Il senso di una lacrima
C’e’ un vecchio film del 1974 con Paolo Villaggio dove l’attore recita uno
dei non moltissimi ruoli non comici svolti in carriera. Si chiama "Sistemo
l'America e torno"
Senza dilungarmi, lui è incaricato da una squadra
della nostra serie A di basket di portare in Italia un giovane di colore
americano contattato per esibirsi da noi. Il film si dipana tra diverse
situazioni che coinvolgono l’America come il razzismo, la violenza facile, la
droga, le armi e tutti quei fatti comuni allora come oggi
oltreoceano
Ad un certo momento il giovane cestista viene ucciso e la
scena finale del film mostra Villaggio sull’aereo che lo riporta in Patria.
Sull’aereo son presenti due tifosi della Fiorentina che commentano il nostro
campionato di calcio ai quali Villaggio, tifoso granata nel film, chiede
cos’ha fatto il Torino. Saputo di una sconfitta casalinga inopinata si
commuove e i due viola interpretano la commozione come un dispiacere per la
sua squadra
In realta' Villaggio, dopo mille peripezie americane nelle quali ha rischiato di tutto, si
commuove per un senso di normalita’ e di pace ritrovata nel nostro modo di
vivere, non certo per la sconfitta del Toro.
Questo pistolotto iniziale
per cercare di spiegarvi cosa la sconfitta contro la Juve sabato mi ha
riportato alla mente. Non devo certo spiegarvi le preoccupazioni legate alla
situazione internazionale causate dall’agitazione dei due, tre imperi che
governano il pianeta che, in coerenza con il loro status, se ne fregano
altamente del benessere del genere umano.
In tale frangente mi fanno
sorridere, a casa nostra, i mille dibattiti, le incazzature, il tempo speso dietro il nostro
pallone, le dichiarazioni, gli spostamenti di poltrona, gli squilibri ormonali
e di pressione di gente anche matura legati al nostro calcio.
Eppure
non piu' tardi di 5/6 anni fa abbiamo patito anche noi sulla nostra pelle la
tragedia del Covid, la paura e il timore di non riuscire a tornare alla
normalita' o, peggio, arrivare a sera vivi. Avrebbe dovuto insegnarci
qualcosa, almeno un po' piu' di buon senso.
Poi penso a quanti nel
mondo si sognerebbero di essere al nostro posto, in una situazione, con tutti
i distinguo che volete, dove pero' ancora si svolge un campionato, c’è la libera
circolazione, ancora sufficiente energia e cibo e dove si ha il buon tempo di perdere la testa per
una sconfitta inopinata o una decisione arbitrale ritenuta ingiusta
La
gente invece ha poca memoria e quando dà per acquisita una certa normalita',
comincia a non accontentarsi e a perdere la testa anche per cose futili.
Dev'essere un circolo vizioso insito nella nostra biologia.
Diamine,
anche a me non è piaciuto perdere contro la Juve sabato scorso. Sconfitta
ingiusta contro una squadra tra le piu' odiate dalla nostra tifoseria.
Pero' mi
guardo in giro e alla fine ringrazio ci sia ancora una Juventus da battere la
prossima volta, uno stadio nuovo pieno di luce da riempire di gente
chiassosa e soprattutto una maglia nerazzurra "da far sudare" ad una ventina
e passa di ragazzotti giunti a Bergamo da tutto il mondo a guadagnar soldi e
a meritare, a loro discrezione, riconoscibilita' e gloria nel nostro piccolo
mondo, imperfetto finche' volete, ma ancora tutto "intero", coerente a se
stesso e sostanzialmente rispettoso del quieto vivere di tutti.
Calep
By staff