorie si vedono ancora oggi
    2) a chi sbaglia io do una seconda possibilità. A chi mi prende per il kulo spergiurando davanti a tutti la propria innocenza fino a che non viene beccato con le mani nella marmellata, chiudo tutto. Da quel giorno l'uomo Doni per me non esiste più, resta solo il ricordo dell'ottimo giocatore
    3) ha amato la Dea? Beh, sono in molti a farlo senza metterne a rischio la reputazione
    4) ai dietrologi del "ha coperto qualcosa più grande di lui" dico portate le prove. Altrimenti resta una difesa puerile di un uomo mediocre
    a Doni non posso che augurare di riflettere su quello che ha fatto e cercare di trarne un insegnamento. Per me lui non esiste più, ho solo il ricordo delle sue grandi giocate
     


  5. Caro Francesco, ti stimo. Ma questa carrellata di sofismi per dare un puntello alla redenzione del cristiano doni (calcisticamente un grande) è avvilente.
    Tirare in ballo paragoni con Cristo applicando interpretazioni tirate per la capocchia da piedistalli intellettuali con molte crepe è un'operazione fascinosa ma accecante.
    Il nostro, molto probabilmente scommettitore seriale fin da giovane (2001 la Pistoiese...), ci ha inchiappettato tutti quanti e se l'ano non vi brucia più vuol dire che siete assuefatti. Contenti voi...
    Grandi temi come la complessità del reale, il libero arbitrio, la difficoltà di giudicare... vengono tirati in ballo per elevare il 27/72 a uomo del Destino, senza cui la nostra Dea non sarebbe dov'è. 
    Qualcuno parla di capro espiatorio (te pareva): a esser larghi,al massimo ladro di polli (e pollo lui stesso) in mezzo a professionisti del malandare.
    A me non interessa la vendetta o la persecuzione, qualche anno fa qui sul sito avevo scritto cosa pensavo per far uscire con dignità cristiano dal pantano: affronta il popolo atalantino, confessa tutto,  chiedi scusa e (possibilmente) cambia mestiere. 
    Ma così rischiamo di farci far fessi all'infinito: il mondo deve saper dire basta con certi comportamenti, non per moralismo ma per rispetto verso chi vive come Stromberg...


  6. Chi e senza peccato scagli la prima pietra e al povero Cristiano ne sono arrivate addosso camionate
    XDONIamolo  e basta!!


  7. quegli anni son successe cose strane, e non mi riferisco solo alla vicenda calcioscommesse.
    Che poi ritengo che ci è andata molto ma molto di lusso, Doni per chi non ha i paraocchi è chiaro che ha pagato anche per colpe di altri.
     


  8. maraDONI.
    SOLO ATALANTA TUTTO IL RESTO AVANZA 


  9. Innanzitutto COMPLIMENTI vivissimi per l articolo a Francesco, comunque lo si giudichi resta uno scritto ben fatto. Io personalmente al pensiero/ricordo di Cristiano Doni ho due reazioni sempre uguali in sequenza: quanto mi hai fatto soffrire per quello che è successo....quanto ho sofferto non vederti più in campo con la nostra maglia! Secondo me sbagliare è umano e perdonare è da pochi. Io sono nel secondo gruppo 


  10. Andreaneroblu -
     05/09/2017 alle 16:55
    E' impossibile giudicare un figura complessa come quella di Cristiano Doni attraverso la morale della piccola borghesia salottiera, nutrita da ipocrisie da crocifisso e qualunquismo giustizialista. Se Cristiano avesse vissuto "solo" per i soldi, avrebbe chiuso la carriera a Palermo o a Roma, dove gli avrebbero garantito (estati 2007 o 2008) ingaggi doppi o tripli di quelli percepiti a Bergamo. La sua colpa (perché colpa c'è indubbiamente stata) è stata quella di giocare con l'onnipotenza da impunità. La sua superficialità risiede in questo. Risiede proprio in quella sua tragica scelta di essere andato al di là (e non al di qua..) del bene e del male, perché falsare una o più partite (mai a perdere, comunque..) presumendo - a torto - di essere aldi sopra di quella invevitabile dicotomia, è la tipica presunzione di chi abusa della propria grandezza per evitare l'abbraccio etico di ogni azione. E giustamente ha pagato questa sua presunzione. Ma storicamente lui è uno dei più grandi atalantini di sempre. Maglie nerazzurre più sudate della sua a fine partita non ce n'erano. Anche quando veniva espulso. Se con la mente e con l'affetto ricordiamo le fasce al braccio di GianPaolo Bellini e di Massimo Carrera, con il cuore - invece - di capitano c'è uno e uno solo: Cristiano Doni. E anche quelli che lo maledicono è perché inconsciamente di lui sono ancora follemente innamorati. Come me.


