Salvezza… aritmetica

16-08-2016 22:47 15 C.

Ho visto ieri sera Pep Guardiola schiantare con il suo Manchester City la Steaua Bucarest a casa loro : 5-0 con 2 rigori falliti e 4 pali presi.

Circa 2 settimane fa è uscita la notizia che un team di informatici italiani ha vinto un concorso indetto dallo stesso City con trentamila concorrenti. Con loro il City ha condiviso tutti i dati di 10 partite della scorsa stagione (tutti i partecipanti hanno firmato un patto di segretezza): tiri, cross, passaggi, ammonizioni, gol, chilometri corsi, in tutto qualcosa come 5 milioni di numeri. I selezionati sono stati riuniti in gruppi, dando vita a un brainstorming calcistico di alto livello con lo scopo di elaborare un algoritmo, un modello utile all’allenatore Pep Guardiola, che già al Bayern Monaco aveva sviluppato molto il reparto di analisi delle gare (ormai un aspetto chiave per vari tecnici: Montella ricorre al rilevatore gps, Mancini e Mazzarri ai droni…).

Alla fine il progetto/sistema statistico elaborato da Mario Savo, ex performance analysta del Latina di Mark Iuliano in serie B (dopo aver mosso i primi passi dal calcio a 5), un modello creato su base tattica partendo da quella del gioco posizionale proprio di Guardiola, è stato votato come il migliore tra tutti quelli in gara.

Non avrei mai creduto si potesse arrivare a questo : la sabermetrica applicata al calcio. Cos’è la sabermetrica?

La sabermetrica è l’analisi di un gioco attraverso l’uso estremo delle statistiche. Il termine deriva dall’acronimo SABR, che sta per “Society for American Baseball Research” (Società americana per la ricerca sul baseball) e fu coniato da Bill James, che è stato tra i suoi primi proponenti e per lungo tempo il suo principale sostenitore.
Lo studio deriva dalle Major Leagues di baseball americane dove c’e’ un vero e proprio culto per la statistica favorito anche dalla tipologia del gioco stesso.

La sabermetrica serve sia per stabilire il valore di un giocatore nelle stagioni passate, sia per cercare di predire il suo valore nel futuro. Mentre molti campi di studio sono ancora in sviluppo, ha prodotto diverse innovazioni nel gioco del baseball e nel campo della misurazione delle prestazioni.

Senza tirarvi matti diciamo che è un’applicazione tirata all’estremo delle statistiche legate a un gioco per cercare di prevedere gli sviluppi di un partita, di un campionato e sapere in anticipo quanto influiranno cessioni e acquisti nell’ambito della squadra.

Successivamente al baseball la sabermetrica è stata applicata ad altri sport e trova utili applicazioni anche nell’hockey, nel basket e, in tempi più recenti, nel calcio. Il calcio, però, è uno sport che si presta più difficilmente agli studi della sabermetrica dato che, ad esempio, prevede 22 giocatori contro i 10 di una partita di pallacanestro. Inoltre, rispetto a una partita di baseball dove battuta e ricezione avvengono in un’area ben definita, le azioni calcistiche sono più complesse e difficili da prevedere. Attualmente la sabermetrica è conosciuta soprattutto da quelli che massicciamente scommettono (legalmente) sui risultati delle partite.

Vi risparmio l’accuratezza degli studi legati a questa nuova branca della matematica. Se volete curiosare cercate su Google “calcio e sabermetrica”, prendetevi qualche ora e magari un cachet per il mal di testa.

Tutto questo pippotto introduttivo per alcuni brevi considerazioni :

– hanno ragione quelli che “vanno alla vecchia” basando tattiche e strategie in campo e sul mercato sul proprio istinto e la propria esperienza oppure innovatori come Guardiola che si accerchiano di scienziati che gli dicono chi prendere e come metterlo in campo?

– il giro vorticoso di alcune sessioni di calciomercato è dato dalla volonta’ di inseguire plusvalenze o dalla volonta’ di riparare alla svelta a cantonate prese nella sessione precedente?

– quanto conoscono le societa’ di alcuni giocatori che acquistano magari all’altro capo del mondo? cosa sapeva l’Atalanta di Cabezas e quanto c’e’ di rischio nell’acquistare calciatori totalmente fuori dal nostro contesto senza valutare variabili come l’ambientamento, l’età, le differenze tattiche rispetto al campionato di provenienza e quant’altro?

– perche’ lo stesso giocatore fallisce in una squadra e ha successo in un altra?

– quanto conta veramente in percentuale un allenatore e la percentuale è sempre fissa o cambia anche sensibilmente?

Vi ho rincogljonito? lo sapevo!

Voi intanto guardatevi Moneyball – L’arte di vincere (2011); di B. Miller con Brad Pitt e Philip S. Hoffman. Parla di sabermetrica ed è divertente, buona visione!

Bookmark (0)
ClosePlease loginn
0 0 votes
Article Rating

By admin


CONDIVIDI SU
Accedi


Iscrviti
Notifica di
15 Commenti
Nuovi
Vecchi
Inline Feedbacks
View all comments

WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com
15
0
Would love your thoughts, please comment.x