Per annum

Ci sono momenti, in quasi ogni stagione, in cui sembra che il motore perda colpi. Non è una novità, e non deve diventare un dramma. Oggi siamo esattamente lì: in mezzo al guado.
I numeri sono chiari. Nelle ultime partite la squadra ha rallentato: pareggi contro Genoa e Lazio, sconfitta a Cagliari, difficoltà offensive evidenti e poca lucidità sotto porta . Anche la critica lo sottolinea: si crea, ma si concretizza poco, con attaccanti nervosi o poco incisivi, perche' gli arriva poco (anzi, meno) e male . E quando si va sotto, la rimonta è difficile
Siamo settimi, con 4 punti di margine sulla prima inseguitrice, un tesoretto non grandissimo ma non comunque poco, considerando una stagione fatta di cambiamenti, assestamenti e – inevitabilmente – cicli che si chiudono e si riaprono. Al netto che l'Europa non dipende piu' da noi ma dall'Inter.
Questa non è più l’Atalanta di un tempo. Non può esserlo. Negli anni abbiamo visto una macchina perfetta, quasi automatica. Oggi è una squadra più “umana”: meno dominante, ma anche più in costruzione. Il problema non è la crisi. Il problema sarebbe non capire dove si vuole andare.
Perche' non siamo crollati. Quanti l'estate scorsa, considerata la partenza di Gasperini, avrebbero scommesso su una Dea alle soglie dell'Europa a 3 settimane dalla fine dopo essersi trovata, per fortuna per poco, quest'inverno nella parte destra della classifica?
E l'eliminazione dalle Coppe (ottavi in Champions League e semifinale in Coppa Italia), senza andarsi a leggere modalita' e circostanze delle rispettive eliminazioni, e' fondamentalmente in linea con le aspettative del tifoso di buon senso all'inizio della stagione.
Non siamo spariti, c'e' gente che ha fatto molto peggio di noi da un campionato all'altro vedi la Fiorentina di quest'anno o il Napoli di due anni fa. La Dea per buona parte della stagione ha lottato e reagito, in una stagione che si preannunciava complicata e che complicata e' stata.
Il punto ora non è salvare questa perche', comunque vada, non cambiera' tantissimo. In pratica solo l'eventuale qualificazione a quella Conference che tanti nostri tifosi schifano mentre tanti di altre squadre sognano.
Il punto è cosa costruisci una volta finiti, se e quando Dio vorra', i paragoni con l'Atalanta di Gasperini.
I Percassi non hanno mancato di investire in questi anni, anzi...
Se qualcosa e' mancato e' stata la capacita' di investire bene, non i soldi propriamente detti. E adesso abbiamo da gestire una rosa che, come ha detto Paolo Condo' sabato, "dà l'impressione di aver bisogno di una bella rinfrescata". E se poni dubbi sulla competenza tecnica della societa' in rapporto alle operazioni da compiere, rischi di spaccarti la testa ancor prima che inizi l'estate, astronomicamente parlando.
Paradossalmente ritengo che le ultime prestazioni altalenanti abbiano prodotto un risultato inaspettato e curioso che e' quello di avvicinare Palladino a Zingonia. Si, avvicinare.
Si era detto di qualche primo approccio infruttuoso tra la societa' e i procuratori del Mister in sede di rinnovo del contratto. Forse gli ultimi scarsi risultati avranno ottenuto di fargli abbassare le pretese, frenarne un certo "rampantismo" e farlo decidere di rimanere alla guida della Dea rimettendosi alla prova, pero' partendo da luglio, cosa non da poco.
A me non dispiacerebbe, a voi?
Calep