    • SergiodeBrusa -
       05/09/2017 alle 18:55
      Ciao Andreaneroblu rispetto il tuo pensiero anche se non lo condivido , la mia opinione l ho già espressa nei post precedenti e non voglio ripetermi,  condivido con te solo la parte finale. 
      In effetti più sei innamorato di una donna e più il suo tradimento ti fa star male. ..e questa equazione vale anche per Doni e i tifosi della Dea. 


    • analisi perfetta, sciapò



    • Concordo!!!!!!!


      • Per quel poco che ne so  abita ancora a Bergamo.E so che segue con interesse le vicende atalantine.
        Credo che qualcun altro al suo posto sarebbe sarebbe scappato via dalla ns provincia.
        Sono fiduciosa ..come per Masiello..anche lui merita una seconda possibilita'.E' questione solo di tempo..
        Come dice il proverbio...Il tempo e' galantuomo...



        • SergiodeBrusa -
           05/09/2017 alle 18:37
          Cara Dani, io per rispetto ad Andrea non accumunerei le due vicende,mentre per Doni è stata una scelta libera personale senza nessuna imposizione, dettata dal Dio denaro, e da manie di onnipotenza 
          Masiello è stato adirittura minacciato dai propri tifosi ,rischiando la propria incolumità. 
          Secondo,  non mi risulta che una volta indagato Andrea abbia spergiurato sulla propria innocenza,  e soprattutto ha chiesto scusa per i propri errori. 
          Due casi che hanno ben poco in comune....
           
           
           


          • brao sergino hai fatto bene a puntualizzare.
            il raimondo ha fatto quel autogol sotto minaccia attiva dei suoi stessi tifosi ultrà...non per comprarsi la lamborghini ultimo modello..
            sai com'é c'é ancora qualche romanziere che continua a dire e scrivere che ha tradito i suoi tifosi...


          •  SergiodeBrusa oncordo! ...in effetti  credo di essermi espressa male.Sono due vicende completamente diverse. Però dagli sbagli più o meno gravi va data una seconda possibilità..Naturalmente in ambito calcistico.. certo  se fosse un tradimento a livello personale. .ah be'..tutt'altra storia!Altro che seconda possibilità..


            • SergiodeBrusa -
               05/09/2017 alle 22:12
              Ah ah ,a se ti si tocca sul personale non sei così propensa al perdono eh Dani 


  11. come tanti Doni l'ho amato per il suo essere Atalanta,
    come tanti l'ho odiato per il tradimento,
    ma quando fu arrestato gli indirizzai un invito, "sii uomo, gli errori si fanno, chi sbaglia in buona fede deve ammettere l'errore e porvi rimedio" per me l'ha fatto
    Per buona fede non intendo in senso letterale ma nel senso dello schifo in cui si sguazzava in quegli anni (e forse anche ora) con i vari Mauri, Bonucci, Buffon, Signori, Preziosi, Lotito, Facchetti, Moggi ecc... per non lasciar fuori nessuno, che facevano quello che volevano in barba a tutti.
    Poi nello stato in cui viviamo gli unici che hanno pagato veramente sono quelli che si sono presi le loro responsabilità gli altri nascosti dietro le mafie e protettori.


