19/05/2026 | 02.00
0

IL NERO E L'AZZURRO: In Europa col fiatone

"Solo" la Conference nonostante una grande rosa e per gentile concessione dell'Inter, dice qualcuno. "Ottima" la Conference dopo un anno di transizione con partenza scellerata, dicono altri

Limitiamoci ad Atalanta - Bologna. Per il resto abbiamo tutta l'estate per riempirci dei pareri piu' disparati. Ecco cosa ci e' piaciuto e cosa no domenica contro i Tortellini:

NERO


MOOD DA ULTIMO GIORNO DI SCUOLA
Partita che sembrava uno di quei ultimi giorni di scuola della nostra gioventu' che una partita che, teoricamente ma anche in pratica, assegnava l'ultimo biglietto per un treno d'oltre frontiera per l'anno prossimo. Davanti inconsistenza quasi totale: un’incapacità offensiva che ha fatto tornare in mente la Dea che arrivava all'ultima giornata dovendo giocarsi la salvezza. Unica vera occasione nel finale con Krstovic che sparava addosso al portiere. Sintesi perfetta della giornata.

...E A PROPOSITO DELL'ATTACCO
Gestione offensiva difficile da capire: tenere 90 minuti Nikola Krstovic in campo, in riserva dopo un campionato di grande impegno, con Gianluca Scamacca inchiodato in panchina a zero minuti, è un messaggio chiarissimo. E pure preoccupante. Due partite di fila senza vedere il campo: sembra ormai una bocciatura definitiva da addebitarsi ad una grande incomprensione tra Gianluca e il Mister, tanto piu' strada se si pensa che Palladino non fa che parlar bene dei suoi giocatori anche quando avrebbe motivo per parlarne male. E se davvero abbiamo perso Scamacca così, è un problema enorme in proiezione dell'estate.

I CAMBI
E' la seconda o la terza volta che mettiamo in rubrica questo spunto ma la perla tattica di domenica: sotto di un gol, togliere Charles De Ketelaere per mettere Mitchel Bakker a fare il trequartista è una roba che vista dal vivo sembra una di quei castighi da “gioco dell’oca” all'indietro invece della Serie A di calcio.

QUESTIONE DI PIEGA
L’effetto Raffaele Palladino sembra evaporato. Da “salvatore della patria” a “Juric pettinato meglio” il passo è stato rapidissimo. Capisaldi del "broncio" di chi va in campo la debacle contro il Bayern in Champions e l'inopinata sconfitta ai rigori contro la Lazio per la coppa Italia

QUALE EUROPA?
Sì, siamo qualificati in Europa. Ma la sensazione è che la UEFA Europa Conference League venga vissuta più come un premietto di consolazione che come un traguardo vero. Il raggiungimento di questo obbiettivo preso da tanti quasi l'attesa fine di una telenovela che un traguardo sportivo vero e proprio


AZZURRO


QUALE EUROPA? E' SEMPRE EUROPA!
Nonostante il punto di cui sopra la cosa più importante resta una: Europa conquistata che tanti farebbero carte false per frequentare. Punto!
Magari non quella che sognavamo, magari con il muso lungo, ma intanto l’Atalanta in Europa ci torna ancora. E non è mai scontato.

IL GIGANTE DELLA RIVIERA
Marco Carnesecchi, riminese di nascita, monumentale ancora una volta. Prima parata con riflesso da portiere top europeo, e in generale uno dei pochissimi ad aver dato la sensazione di essere dentro la partita dal primo all’ultimo minuto, come se non fosse puntualmente il migliore in questi ultimi 2/3 mesi di campionato. A pensarci bene potrebbe essere soggetto di una circostanza da mettere nel "Nero" nel momento in cui Zingonia non ha ancora provveduto a blindarlo, incatenarlo e proteggerlo con una clausola da 300 milioni.

ROCKY
Come il Balboa dello schermo Nikola Krstovic ha poco o nullo talento ma non molla mai: domenica magari confusionario, magari poco lucido, ma almeno + sembrato uno dei pochi che la partita la stesse giocando davvero.

AZZURRO PER UN'AZIONE
Da salvare pure il recupero difensivo di De Ketelaere nel primo tempo: corsa, voglia e sacrificio. Roba che almeno dimostra che qualcuno ci teneva.

OL PANETER IS BACK
E sì, pure Bakker si prende il suo “azzurro”: più che altro per spirito di sopravvivenza. Finire a fare il trequartista e riuscire comunque a non perdersi nel traffico merita quasi un premio simpatia.

L'OPPORTUNITA' NELLA MEDIOCRITA'
Ultimo aspetto positivo: questa mediocrità degli ultimi mesi forse ha finalmente messo tutti davanti alla realtà. Dirigenza compresa. E magari, invece di raccontarsi favole, qualcuno dovrà prendere decisioni pesanti ma necessarie.



Conclusione

Sensazione finale? Europa sì, entusiasmo poco. L’Atalanta vista domenica è sembrata ancora una volta una squadra stanca, svuotata, quasi rassegnata. E quando i migliori in campo sono il portiere e chi rincorre all’indietro, vuol dire che qualcosa davanti si è rotto da tempo.

Però attenzione: meglio arrivare così e accorgersi dei problemi adesso che continuare a nasconderli sotto il tappeto. Questa stagione lascia in eredità parecchie domande: su Scamacca, sulle idee offensive, sulle gerarchie e pure sulla guida tecnica.

Intanto ci teniamo Carnesecchi, sperando che nessuno dalla Premier si presenti con la valigetta con la classica offerta "che non si puo' rifiutare". E ci prepariamo all’ennesima estate atalantina: quella in cui si riparte brontolando… e poi allo stadio ci torniamo tutti lo stesso.

By staff
0 commenti