Ringraziamo Francesco64 di Berghemschwizz per il pezzo di quotidiano odierno
ripreso qui sotto. Quotidiano ticinese che mostra come siamo visti all'estero.
E chissa' quali altri articoli stanno girando sulla pantomina dei palazzi
romani che guidano il nostro calcio...
Il commissario di sé stesso
di Roberto Scarcella
quotidiamo "La Regione" - Ticino, Svizzera
Riassumendo: il neoeletto presidente della
Federcalcio italiana Giovanni Malagò non aveva i requisiti necessari, quindi
la Federcalcio è stata commissariata e Giovanni Malagò è stato estromesso per
fare posto al commissario Giovanni Malagò, il quale dovrà mettere ordine in
attesa delle prossime elezioni, che avranno - a quanto pare - un solo
candidato: Giovanni Malagò.
Una situazione peraltro definita "triste e imbarazzante" da una delle parti in
causa: Giovanni Malagò.
Se c'è una notizia che spiega bene l'Italia è
questa: calcio e potere, poltrone girevoli, invidie, tradimenti, l'immancabile
"tengo famiglia", ripicche da strapaese che diventano ministeriali, buoi che
danno dei cornuti ad altri buoi, microcavilli burocratici che sembrano far
cascare giù tutto, con il tutto che risorge tal quale, aggirando regole e
senso del ridicolo.
Sarebbe già abbastanza.
E invece no: a far crollare il castello di carte è stato un ex calciatore di
Serie A dimenticato, poi coinvolto - come avvocato difensore - niente meno che
nel caso Ustica.
Un personaggio che nella sceneggiatura di un film sarebbe stato scartato
perché poco credibile.
Invece esiste, si chiama Renato Miele ed è diventato, con i suoi ricorsi da
azzeccagarbugli ferito (ha provato a candidarsi anche lui, senza successo), il
miglior alleato del presidente del Coni Luciano Buonfiglio, ex braccio destro
di Malagò diventato suo rivale, e del ministro dello Sport Andrea Abodi, una
specie di doppione di Malagò e suo rivale da sempre.
Credevano di averlo fatto cadere una volta per
tutte.
Invece, insieme ai conflitti di interesse tra Buonfiglio e suo figlio, è
venuto fuori che il requisito mancante di Malagò (una tessera Figc al momento
dell'elezione) mancava anche ai suoi predecessori, mai
contestati.
E così tutto è rientrato, finendo a tarallucci e vino.
Un pasticcio evitabile che a molti ha fatto
rimpiangere l'ex presidente del Coni, tal Giovanni Malagò.
Chissà che fine ha fatto.
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