  12. ROMAGNANEROBLU -
     05/09/2017 alle 16:20
    Grande Francesco64 sia per la profondità dell argomento ( Jesus Christ Superstar e'una commedia musicale giudacentrica ) sia per L accostamento con Doni ( rimarrà nonostante tutto un mito )


  13. Yeti_Orobico -
     05/09/2017 alle 14:49
    Un grande parlare per un piccolo uomo


  14. Considerando che Francesco vive fra gli Elvezi ricordo che si potrebbe leggere la vicenda anche attraverso gli occhi di Durrenmatt, è il caso che regola il mondo e Doni quando ha scommesso vestiva la maglia dell'Atalanta, ma avrebbe potuto verstirne un'altra e avrebbe scommesso ugualmente, quindi il gesto è sempre lo stesso ma la ricaduta diventa casualmente a sfavore di una squadra o un'altra.....
    Se invece si vuole rientrare nel solco proposto da Francesco a mio avviso c'è il rischio di essere colti da grosse paure o dubbi, perchè se Doni è Giuda chi è Dio.... chi ha ordito la trama della vicenda o per quale Dio il Giuda/Doni si è sacrificato ? L'Atalanta è la risposta a cui giunge la conclusione ma l'Atalanta non è un'entità metafisica........


  15. Le vicende di una vita comportano positività e purtroppo anche negatività. Doni è stato per i colori nerazzurri uno dei rappresentanti più validi ed entusiasmanti e nessuno di noi può negare di essersi letteralmente acceso per le sue giocate. Purtroppo l'odio è la dilatazione opposta dell'amore e, più l'affetto è grande, maggiore sarà il sentimento repulsivo, qualora avesse ad esplodere. Bisogna rammentare che tutti sbagliamo ed è impossibile, per ciascuno di noi, trovarsi nella condizione di poter impunemente scagliare pietre contro coloro che hanno sbagliato. Il suo comportamento è stato un grave errore, ma direi proprio che l'ha abbondamente scontato e continua ancora a pagarlo, avendo perso innumerevoli possibilità di mettere a profitto le benemerenze acquisite sul campo. A mio avviso ora dovrebbero cadere gli astii che troppi ancora alimentano, tenuto conto che, altri suoi colleghi calciatori, certamente non meno colpevoli, hanno trovato la maniera di evitare le conseguenze che Cristiano ha pagate: sino in fondo. Noi, che ne abbiamo condiviso l'eccellenza, saremmo dei meschini se dovessimo focalizzarci unicamente sul suo errore, anche se, da questo a volerlo in qualche modo partecipe della dirigenza, ce ne corre...


  16. infatti...
    da quel che si sa ha solo stretto la mano al gerva negli spogliatoi prima di ata-pia (3-0)
     
    ...la storia lo assolverà

     


  17. Argomento che a molti di noi, se non a tutti, apre vecchie ferite mai rimarginate del tutto.
    E questo avviene solo per i Grandi, nel bene e nel male. E Cristiano un grande lo è stato per davvvero. Grande Calciatore, grande Atalantino e, per sua stessa ammissione, Grande C...ne .
    Ma paragonarlo ad un traditore come Giuda francamente la vedo una grossa ed errata forzatura.
    L'apostolo ha VENDUTO il Messia.
    Doni NON CI HA MAI VENDUTO !
    Ha sbagliato e pagato il debito che gli è stato comminato . Punto.
     Ma tra i tanti burattinai e burattini coinvolti e' stato  presentato il conto soprattutto a lui.  Perchè?
    Sapremo mai la VERA verità?


  18. Condivido in pieno il messaggio di Mostam. Ognuno é libero di pensare come crede. Fra un po' di anni ne sapremo di più per emettere giudizi definitivi. Provo tanta simpatia per il mio Capitano e forse il mio giudizio non è equilibrato. Avercene uno come lui in campo ora:sarebbe oro colato. Ciao a tutti voi amanti della Dea 


  19. Il calciatore più forte della Dea di tutti i tempi.
    Il calciatore che più ha infangato il nome della Dea di tutti i tempi.


