01/05/2026 | 04.44
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Primo marcio

Fino a poco tempo fa mi divertivo a seguire le famose radio romaniste della capitale. Ancora prima lo facevo con un paio di Firenze. Viola, ovviamente. Godevo per i toni da tragedia inelluttabile, mi attraeva morbosamente il sentire tante paure esagerate e fuori luogo: toscani disquisire su cosa servisse per una pronta risalita dalla B, romani strapparsi i capelli per l’allontanamento di un “core de Roma” a favore di uno “de fori” scorbutico, anaffettivo e lunatico (la vertenza Ranieri -> Gasp).

Mi chiedevo come potesse esserci cosi’ tanta gente cosi’ superficiale e prevenuta tanto da pronarsi al fato avverso ancor prima che questo si manifestasse veramente. Mi dicevo: noi atalantini altra razza, altro buon senso, forgiati da tante sconfitte e con i piedi per terra col buono e col cattivo tempo.

Da un mese a questa parte mi son dovuto seriamente ricredere. Ho perso tutte le certezze e l’innocenza di credere di appartenere ad una tifoseria speciale. In questi giorni ho letto tali e tante castronerie da costringermi piu’ di una volta a verificare la nostra posizione in classifica, come se non la sapessi gia’ a memoria.

Profeti di sventura che, non contenti di rivendicare una competenza tecnica tutta da verificare, si scagliano contro dipendenti nerazzurri (cioe’ chiunque e’ a libri a Zingonia, in campo e fuori) con toni saccenti e con offese gratuite che spesso toccano il personale.

Una volta la Rete non era cosi’, e’ un discorso che ho fatto gia’ molte altre volte. La diffusione delle connessioni ha finito per toccare anche coloro che piu’ erano lontani da essa favorendo il diffondersi del principio dello scemo del villaggio in rete. Il principio dello scemo del villaggio in rete che prima poteva rompere i coglioni solo al bar sport del suo paese mentre adesso è nella possibilita’ materiale di begare con gli scemi degli altri paesi, non rischiando fisicamente piu' niente e purtroppo potendo contare su un’audience enormemente piu' grande.

E l’arroganza, l’ignoranza e la maleducazione oltre che essere virali, fanno scappare quelli “immuni” che spariscono per evitare di essere tirati al livello dell’altro per poi essere battuti dalla sua esperienza nel genere.

So che e’ una battaglia inutile quindi evito di proseguire pero’ lasciatemi dire che l’anonimato che presiede i nick dei nostri lettori e’ ormai a rischio di diventare un’arma che potrebbe travolgere redazione e lettori di questo sito.

Vi e’ un marcio nell’ambiente che vanifica gli sforzi di chi ci mette ore tutti i giorni. Che poi sia un problema solo qui o dell’intera societa’ mondiale concettualmente cambia poco.

Per evitare di tirarla lunga (mi piace la sintesi) relativamente all’Atalanta io mi tengo ancora i Percassi, tutta la vita. Pro e contro inutile ve li spieghi, dovreste saperli a memoria e sarebbe comunque inutile verso chi li critica ancora, se non ci siete arrivati sinora dopo tanti anni.

Ricordatevi solo che nessuno, in quanto umano, e’ esente da errori e tutti i componenti della societa’, in campo e fuori, pagano, gia’ di loro, salato, direttamente ed in primissima persona per gli errori che, in quanto esseri umani, sono destinati a commettere.

Qui si dovrebbe tirare tutti da una stessa parte soltanto che invece di evidenziare i pregi di ciascuno si mettono all’indice i difetti moltiplicandone le ricadute materiali e psicologiche.

Facciamo finire il campionato almeno, non facciamo come altri. Siamo atalantini, ricordiamocelo.

Ma che ve lo dico a fare…

Calep


(PS: mi scuso con tutti i lavoratori per l'uso improprio nel titolo della loro festa per eccellenza)

 

 

 


 

 


 

 


 


 

 


 

 


 

 


 

 


 

 


 

 


 

 


 


 

 


 

 


 

 


 

 


 

 


 

 


 

 


 

 

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