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02/11/2026 | 09.09
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Atalanta, dentro l’emergenza: 11 giocatori con infortuni muscolari, 30 partite saltate


Escludendo gli infortuni ‘storici’ di Hien e Kamaldeen e i problemi alla mano del terzo portiere Pompei, metà della rosa ha accusato problematiche non riconducibili a traumi. Con i pochi recuperi in vista nelle prossime partite si supererà anche quota 40

Maurizio Sarri dopo la partita contro la Fiorentina e il 2-2 portato a casa senza lasciare sensazioni troppo positive ha usato un termine chiaro, diretto e molto significativo per descrivere il momento dell’Atalanta: “Sopravvivenza”. Va da sé, quando praticamente metà della rosa è ferma per infortunio o ha avuto problematiche in passato. L’emergenza è reale e sta condizionando il lavoro quotidiano a Zingonia, anche perché condensata in un periodo pieno di impegni, con nove partite da giocare nel giro di ventotto giorni e mai una settimana piena. Insomma, anche il più semplice degli infortuni, che si può risolvere in un paio di settimane, porta a saltare cinque partite.

Il tratto comune di quasi tutte le problematiche fisiche è la natura muscolare: sono 11 i giocatori che si sono fermati per acciacchi non riconducibili a un trauma. Escludendo i problemi di lungo corso di Isak Hien e di Kamaldeen Sulemana, che si portano dietro infortuni rimediati rispettivamente a giugno con la Svezia al Mondiale e ad agosto in amichevole con lo Schalke, le partite saltate dagli infortunati per problemi muscolari sono in totale già 30. Dal conto, ovviamente, va escluso anche Thomas Pompei, terzo portiere operato per la frattura della falange. Ma il rischio è che fino alla prossima pausa il numero aumenti ancora in maniera significativa, superando anche quota 40, salvo recuperi in massa prima della sfida col Kairat Almaty del 5 novembre o per la trasferta dell’8 novembre. Includendo anche i tre infortunati “traumatici”, e conteggiando anche le 2 partite saltate da Kristensen ad agosto per un problema alla caviglia, il numero scollinerebbe già ad oggi ben oltre le 50 gare.

Alla vigilia della sfida contro il Parma, gli indisponibili in totale sono dieci, l’80% dei quali fermo per motivi muscolari. Gli ultimi due più ‘freschi’ sono Thomas Kristensen e Gianluca Gaetano, che hanno terminato anzitempo il match con la Fiorentina del 29 ottobre rispettivamente per un risentimento muscolare al flessore della coscia sinistra e una distrazione ai muscoli adduttori della coscia destra, con tempi che verranno valutati con esami strumentali lunedì.

Nella partita precedente, contro il Frosinone il 25 ottobre, era toccato a Raoul Bellanova chiamare il cambio per una distrazione di basso grado dell’adduttore lungo dell’arto sinistro, ma ad uscire malconcio c’è stato anche Gianluca Scamacca, che al termine del match ha accusato un risentimento ai muscoli flessori della coscia destra. Quattro infortuni in cinque giorni che ricalcano i tre intercorsi tra il 12 e il 15 ottobre: la distrazione di basso grado dei muscoli flessori della gamba sinistra accusata da Giorgio Scalvini contro il Venezia e che l’ha tenuto fuori per quattro partite, poi la distrazione di basso grado al polpaccio della gamba destra di Franck Kessié che dopo cinque partite fermo non gli ha ancora consentito il rientro e infine la distrazione di basso grado del bicipite femorale della coscia destra di Giacomo Raspadori, anche lui ai box da cinque partite (con il conto che prosegue).

In mezzo, anche lo stop lungo di Odilon Kossounou, che a causa di una lesione di medio-alto grado del bicipite femorale della coscia sinistra rimediata a metà settembre dovrà stare fuori almeno fino alla prossima pausa nazionali, saltando almeno dieci partite, e anche la distrazione di basso grado del retto femorale della coscia sinistra che ha costretto Sead Kolasinac a lasciare il campo nel match contro il Milan del 18 ottobre, con già tre gare saltate.

A questa sorta di overdose di infortuni muscolari degli ultimi venti giorni (più Kossounou qualche giorno prima) si aggiungono anche altri due problemi agli adduttori risalenti al mese di agosto e accusati da Charles De Ketelaere e Honest Ahanor, che hanno saltato rispettivamente una e tre partite, con il classe 2008 poi ceduto al Crystal Palace via Chelsea.

A conti fatti, i giocatori della rosa che ancora non hanno avuto condizionamenti di infortuni, oltre ai portieri Carnesecchi e Sportiello, sono soltanto dieci: Zappacosta, Bernasconi, Obric, Ederson, Pasalic, Zalewski, Samardzic, Elmas, Rowe e Krstovic. Numeri che sarebbero già anomali a metà stagione, figurarsi con soltanto tredici partite alle spalle e almeno altre trenta ancora in programma prima della fine di una stagione dai ritmi serratissimi e che ha evidentemente travolto l’Atalanta, condizionata una preparazione estiva post Mondiale complicata dal rientro scaglionato dei giocatori e la difformità di lavoro da parte di buona parte della rosa che ha portato alla sopracitata “sopravvivenza”. Un concetto che all’inizio della stagione poteva essere valido per i primi due mesi e che invece si è trovato ad essere esteso, rendendo ancora più difficile un momento già di per sé molto delicato.

fonte bergamonews.it

By marcodalmen
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