  20. Addirittura  la passione di Cristo!
    Ól Cristiano x me é stato il calciatore della Dea più grande di tutti i tempi. Un top player  che é stato, é e rimarrà per sempre (!!!)  una parte importante della nostra storia!
    Quindi trovo giusto, corretto e sacrosanto portare con orgoglio  (a cràpa ölta) la sua maglia.
    E x restare ai sacri scritti, volevo ricordare ai duri e puri che ho letto qui sotto : "SOLO CHI È SENZA PECCATO SCAGLI LA PRIMA PIETRA."
    Su bene Cristiano  
    #iostocol27
     


    • SergiodeBrusa -
       05/09/2017 alle 13:06
      Eh no caro Mostam  troppo comodo , io sono pieno di peccati ma non devo rendere conto al popolo atalantino perché non sono un personaggio pubblico in primis. Non ho preso in giro tutti i tifosi e sopratutto non ho vestito i panni del capro epiatorio facendomi difendere dale persone che credevano in me al punto di giurare sulla mia innocenza.
      I peccati li facciamo tutti e normalmente chiediamo scusa alle persone a cui abbiamo fatto il torto se siamo pentiti davvero. ...


  21. Il caso Doni resta misterioso, volutamente da parte della società non si è mai fatta chiarezza al 100%
    io ritengo che lui magari abbia avuto qualche colpa ma si sia fatto carico di tutte le responsabilità per amore, altrimenti non si spiega il fatto che dopo tutto il casino sia ancora a BG.
    sul lato del calcio giocato non c è bisogno di esprimere giudizi, il papu poteva allacciargli le scarpe al massimo.
    fosse stato più raccomandato o più leccaculo avrebbe fatto la stessa carriera dei vari del Piero e Totti.
    anche caratterialmente in campo ha dato più di tutti quelli che hanno vestito la nostra maglia,si trascinava la città sulle spalle, eravamo noi e cristiano doni contro il mondo.
    .... forse nessuno ti ha detto mai... cosa sei stato tu per noi 
    C È SOLO UN CAPITANO 27/72
    propongo allo staff di introdurre il faccione del cristiano mentre esulta come emoticon .. non ci sono paragoni


  22. Potro esprimere un parere lo stessi giorno
    Che qualcuno mi spiega come 1-2 giocatori
    Possono modificare un risultato frutto di un gioco di 22 persone
    E allo stesso tempo in quel campionato...la necessita di farlo


  23. Io in tutte le mie maglie di calcetto ho il numero 72 per me è il miglior giocatore che abbiamo avuto.Ha pagato per tutti guardate Buffon ladrone scommettitore incallito e siamo ancora qui a dire. Ne è il miglior portiere di sempre. come diceva lui a testa alta


  24. Lettera con riflessioni che denotano amore. Potrebbe anche risultare ad alcuni.......provocatoria.
    E mi spiego, Francesco
    ---------------------------------------------------------
    Sono tra quelli che nn lo hanno perdonato. Ci ha mentito, ha mentito alla societa', ai legali della stessa, ci ha messi ingrave difficolta'.
    Pero'..................il tempo e' taumaturgico.
    Ed, anche alla luce dei comportamenti nn professionali, mercantilistici e vilmente pecuniari di alcuni dei recenti pedatori (scelta del termine NON CASUALE!) della DEA ( rif. il sig. conti ed il sig spinazzola) sto' ponendomi delle riflessione sul capocannoniere di ogni tempo.
    Infatti, il suo attaccamento alla maglia ed amore GENUINO per la DEA e BG nn vnno sottovalutati.
    ............e, forse, quando si conoscera' TUTTA la verita' con la "V" maiouscola, magri,......e dico forse......
    ci scappera' anche di................Ringraziarlo!!
    Per ora .....rifletto!!
    Solo per la DEA


    • Sottile come sempre, amico mio !!!


  25. faccio i complimenti a Francesco64 per la preparazione,articolo molto interessante.
    resto convinto che al di la di bene o male,positivo o negativo,ogni azione porta a un risultato,per cui quel che e' la nostra attuale storia deriva in qualche misura da tutto cio' che si e' compiuto nel passato
    poi sono d'accordo con Maleldil...noi cercavamo in lui un simbolo,un Dio,mentre lui era solo una persona,anche piu' meschina di tante a quanto si e' rivelato. Comunque il giocatore,l'immagine di quello che ha fatto sul campo,resta per me sempre impressa e importante. In realta' piu' dello sporco che puo' aver commesso fuori.


    • ..........umani, non "D"ei...........


