11-02-2019 18:40 / 12 c.

 

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Undici giocatori e otto nazionalità differenti è qualcosa di mai capitato a Bergamo. La squadra di Gasperini continua a vincere e ora è quinta in campionato.

Che una mutazione fosse in atto nell'Atalanta, lo si avvertiva da tempo. La conferma la si è avuta nel fragoroso 3-0 inflitto alla Juventus in Coppa Italia. Uno leggeva la formazione e non c'era un italiano che fosse uno tra gli undici titolari, come una delle tante Inter di anni recenti. Non solo: undici giocatori e otto nazionalità differenti. Qualcosa di mai capitato, a Bergamo. Qualcosa di mai capitato, soprattutto, nella società che ha fatto del centro sportivo di Zingonia il luogo in cui svezzare talenti, e per la gran parte italiani. Oggi la bandiera del sovranismo è tenuta alta da Gianluca Mancini, cresciuto comunque nel vivaio della Fiorentina. Contro la Juventus era in panchina, però abitualmente è lui il centrale di difesa, unico italiano titolare. Uno che l'Atalanta ha pescato due anni fa a Perugia e che si appresta molto probabilmente a vendere in fretta, visto come sta giocando.

Certo, poi se si va ad analizzare il campionato Primavera, l'Atalanta è sempre lì, al primo posto. E anche negli altri tornei giovanili, salvo rare eccezioni, non si scende oltre il terzo. Ma in prima squadra non vedi più arrivare giovani nerazzurri. Se si presentano, sono gambiani, come Musa Barrow. Gli altri? Salutati. Come accaduto in estate con Mattia Caldara e Andrea Petagna, oppure con Leonardo Spinazzola e Bryan Cristante, “non-zingoniani” ma titolari fissi. Oggi la nuova impresa sportiva che Gian Piero Gasperini sta confezionando è stata interamente costruita all'estero. Un'operazione di successo perché, chiunque sia arrivato da quelle parti, ha saputo calarsi immediatamente nella nuova realtà. Una realtà che, rispetto ad altre piazze, è fatta di dedizione alla causa, quella verso una squadra che ha un rapporto diretto e profondo con i suoi sostenitori. Per questo il paragone con l'Inter va bene, ma fino a un certo punto: chi va all'Atalanta dà tutto se stesso, anche se giunge da fuori Italia e anche se non ha fatto tutta la trafila delle giovanili. Ma poi finisce che è come se l'avesse fatta, tale è l'osmosi che si crea tra ambiente e squadra.

Oggi la squadra nerazzurra si gode un quinto posto con vista Champions, sognando il sorpasso sabato sera, quando ospiterà il Milan che si trova avanti di un punto. E se Petagna segna ancora una volta da ex in maglia Spal, come capitato con la doppietta all'andata e come capitato con il gol di domenica pomeriggio, ci sono poi un Ilicic e uno Zapata a ribaltare il tutto. Un'Atalanta sempre più vicina all'Europa e con uno sguardo al futuro. Quello che porterà un nuovo stadio di proprietà (i lavori partiranno a maggio), in cui giocheranno nuovi stranieri pronti a capire che cosa significhi indossare quella maglia e in cui dove – è l'augurio per il bene della causa azzurra – torneranno protagonisti talenti che crescono a Zingonia.

fonte ilfoglio.it



di Marcodalmen




  1. ...bell'articolo... con particolari abbastanza precisi... si sa chi è il giornalista che lo ha scritto??
     
    ...cmq stranissima sta cosa... quando la bergamaschinità anagrafica sparisce dal campo.. (addirittura anche l'italianità...) ....in realtà....la "bergamaschinità percepita" è perfino maggiore....   De Roon in primis... ma anche Freuler... Hateboer...Gosens... Toloi.... Palomino...a suo modo anche il Papu e Ilicic..... sembrano atalantini "dentro" da sempre.... 
    perchè forse essere atalantini è un essenza dell'essere bergamasco...che alla fine non c'entra nemmeno con l'essere veramente nati a Bergamo.... aiuta (Raimondi...Bellini...Bonacina...per fare qualche nome a caso....)
    ma non è necessario... è uno stato dello spirito...
    e anche in passato era così...
    non solo Stromberg...ma anche Giulio Migliaccio bergamasco certo non era...  o Minaudo... O Sgrò... o magrin... o Pasciullo o Tebaldone Bigliardi... (ed è una lista bella lunga....) 


