L’Atalanta al Festival dello Sport con Giuntoli e Zappacosta

Il passato dell’Atalanta che sconfina nel presente, con vista sul futuro: Cristiano Giuntoli e Davide Zappacosta al Festival dello Sport di Trento (venerdì 2 ottobre alle ore 1930) come poster di una nuova Dea. Concepita da Antonio e Luca Percassi miscelando il potere del vissuto con la forza della novità. L’esperienza che si è alimentata al serbatoio dell’escalation culminata con la vittoria dell’Europa League; l’energia di un nuovo corso da intrecciare con il "vecchio", per ricavarne nuova linfa. Un progetto impegnativo, come affidare la panchina a Maurizio Sarri: colpo di spugna potente, ancor più di quello che era stato dato con Juric, e poi con Palladino. L’estate scorsa come inizio di una nuova era: il tempo necessario al Comandante per far germogliare il seme del suo calcio dirà se e quanto un disegno così ambizioso riuscirà ad essere, anche in tempi relativamente brevi, pure vincente.
zappacosta
—Zappacosta, per questo nuovo ciclo, può essere portatore sano dei principi che sono stati patrimonio del vecchio. Lui festeggiò nella notte di Dublino, ma c’è di più: era a Zingonia già dodici anni fa, prima fare altrove esperienze che poi è tornato ad offrire alla Dea, ormai cinque anni fa, diventandone un pilastro che anche oggi può rafforzare le fondamenta di un gruppo in costruzione.
giuntoli
—Cristiano Giuntoli è uno dei principali garanti di questa trasformazione, fideiussore anzitutto per l’architetto a cui il progetto è affidato: Sarri. Una scelta che ancora più delle successive, fatte in sede di mercato, fotografa la visione della sua missione: all’orizzonte scorge una Dea ispirata ad un’altra filosofia. Così, ha attinto al suo bagaglio di esperienze passate, mescolando un po’ di tutto. Accettazione del rischio (calcolato): l’abito di play del 4-3-3 sarriano - un ruolo chiave - a Gianluca Gaetano, un ex trequartista
che il d.s. ha visto già pronto per reinventarsi generatore di gioco.