  26.  
    state preparando il ritorno,tastando il polso dei tifosi?
    ormai la squalifica è prossima al termine,
    lui sappiamo che fa una specie di mediatore  e forse(anche senza forse) ha già collaborato con l' Atalanta
    Pesic lo ha portato lui,lo sanno tutti
    sotto al lavoro di avvicinamento/convincimento di Maran,poi andato come è andato, c'era lui
    e altre che non so
     
    io,l'ho perdonato da quasi subito,l'ho sempre scritto,
    ma da qui a ritornare,sotto qualsiasi veste all' Atalanta,non sarei d' accordo
    lascerebbe sempre adito a ombre,risolini,congetture,
    quella volta che fai un risultato inaspettato,..eh beh ci avrà pensato Doni,
    quella volta che perdi inaspettatamente,tutti a pensare ci avrà messo lo zampino Doni,ecc ecc
    per questo lo lascerei lontano,perdonato,ma andare avanti per due strade diverse,su ruoli ufficiali in società intendo,
    come mediatore o quel che fa adesso,se porta qualche giocatore,ma lui resta nell' ombra,può andare bene
     
    sul paragone semi blasfemo  e sulla conclusione dell' utilità del male
    per me No
    non era un male necessario e non è stato di nessuna utilità
    abbiamo perso molto in immagine,che solo adesso a fatica stiamo (forse) riconquistando,
    abbiamo rischiato seriamente di fare la fine del Lecce,che dopo 6 anni è ancora in C
    se non c'era alle spalle una società forte,ben strutturata e organizzata (giovani,Zingonia ecc),non esistevamo più
    il tutto per la sua sete di fare qualche soldo in più(che già guadagnava bene)
    oppure per una specie di Ludopatia,che però da quella non bastano far passare gli anni di squalifica,da quella devi curarti e non so se lo ha fatto
     
    come calciatore e basta ,giudicato dentro quei cento metri di prato verde, n°1 di sempre

     


    • maran, pesic??? chi altro??? quale sarebbe il ruolo di doni? mi sfugge qualcosa, dato che dici che lo sanno tutti


      • Ciao
        beh... mi sembra fosse passata,  e già scritta anche qui  sul sito in qualche  occasione che ora non ricordo,
        Il nuovo lavoro di Doni è fare il mediatore calcistico,cosa voglia dire di preciso ,non so
        probabilmente è una specie di procuratore solo che non avrà ancora ottenuto la licenza,o il patetino o quel che necessita per  esercitare la professione
         
        Pesic lo ha consigliato /portato lui, e se ti ricordi l' unico gol che Pesic ha fatto con la nostra maglia fu in una partita di coppa Italia contro il Pescara al 90° e che gesto fece?il gesto a testa alta di Doni,da li qualcuno  ha cominciato a chiedere, investigare, eccetera,ed è uscito appunto che  a portare qui Pesic aveva molto influito/intermediato/chiamalo come vuoi, il Doni Cristiano,nella sua nuova veste, questo è stato scritto anche altre volte ,da altri utenti
         
        Quello su Maran invece faceva parte della "soffiata" che mi avevan fatto a suo tempo sull' interessamento da parte dell' Atalanta a Maran.
        per la verità,(tanto sono passati 2 anni si può dire), a me avevano detto di un vero e proprio precontratto già firmato,poi si è messo di mezzo Campedelli ,e tutto quello che sappiamo inutile ripeterlo
        anche in quel caso il mediatore pare fosse Doni,quello però non l' ho mai scritto, perchè avevo ritenuto non maturi i tempi
        adesso la squalifica di Doni è finita, ha pagato quello che doveva pagare, se gli piace fare quel lavoro li ,ha il diritto di farlo,lo troveremo in giro come mediatore/procuratore/propositore di calciatori,
        insomma credo che sia ufficialmente e con gli stessi diritti degli altri sul mercato come operatore del settore
         
        del resto protagonisti del ben peggiore scandalo del calcioscommesse anni 80, (con i carabinieri sui campi ad arrestare le persone),i vari Giordano,Rossi e quant' altri,sono belli imperterriti in giacca e cravatta nelle trasmissioni televisive  ad impartire lezioni,quindi non vedo perchè non possa tornare a vita normale anche Doni
        ripeto ,per questioni di opportunità,preferirei però non nell'Atalanta
         
        la squalifica è finita,ne risentiremo parlare,stai sicuro
        Ciao
         
         


