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24/10/2026 | 13.45
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Schmid, uno degli incubi di domani, parla del suo Mister, Alvini

Romano Schmid si racconta in una lunga intervista a La Gazzetta dello Sport, alla vigilia della sfida contro l’Atalanta. Il centrocampista austriaco, protagonista di un ottimo avvio con il Frosinone e già a quota tre assist dopo sette giornate di Serie A, ha parlato dell’impatto con Massimiliano Alvini, dei compagni e degli obiettivi della squadra.

Sul rapporto con il tecnico, Schmid non ha dubbi: “Una grande persona, simpatico. Io sono un tipo onesto, voglio lavorare con chi è onesto e lui lo è. Guardatelo nel riscaldamento, è già carichissimo, ci spinge per andare al limite. C’è solamente un problema con lui”.Il problema riguarda gli allenamenti, che il centrocampista ha definito “i più duri della mia vita”. Schmid ha raccontato: 

“Corriamo tantissimo, a lungo e duramente. Io sono arrivato tardi, a metà agosto, e nella mia prima settimana pensavo: “Ma che cos’è, il precampionato?”. E ancora: “Il precampionato con Alvini dev’essere un incubo”.L’austriaco ha poi spiegato il segreto del gruppo giallazzurro: “Siamo una famiglia. Non dico che siamo un Leicester ma sappiamo da dove veniamo e che cosa migliorare”. 

Tra i compagni, Schmid ha elogiato Giacomo Calò: “Ha sempre giocato in B ma sembra che abbia 100 partite in Serie A”.Parole importanti anche per Antonio Raimondo, attuale riferimento offensivo del Frosinone: “Una specie di CR7 per la fiducia che ha nelle sue possibilità: per un attaccante, è la cosa più importante”. Schmid ha aggiunto: “Fa gol dal nulla e il bello è che ascolta. Altri centravanti con cui ho giocato pensavano di sapere tutto ma Antonio è diverso, ragiona con me su quello che dobbiamo fare in campo e sorride anche quando sbaglia, convinto che una nuova chance arriverà”.

Il centrocampista ha parlato anche del soprannome di “Messi delle Alpi”, spiegando che il commissario tecnico dell’Austria Ralf Rangnick lo chiama “giftzwerg”, ovvero “nano velenoso”, per la sua statura e l’aggressività agonistica. “Da piccolo ero “zauberer”, “mago”. A 15 anni, la prima volta che mi sono allenato con la prima squadra, me lo sono scritto sulle scarpe. Mi prendevano in giro, ma sono andato dritto per la mia strada”.Schmid ha poi indicato Fares Ghedjemis tra i giocatori che lo hanno impressionato maggiormente: “È incredibile, non ho mai giocato con un tipo come lui: è pazzesco quanto sia forte». E sul sogno europeo del Frosinone ha lasciato spazio all’ambizione: «Sì, c’è un 1%. Se dici di no, non hai la mentalità giusta: nel calcio tutto è possibile”.

Infine, l’austriaco ha fissato anche un obiettivo personale: arrivare a dieci assist. “Si può fare, è realistico, è un mio obiettivo… anche se il grande obiettivo è migliorare, e migliorare la squadra”.

 News tratta da : alfredopedulla.com

By staff
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