Il Nero e l'Azzurro: L'Anonima Sarriana

Diciamolo subito: perdere in casa contro il Cagliari non era esattamente il finale che avevamo prenotato per un tranquillo sabato sera. Dopo la sconfitta di Roma serviva una risposta, possibilmente accompagnata da tre punti o almeno uno. È arrivata invece una prestazione che, paradossalmente, lascia qualche motivo per essere meno preoccupati sul piano del gioco e parecchi motivi per essere arrabbiati sul piano del risultato in proiezione al campionato.
Qalche progresso si e' visto. Il problema è che, per ora, sembra procedere anche il nostro corso accelerato di “come complicarsi la vita da soli” mentre sembra averci abbandonato la fortuna delle primissime giornate.
IL NERO
IL RISULTATO
Perdere 1-2 in casa contro il Cagliari fa male. Punto. Ci sarebbe piaciuto parlare per ore di crescita, possesso, costruzione dal basso, meccanismi e filosofia sarriana in costruzione ecc. ecc. quando occorre piuttosto fare i complimenti ad un Cagliari molto ben disposto tatticamente, arcigno, grintoso e convinto. Con qualche tendenza a "bus davanti alla porta" ma e' legittimo
LA MANOVRA OFFENSIVA LENTA E PREVEDIBILE
E' probabilmente il difetto più evidente. L'Atalanta costruisce, gira il pallone, prova a trovare gli spazi, ma spesso quando arriva il momento di accelerare sembra che qualcuno abbia premuto il tasto “pausa”. Possesso e costruzione non si sono trasformati in una quantità sufficiente di occasioni pericolose.
LA REAZIONE STERILE DOPO IL RIGORE
Questo è forse ancora più preoccupante del rigore stesso. Una grande squadra, almeno nelle intenzioni, dopo aver preso un gol evitabile dovrebbe aumentare la pressione, mettere l'avversario alle corde e trasformare gli ultimi venti minuti in un assedio. L'Atalanta ci ha provato, ma senza riuscire a creare mai veri pericoli.
IL KOLA CALA
Il fallo di mano che ha portato al rigore di Maldini pesa tantissimo sul risultato. Ma il problema non è soltanto l'episodio: in generale ha sofferto e la sua prestazione è stata una delle note negative della serata e non e' la prima. Diciamo che, se avesse potuto chiedere il VAR per rivedere tutta la sua partita, probabilmente avrebbe lasciato perdere.
IL CAGLIARI HA FATTO MOLTO CON RELATIVAMENTE POCO
I sardi sono stati concreti, ordinati e soprattutto capaci di sfruttare le occasioni. Mendy ha segnato al 19', Scamacca ha pareggiato e Maldini ha trasformato il rigore al 61'. Il Cagliari ha quindi trovato il modo di colpire nei momenti importanti, mentre l'Atalanta ha avuto bisogno di molto più tempo e molto più lavoro per arrivare vicino alla porta.
PASSO INDIETRO DELLA DIFESA
Il primo gol nasce da un'azione nella quale la difesa viene sorpresa dall'inserimento di Mendy; il secondo da un fallo di mano che porta al rigore. Quando una squadra è ancora alla ricerca dei propri automatismi, specie in difesa, non può permettersi di regalare agli avversari una fetta così importante della partita. Il Cagliari non ha avuto bisogno di inventarsi chissà cosa: gli abbiamo dato una mano noi. Letteralmente, nel secondo caso.
DAVANTI SIAMO ANCORA LONTANI
Scamacca ha segnato, ma il resto della fase offensiva è stato troppo intermittente. De Ketelaere si è acceso solo a tratti, Rowe non ha lasciato un segno significativo e nel complesso la squadra ha faticato a trasformare la mole di gioco in occasioni davvero pulite. È il vecchio problema del calcio: arrivare bene fino a tre quarti è bello, ma poi qualcuno dovrebbe anche tirare.
LA GESTIONE DELLA PARTITA LASCIA QUALCHE DUBBIO
Le sostituzioni e alcune scelte di formazione hanno fatto discutere, soprattutto considerando che l'Atalanta, una volta sotto, aveva bisogno di maggiore incisività. Bernasconi? Zappa sulle fasce? Pasalic in campo prima?
L'AZZURRO
BARLUMI DI GIOCO
La squadra, almeno per lunghi tratti, ha giocato meglio rispetto a Roma. Si è vista una squadra un po' più ordinata, un po' più presente nella partita. Il pareggio di Scamacca al 41' è arrivato proprio dopo una fase in cui la Dea aveva alzato il ritmo e trovato maggiore continuità.
BELLA...SCOPERTA
Bellanova è stato probabilmente tra i migliori dei nostri, lo dicono le pagelle e le sensazioni di diversi, cosa rara di questi tempi per il nostro laterale. Corsa, recuperi, presenza sulla fascia e anche qualche intervento importante in fase difensiva. Ha giocato con una certa continuità per tutta la partita e, soprattutto, ha dato quella sensazione di voler spingere la squadra in avanti che non sempre si è vista altrove. Una delle poche cose che non ha avuto bisogno del libretto delle istruzioni di Sarri per funzionare. Anche se i piedi e l'intelligenza tattica bisognano ancora di parecchi ritocchini...
THE PRESIDENT IS BACK
Kessié ha dato buone sensazioni. Ha smistato palloni, messo fisicità in mezzo e mostrato di poter diventare una pedina importante per questa squadra. Non ha fatto la partita della vita, ma la sua presenza si è fatta sentire e ha dato due giri di pista al suo concorrente nel ruolo: Gaetano.
SCAMACCA TIMBRO GARANZIA
Un gol, anche se aiutato dalla deviazione di Obert, e una presenza più concreta rispetto ad altre uscite. Solita mancanza di garra ma, almeno ieri, si e' avuta l'impressione che in attacco l'unico che poteva quagliare qualcosa sarebbe stato lui e cosi' e' stato
IL GOLASSO MANCATO DI LAKY
Samardzic ha provato ad accendere la luce con una fantastica azione trovandosi solo davanti al portiere. Non l'ha messa ma almeno qualche giocata individuale ha rotto la monotonia di una manovra spesso troppo compassata.
LA LUCINA IN FONDO AL TUNNEL?
La sensazione generale è che qualcosa del lavoro di Sarri cominci a vedersi. Pochino pochino eh...
Anche Sarri, nel dopo-partita, ha difeso la prestazione parlando di una partita nella quale l'Atalanta avrebbe dominato per larghi tratti. E, a voler essere onesti, non tutto quello che dice l'allenatore va buttato nel cestino solo perché abbiamo perso. Rispetto alla trasferta di Roma qualche passo avanti sul piano del gioco effettivamente c'è stato.
CONCLUSIONE
Nonostante la sconfitta, la Dea non è stata una squadra allo sbando, decisamente anonima ancora, quello si. Questo è forse il dato più importante da tenere a mente. Il Cagliari ha vinto anche perche' il nostro problema è stato trasformare il gioco in occasioni vere e, soprattutto, reagire dopo il secondo svantaggio. Ma in generale i meccanismi sarriani sono ancora piuttosto lontani. Saremo ripetitivi ma siamo ancora nella fase di collaudo: non ci resta che aspettare...