        • sul contratto prefirmato a maran beh pare chiaro che non c'erano dubbi...non mi tornava l'accostamento a doni, di cui sento per la prima volta del nuovo "lavoro"...grazie per le informazioni, a quanto pare sei ben informato di queste dinamiche


          •  
            ho solo una discreta memoria
            Doni ha sempre continuato a vivere a Bergamo, allena ,gioca (o si allena) in una squadra di calcetto,va nei ristoranti, eccetera
            insomma vive tra di noi e con qualcuno comunica,poi di rimando qualche notizia arriva
            bisogna filtrarle,alcune saran vere altre no,alcune sono boiate che mi trattengo a stento da non ridere in faccia a chi le racconta,
            non ho conoscenza diretta con lui,registro quello che mi dicono,poi se una cosa la dicono in tanti prende più peso(anche se comunque non è detto che sia vera)
            Ciao


            • Se è come dici e ci ha portato un fenomeno come Pesic ... forse è meglio se ci ripensa ancora un po' e trova un altro lavoro ... 


            • ok grazie....io questa voce che ora fosse "procuratore" mai l'avevo sentita...grazie della soffiata


  27. Complimenti Francesco per un articolo davvero scritto bene con spunti di riflessione che hanno in maggior parte stimolato una discussione civile ed interessante.
    Non voglio entrare nel merito perché la mia posizione su Cristiano é nota ed assolutista.
    Pongo invece alla tua attenzione uno spunto di lettura dell'intera vicenda attraverso la lente della "Ragion di Stato": esistono più e più esempi di servitori dello Stato chiamati ad azioni che, a prima vista, non avevano alcuna logica se non quella criminale o addirittura terroristica...poi il tempo ha fornito chiavi di lettura diverse.
     
    Ad Majora 👋🏼



  28. beh, io per la prima partita in casa (Roma) ho visto uno con la maglia di Conti, che mi dite?
    bello scritto ma a volte senza troppe riflessioni, spesso..molto spesso la gente nemmeno guarda al significato intrinseco di quanto scritto sulla maglietta (in questo caso un nome proprio).
    Personalmente nn entro in dibattito, è solo passato..
    x completezza del tracconto cmq Giuda (se nn ricordo male) primo guardò negli occhi il tradito, lo baciò e dopo il fattaccio buttò i 30 denari e si uccise.
    Free to be


  29. Articolo molto bello ed intrigante (dal punto di vista teologico e riguardo la figura di Giuda), ma il paragone secondo me non regge ....
    Volendo stare nell'ambito del paragone evangelico, Doni mi sembra piuttosto paragonabile a Gesù Cristo che, portato da Satana sul pinnacolo del tempio dopo i 40 giorni nel deserto, cede alle sue lusinghe anzichè continuare la sua opera come Figlio di Dio (o della Dea, nello specifico).
    Che poi sia stato punito più duramente di altri non cambia la sostanza del tradimento perpetrato verso una squadra e una città che per lui avrebbero fatto qualsiasi cosa.
    Che poi sia stato, dal punto di vista tecnico e del carisma, uno dei giocatori più grandi della storia dell'Atalanta non è in discussione, ma anche per questo la sua responsabilità è stata ancor maggiore.


  30. Mi spiace ma resterà sempre un piccolo uomo che per avidità ha tradito un popolo intero. Non importa se è stato il solo a pagare, ricordo ancora il giorno del raduno quando con la mano sul cuore giurò a tutto lo stadio che lui nob c'entrava niente e non si sarebbe mai permesso di prenderci in giro tutti,infatti qualche mese dopo fece la figura del cioccolataio scappando in mutande una fredda sera d'inverno. Ecco questa è l'immagine che  ricordo, non quella sul campo quando trascinava la squadra e i tifosi, no quella di un uomo vile e meschino. Peggio per lui, poteva fare parte di questo gruppo che ci ha regalato l'Europa dopo 26 anni, ora ci guarderà dal divano di casa, ripensando a quanto è stato meschino.


  31. contemascetti -
     05/09/2017 alle 8:55
    Come qualcuno ha scritto, a noi sarà arrivata solo la punta dell iceberg. Potrebbe anche essere che abbia parato il culo a qualcun altro, portandosi via l'immagine del diavolo...del male del calcio italiano....sua sfortuna, che non aveva una società politicamente intoccabile alle spalle come qualche suo collega illustre...