  2. Titolo fuorviante e tutto politico purtroppo.. Va bene comunque. W Jack 'o malley e la colonna dedicata agli ultra. E w la dea! 


  3. I giocatori che giocano nell?Atalanta non sono solo giocatori, sono uomini legati alla bergamaschita’ lavorano, sudano e ottengono risultati, vengono dall’estero, ma si integrano e diventano veri bergamaschi, come lo siamo noi.
     


  4. beh...de Roon parla bergamasco quasi meglio di me! Più bergamasco di così...


  5. I giocatori da Atalanta non hanno nazionalità,sono da Atalanta e basta,il resto sono tutte pippe mentali


  6. per ora va bene così,non è un problema,credo sia anche un caso che quest' anno stia andando così,qualcuno c'è sempre stato.
    per il futuro,almeno uno che  ha fatto il settore giovanile che sia anche bergamasco,sarebbe una bella cosa
    il Ragazzo "Local" l'hanno anche super squadroni come il Real (Sergio Ramos) il Barcelona(Piquet) e perfino squadre costruite coi petroldollari tipo Paris Sain Germain e Man City,uno del luogo cresciuto nelle giovanili è un bel simbolo
    potevamo farlo con Caldara,...sarà per il prossimo


    • Ramos se nn erro inizio a Siviglia...


      • Bon erro affatto,ramos era del Sevilla prima di trasferirsi e diventare leggenda calcistica a Madrid sponda Real .


  7. Continuerò a ripetere fino alla nausea che di avere italiani/bergamaschi in campo mi frega poco. Certo, è necessario che ci sia qualche Atalantino “di vecchia data” (come può essere Masiello, il Papu o Toloi) che è qui da più tempo e che sappia bene cosa significa l’Atalanta per Bergamo. Credo che i sopracitati stiano facendo un lavoro egregio, insieme alla famiglia Percassi, nel riuscire ad inculcare subito la mentalità giusta nei nuovi arrivati (il fatto che gli stranieri si comportino meglio degli italiani comunque è un dato che deve darci da pensare). Comunque, il settore giovanile ha tanti talenti italiani in rampa di lancio. Secondo me, se tutto va bene, tra un paio d’anni avremo una nuova nidiata di Conti e compagnia (sperando che non si comportino come lui e altri), così saremo contenti tutti.


  8. Osti!
    Ormai siamo una realtà ben studiata. 
    E ammirata !
    Complimenti a Percassi e a noi "sostenitori  ". 


  9. In un certo senso e' anche comprensibile che i giovani stranieri siano attratti dall'Atalanta anche piu' dei pari eta' italiani.
     
    All'estero il nome Atalanta ha acquistato gia' da tempo un fascini crescente anche per merito di un vero ambasciatore come Stromberg che ha un suo seguito in Svezia e negli altri paesi scandinavi, ma anche in Olanda, Germania, UK, Irlanda e Islanda. e forse anche altrove.
     
    Tutte le volte che puo' Stromberg "beatifica" l'Atalanta ed e' molto ascoltato.
     
    In Italia, fino a pochi mesi fa, (quasi) tutti i commentatori sportivi parlavano (quasi) esclusivamente di Juve-Inter-Milan, delle due romane, del Napoli e, qualche volta, della Fiorentina.
    Pochissimo spazio per l'Atalanta.
     
    Oggi, parlare di Atalanta ANCHE in Italia e' diventato di moda e ..... (quasi) tutti a sperticarsi in lodi (che hanno pero' anche un po' il sapore dell'arroganza e della presunzione).
     
     


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