15/05/2026 | 04.44
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Tempo al tempo

Quando la Rete non ha generalmente dubbi ed abbandona alla svelta il condizionale allora l'informazione ha molte probabilita' di essere vera.

Ieri la "pistola fumante" del nostro DS D'Amico che parla quasi da "traslocante" con i Pensiunacc del grande nostro Beppuccio.

Come capirete l'info in questione è l'avvicendamento nel ruolo di direttore sportivo atalantino tra lo stesso D'Amico e l'ex Napoli e Juventus Cristiano Giuntoli.

L’idea che il 54enne ex calciatore, fiorentino di nascita, sia destinato ad arrivare all’Atalanta viene vista un po’ come una “scommessa forte”: da una parte c’è un dirigente che a Napoli ha costruito uno scudetto storico, dall’altra uno che alla Juventus ha lasciato molti dubbi.

A Bergamo, tradizionalmente, l'accoglienza iniziale e' piu' verso la curiosità che l' entusiasmo cieco. Un "benvenuto" franco da parte della nostra gente, per la serie "ben arrivato fra noi, ci starai bene, tu mostraci cosa sai fare poi eventualmente ti portiamo anche sul palmo di una mano"

E qui nasce il punto chiave: Giuntoli dovrà dimostrare di aver imparato dagli errori fatti a Torino.

A Napoli, infatti, il suo ricordo è molto positivo. È stato considerato uno bravo a scovare giocatori prima degli altri, a costruire squadre con idee precise e a lavorare bene con allenatori forti come Luciano Spalletti. Molti gli riconoscono intuizioni importanti se non importantissime come Kvaratskhelia, Kim, Anguissa, Osimhen, tutte  operazioni che hanno lasciato il segno. In un ambiente passionale e spesso difficile come Napoli, lui era riuscito a reggere la pressione senza esporsi troppo. Questo aspetto a Bergamo potrebbe aiutarlo molto, perché l’Atalanta è una società che ama lavorare con calma e programmazione. E l'ambiente ti lascia fare. Meglio, diciamo che sa aspettare, senza esagerare ovviamente.

A Torino invece il giudizio è stato molto più duro. Tanti tifosi juventini gli rimproverano mercati costosi, con giocatori che hanno reso meno del previsto (uno su tutti: Koop) e una gestione dello spogliatoio non sempre convincente. Online si leggono commenti molto critici sulla sua esperienza bianconera, soprattutto sul rapporto tra spese elevate e risultati ottenuti.

Ed è proprio qui che Bergamo potrebbe essere l’ambiente giusto per lui.
L’Atalanta non chiede “colpi da copertina” come la Juventus. Chiede idee, equilibrio e valorizzazione dei giocatori. In pratica: meno pressione politica e mediatica, più lavoro tecnico quotidiano.

Molti osservatori pensano che Giuntoli renda meglio quando può costruire nel tempo, senza dover comprare per forza il nome famoso ogni estate.

Cruciale sara' ovviamente il rapporto con la proprieta' e con la dirigenza. Ed in secondo ordine con i collaboratori e l'ambiente. Da quanto entrerà in sintonia con la famiglia Percassi e con la cultura atalantina: poche parole, idee chiare e niente rivoluzioni inutili o ribaltamenti a 180° appena arrivato.

All’Atalanta potrebbe ritrovare il contesto ideale per lavorare bene, perché Bergamo, da un certo punto di vista, assomiglia più al “modello Napoli” che a quello juventino.

All'opinione pubblica è chiesta un'attenzione al suo operato, che mettera' di sicuro, ma anche una certa discrezione e un giudizio obbiettivo.

Si parla di professionismo di alto bordo, dimentichiamo sentimenti e passioni, evitiamo analisi critiche e/o tecniche riguardo una persona che, esperto nel suo campo molto piu' di noi, rischiano di apparire ridicole. Perlomeno a priori.

Tempo al tempo e ricordiamo che gli errori li paghera' lui prima di noi, come accade da sempre.

Facciamo solo in modo che si trovi bene e che si senta accettato dall'ambiente perche' cio' potrebbe agevolare il suo compito e indurlo a "far la cosa giusta".

Noi tutti si vuole il bene della Dea. Che sia noi per passione o lui per prestigio e portafoglio personali poco cambia, in fondo.

Calep

By staff
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