  32. Sul fatto che Doni abbia scelto di "tradire" non ci sono dubbi..sul fatto che fosse solo il "braccio armato"..non lo sapremo mai.


  33. Bene o male.....questa rimane una storia troppo complicata e controversa per capire cosa è successo davvero.
    A noi è arrivata solo la puntA dell'iceberg.
    Probabilmente lui era uno scommettitore ...e questo è sbagliato in quanto scommetteva su competizioni in cui giocava.
    Ma tutto il resto per me resta avvolto in un qualcosa di non ben definito...e come tale a mio avviso è impossibile da giudicare.
    E quindi impossibile da condannare in via definitiva


  34. Bene...o male
    rimane una storia troppo complicata e controversa per capire cosa è successo davvero.
    A noi è arrivata solo la punt dell'iceberg,
    Probabilmente lui era uno scommettitore e questo ...e questo


  35. Guarda la foto del mio profilo e ti rispondi da solo......
    E' successo un grandissimo pandemonio intorno a Cristiano ma a livello di emozioni sportive NESSUNO in maglia nerazzurra me ne ha regalate tante quanto lui......
    Quindi per me resta e resterà sempre il mio Atalantino preferito di sempre e SEMPRE a TESTA ALTA!!!!!!!!!!


  36. Questo è di gran lunga il post più bislacco che abbia letto su questo sito! Faccio comunque i complimenti a Francesco64 per il suo provocatorio ma erudito intervento. Purtroppo il suo paragone non regge: per noi Doni era un dio, per noi che abbiamo la dea nel cuore. Ma ha scelto lui di non esserlo più. La sua colpa non è stata sbagliare, perché sbagliare è umano. La sua colpa è stata spergiurare di fronte ad un popolo intero la propria innocenza. Questo non è  da Uomo. Resta il calciatore, grande, immenso. Ma di quelli ce ne sono tanti in giro. A noi serviva un dio


    • SergiodeBrusa -
       05/09/2017 alle 9:04
      Assolutamente d accordo con maleldil , il maggiore sbaglio Doni non è stato scommettere,  ma non chiedere scusa a tutti i tifosi del suo comportamento postumo,  lasciando che gli atalantini facessero una crociata in suo favore, ritenendolo un capro espiatorio in cui lui si è immedesimato senza pudore. 
      Se si fosse scusato subito assumendosi le proprie responsabilità,  sono convinto che dopo l arrabbiatura iniziale la maggioranza dei tifosi l avrebbe perdonato. 
      Credo sia questa l unica cosa che lo accomuna a Giuda,  che finì all inferno non per il tradimento in sé , ma per non aver chiesto perdono a Dio di ciò che ebbe perpetrato nei confronti di Gesù 


  37. Ottimo pezzo..in quanto a Doni è stato e resterà sempre "senza paragoni" immenso.
     


  38. La questione sulla possibile utilità del male è da sempre un tema controverso che appassiona e divide. Grazie per il contributo di Francesco. Ma Doni non c'entra nulla con questioni così rilevanti.  Lui ha buttato via una occasione d'oro, a Bergamo avrebbe potuto fare tutto.  Peggio per lui. A me addolora il male che ha fatto alla nostra immagine, alla storia di una squadra e una città.  Che invecchi con rabbia. É il minimo che gli posso augurare. Quanto al fatto che ancora qualcuno lo ami é inevitabile. C'è quello della barzelletta violentato dal gorilla in Africa che, salvaro e riportatoa casa, dopo settimane e settimane continua a piangere. E a chi gli chiede il perchè  risponde accorato:" non mi ha ancora scritto.  Nemmeno una cartolina". C'è gente così, che ama farsi fottere.  non ci si può far niente. C'era uno che aveva perso la testa per una ragazza. Inutilmente gli amici gli dicevano che era una mignotta. Lui rispondeva sempre che lei gli aveva detto che era una studentessa. Ognuno vede e crede quello che preferisce. Doni è stato un grande giocatore per noi ma un uomo da niente.  L'Atalanta di oggi non gli deve niente. 


