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03/11/2026 | 14.30
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Atalanta - Parma, c'è ancora tempo?

Dopo la sconfitta di ieri, è evidente per il sottoscritto che non si possa più valutare la bontà del progetto a lungo termine: serve un'analisi immediata della sua fattibilità nel breve periodo. Questo stop, unito ai due pareggi precedenti, fa sprofondare l'Atalanta in classifica. Ma il problema principale non è la graduatoria in sé, quanto l'aver sprecato tre occasioni d'oro per risalire la china, inaugurando una fase in cui raddrizzare la situazione sarà ancora più difficile.

Giovedì ci aspetta una gara che dovrebbe essere poco più di un allenamento, seguita dalla sfida di domenica contro il Monza. Dopodiché ci sarà la sosta di quindici giorni: un periodo in cui, tra convocazioni in nazionale e infortuni, ci si potrà allenare pochissimo. Al rientro, il calendario si fa durissimo: Inter, Borac, Lecce, Lazio e Riga, con ben quattro trasferte su cinque.

Il rischio di ritrovarsi l'8 dicembre nei bassifondi della classifica è reale. Ed è altrettanto chiaro che, se il lavoro svolto finora ha portato a questo punto, due settimane di sosta difficilmente basteranno a ribaltare la situazione.

L'idea di fondo era ottima e puntare su Sarri poteva rappresentare una grande operazione. Tuttavia, bisogna avere l'onestà di ammettere che sono venuti meno i presupposti per portare avanti questo progetto. Non c'è più tempo né margine per invocare pazienza: i risultati parlano chiaro. La squadra, al netto delle attenuanti per gli infortuni, fatica enormemente ad adattarsi o si dimostra inadeguata, e i progressi sul campo restano minimi. A tutto questo si aggiunge una piazza totalmente spaccata: una reazione comprensibile, ma che non può essere ignorata facendo finta di nulla.

Non si tratta di adeguarsi al gioco di trovare un colpevole, qua non c'è nessun responsabile perché sono tutti responsabili e probabilmente Sarri è fra tutti uno di quelli con meno responsabilità. Resta però che non siamo un tribunale ma una squadra di calcio e il nostro obiettivo dev'essere trovare e punire i responsabili ma riabilitare una squadra. E a Novembre, con il tempo che stringe ed il mercato chiuso non è che si può fare chissà cosa. 

Il tema è e resta solo uno, come se ne esce? La società al momento sceglie il sostegno all'allenatore, proponendo il ritiro un po' come si faceva negli anni 80.  E' una scelta coraggiosa che personalmente trovo più guidata dalla paura che altro, ovviamente la speranza è quella di sbagliarmi e che davvero da un momento all'altro scoppi la scintilla.

Il tema però è sempre lì, quando scoppierà ci sarà ancora tempo per salvare la stagione?

Stasera live a Dai che l've , ne parleremo meglio.

By Otis
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