  39. complimenti per l'articolo francesco.
    non mi addentro nei paragoni sacri o religiosi, anche perché essendo ateo convinto, rischierei di toppare.
    dal punto di vista calcistico dico solo che uno come lui non c'é mai stato e probabilmente non ci sarà piú.
    lui ha incarnato lo spirito del capitano.
    tanti negli anni hanno indossato la fascia.
    dallo svedese all'argentino dei giorni d'oggi.
    loro l'hanno indossata...lui ce l'aveva dentro.
    x quanto mi riguarda, non lo considero assolutamente un traditore, ma solo una persona che ha sbagliato, ha pagato anche di brutto, rispetto ad altri personaggi delle squadre blasonate, che giocano tuttora in nazionale e dettano regole ed omelie ciclicamente.
    ora é libero, eio mi auguro senz'altro che un posto x lui in società ci sia sempre.
    non so come, non so quando, ma prima o poi succederà.
    27 
    CRISTIANO..UNICO CAPITANO!


    • SergiodeBrusa -
       05/09/2017 alle 9:34
      Caro farabundo spesso siamo d accordo ed abbiamo opinioni molto simili su tanti argomenti ,  ma sulla suddetta   questione siamo agli antipodi. 
      Anche se più che un traditore io considero Doni,  un vile,  uno spergiuro,  un incantatore di folle un approfittatore della buona fede altrui,  e il fatto che altri avrebbero meritato di pagare come lui ,non alleggerisce minimamente le sue responsabilità .
      Mai sentite le sue scuse pubbliche a tutto il popolo atalantino,  per il suo comportamento postumo da innocente vittima del sistema,  solo il gesto suo tipico di chi non ha nulla da nascondere o da farsi perdonare del tutto fuoriluogo col senno del poi .
      Io invece spero non rientri mai più in società , perché abbiamo bisogno di esempi morali positivi sempre più rari , in un mondo come quello del calcio popolato da personaggi meschini,  non di piccoli uomini. 


      • Concordo parola per parola 


      • ciao sergino, ghe manchrese di essere d'accordo su tutto...che noia
        in quanto alle scuse un paio di mesi fa ho letto una bella intervista fatta al divino...non ricordo la testata però.
        le ha fatte le ha fatte...fides.
        x quanto riguarda la squalifica é abbondantemente finita.
        quindi da hombre libero può fare quello che ha voglia e mi auguro che il  ne tenga conto
         free 27 


  40. La questione sulla possibile utilità del male è da sempre un tema controverso che appassiona e divide. Grazie per il contributo di Francesco. Ma Doni non c'entra nulla con questioni così rilevanti.  Lui ha buttato via una occasione d'oro, a Bergamo avrebbe potuto fare tutto.  Peggio per lui. A me addolora il male che ha fatto alla nostra immagine, alla storia di una squadra e una città.  Che invecchi con rabbia. É il minimo che gli posso augurare. Quanto al fatto che ancora qualcuno lo ami é inevitabile. C'è quello della barzelletta violentato dal gorilla in Africa che, salvaro e riportatoa casa, dopo settimane e settimane continua a piangere. E a chi gli chiede il perchè  risponde accorato:" non mi ha ancora scritto.  Nemmeno una cartolina". C'è gente così,  non ci si può far niente. C'era uno che aveva perso la testa per una ragazza. Inutilmente gli amici gli dicevano che era una mignotta. Lui rispondeva sempre che lei gli aveva detto che era una studentessa. Ognuno vede e crede quello che preferisce. Doni è stato un grande giocatore per noi ma un uomo da niente.  L'Atalanta di oggi non gli deve niente. 


  41. Dopo ciò che ha fatto, lo considero una persona disgustosa, anche se sono convinto che, per taroccare una partita non sia sufficiente il contributo di un solo giocatore, ma che ne servano almeno 3-4.


  42. Complimenti, bell'articolo e tema molto interessante. La conclusione mi pare un po' una forzatura però... A prescindere da come siano andati i fatti non credo che la condotta di doni (o chi per lui) fosse necessaria per la nostra crescita (in a andavamo comunque). Al massimo il suo sacrificio potrebbe consistere nel prendersi tutte le responsabilità una volta scoppiato il caso (ma nessuno ha elementi per affermare questo)


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